Al di là delle sbarre




Carlo Barbieri


DETTAGLI:

Editore: Golem Edizioni

Genere: Saggio

Pagine: 317

Anno edizione: 2024

Sinossi. Avvalendosi del pregevole lavoro dell’associazione Antigone e del suo annuale Rapporto sulla condizione carceraria, in questo saggio l’autore descrive lo stato in cui versano le carceri e le numerose mancanze strutturali e organizzative che rendono inattuato l’art. 27 della Costituzione, sia relativamente all’umanità della pena sia rispetto all’obiettivo di rieducazione e reinserimento sociale del detenuto. A questa lettura della situazione, affianca una descrizione di alcune significative iniziative di recupero sociale che chiama Percorsi di riabilitazione che vedono impegnati all’interno delle carceri volontari, studenti tutor, musicisti, insegnanti, imprenditori. Sono percorsi lavorativi, musicali, teatrali, letterari, scolastici che offrono la possibilità di costruire un futuro per il “dopo”, per un reinserimento sociale che contribuisca ad abbassare l’alto tasso di recidiva che caratterizza la realtà carceraria.

 Recensione di Roberta Canu


Spesso, noi tutti, ci poniamo grandi domande e raramente sappiamo trovare le giuste risposte, inoltre anche le persone che si ritengono molto intelligenti spesso cadono nei tranelli del pregiudizio sociale che è invece allarmante e così tanto diseducativo.

Questa premessa nasce dalla lettura attenta e interessante del saggio di Carlo Barbieri, in cui se da una parte vi è la facoltà di agire e perseguire tipica di chi si crede nel giusto e trae beneficio dalla vile vendetta, dall’altra vi è il recluso, l’emarginato, il reietto ed in una parola sintetica: il carcerato.

Il saggio di Barbieri focalizza l’attenzione su quell’universo spesso disadorno, isolato e volutamente incompreso, quel luogo per cui vi è sempre quella reticenza in cui sembra debba sprofondare anche l’uomo o la donna, ma anche l’adolescente che vi mette piede per la prima volta e spesso anche senza aver commesso chissà quale reato grave.

Grazie alle parole dell’autore, ma anche degli artisti ed ex carcerati, alle testimonianze profonde e toccanti di persone che hanno vissuto sulla loro pelle l’inferno della prigionia, è possibile comprendere maggiormente il valore della libertà, la preziosità della vita che spesso ci sembra scontata ma assume invece una fruibilità maggiore quando a vederne la bellezza è chi trae beneficio dal malessere per renderlo bene comune.

Che cosa si può fare per le carceri al giorno d’oggi?
È addirittura possibile immaginare una vita in cui la prigione non esista nemmeno?

Queste sono solo alcune delle domande cui si cerca di trovare delle risposte adatte all’interno dell’opera di Barbieri, in cui tra l’altro vi è la prefazione molto importante della senatrice Ilaria Cucchi.

Le persone, generalmente, tendono a condannare e giudicare anziché cercare di comprendere e, nel caso sia necessario, assolvere. Questo si evince molto soprattutto dalle parole dei ragazzi che hanno dato voce al libro in questione, giovani oggigiorno con la testa sulle spalle e che hanno non solo compreso i loro sbagli ma hanno “donato la libertà” a chi sembra non avere voce in capitolo.

Basti pensare che in Italia, il modello carcerario è perlopiù opprimente e sopprime i diritti degli stessi reclusi, in una società che dovrebbe invece puntare sul decoro e sulle norme civili, e non, al contrario, determinare suicidi e rivolte spesso nemmeno volute.

Come può, infine, un Paese dichiararsi libero se è esso stesso incatenato ai suoi stupidi e aberranti preconcetti? 

A cura di Roberta Canu

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Carlo Barbieri


nasce a Milano nel 1955. Lavora per 43 anni presso il Consorzio Nazionale Cooperative di Consumo Coop Italia, ricoprendo incarichi sia in Italia sia all’estero. Ora è in pensione e si dedica alla cura del figlio di sette anni, della famiglia e alla scrittura. Ha scritto il libro Le mani in pasta, storia della prima cooperativa del circuito Libera Terra, la Coop Placido Rizzotto Libera Terra, della quale è socio sovventore, che lavora terreni confiscati alla mafia nell’entroterra palermitano; prefazione di Gian Carlo Caselli e nota introduttiva di Nando Dalla Chiesa. Il libro è stato pubblicato nel 2005 da Editrice Consumatori e ripubblicato nel 2021 da Jaca Book ed Editrice Consumatori; dal libro Daniele Biacchessi, giornalista e curatore della collana, ha tratto il docufilm omonimo già proiettato in un centinaio di eventi in tutta Italia.