Alba nera




Recensione di Sabrina De Bastiani


Autore: Giancarlo De Cataldo

Editore: Rizzoli

Collana: Nero Rizzoli

Genere: noir

Pagine: 311 p.

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 
 
 

Sinossi. Giancarlo De Cataldo esplora in apnea l’abisso del presente, l’incubo collettivo infestato da hater e uomini che odiano le donne, da sadici torturatori e mercanti di carne umana, da gattopardeschi potenti e nuovi padroni. Quando l’odio diventa il business migliore, solo il primo raggio di un’alba spietata può rischiarare le tenebre che ci avvolgono.

A qualcosa tutto questo odio dovrà pur servire

Dicono che i tempi sono cambiati. E invece è l’Italia di sempre, che esibisce il suo ghigno feroce. Lo sa bene il commissario Alba Doria. Sospesa tra la luce e il buio, Alba è affetta da un micidiale disturbo della personalità. Lo chiamano la Triade Oscura, misto di narcisismo, sociopatia e abilità manipolatoria, capace di ispirare i peggiori criminali o sostenere i vincenti che conquistano la cima della piramide. Ma neanche la mente più lucida può considerare ogni variabile. Così quando il fantasma di un assassino, che tutti credevano morto, torna a colpire, la Doria dovrà vedersela con i segreti del passato. Tanto più che a tornare sono anche il Biondo e il dottor Sax, rispettivamente il compagno e l’amico di quei giorni lontani: poliziotto irruente e tormentato, il primo; funzionario dei Servizi e virtuoso del jazz, il secondo. Toccherà ad Alba chiudere i giochi nelle pieghe di una Roma trasformata in una metropoli sudamericana, popolata da reietti che vivono in veri e propri slum dove vige la legge del più forte.

 

 

Recensione

In Alba Doria c’è della follia. Di che genere e di che intensità, sarà compito suo scoprirlo. Per il momento il dottor Salzano ha una convinzione: quella donna è pericolosa.

Altro che noir!

Per raccontare la storia e tratteggiare i personaggi di Alba nera, Giancarlo De Cataldo ha intinto la penna nella pece e dato alle stampe un romanzo che è per il lettore prima di tutto un’esperienza: quella di vivere in presa diretta fatti e azioni, nonchè godere di un punto di osservazione privilegiato sulle variegate e prismatiche personalità dei personaggi.

De Cataldo ha talento e intelligenza creativa, senso della storia e del ritmo da imprimere ad essa. Maneggia con naturale sicurezza uno stile narrativo incisivo e tagliente, decisamente performante alla materia che tratta nelle pagine. Nessuna parola è di troppo, nessuna frase fine a se stessa.

Il plot strutturato su due piani temporali non lascia tregua nè respiro, la vicenda passata è trattata imprimendole il medesimo senso di urgenza ed incombenza di quella presente.

E’ una vicenda del passato, morta ma non sepolta, infatti, che irrompe nel presente dei protagonisti, l’assoluta Alba Doria, commissario della Polizia di Stato, e i suoi due colleghi, nomi di battaglia, il Biondo e dottor Sax.

Sono loro tre i vertici di un triangolo che investe anche la sfera dei sentimenti e dell’amicizia.

Sono una triade.

E Triade, parallelismo e simmetria perfetta che non si può non notare, è anche la definizione del germe che si porta dentro Alba

La Triade è un cocktail di narcisismo, sociopatia e capacità manipolatoria. Colpisce indifferentemente i vincenti e i naufraghi del vivere. La Triade può spingerti al trionfo o all’inferno. Chi ha la Triade è un predestinato. Questo si sente Alba: una predestinate. A cosa?

Sicuramente ad affrontare questo passato carico di ambiguità che torna a chiedere il conto

In ogni caso c’è il passato. Il passato di tutti e tre. Il passato nel quale, forse, hanno commesso un errore che non si può cancellare.

e a chiuderlo, in un presente carico di insidie e di logiche, superiori e al contempo infime, il cui smantellamento porterebbe ad esiti sconvolgenti.

“Troppe domande guaglio’. Forse se ti porti bene, un giorno o l’altro qualche cosa te la spiegherò. Mo’ nun è tiemp’e chiacchiera’!”

Non è tempo di chiacchiere adesso. Il passato ha dato il la, il presente vuole l’agire, senza ritardi, senza rimandare l’inevitabile. Evitare altre morti, salvare vite, anche quelle dei protagonisti stessi.

Quando siete davanti a qualcuno che vi guarda ma avete la netta percezione che non stia guardando voi, bensì un punto indeterminate alla vostre spalle .. sappiate che quello sguardo significa: “Tu sei un ostacolo fra me e qualcosa che va ben oltre te”. E se arriverete a comprendere che cos’è quel qualcosa,e dove si trova, allora forse riuscirete a capire chi vi sta davanti. Sempre che siate ancora vivi.

Questo sguardo, Alba Doria lo riconosce negli altri, ma è anche parte di lei. La scommessa è decidere di fidarsi, a rischio di perire sotto il fuoco amico, o di essere salvati e scaldati da un fuoco vitale.

Certo è che Alba brucia. Di impazienza, di fame, di energia, di sensi, carne e giustizia.

Certo è che Alba non si fa dimenticare e già se ne aspetta il ritorno.

Nomen omen, siamo solo all’inizio….

 

 

 

Giancarlo De Cataldo


Giancarlo De Cataldo Vive a Roma dove è stato giudice presso la Corte d’Assise.
Ha scritto molti romanzi (il più noto è di certo Romanzo criminale, edito nel 2002 per Einaudi e vincitore l’anno successivo del Premio Scerbanenco: da questo libro Michele Placido ha tratto un celebre film, seguito poi da una serie tv), sceneggiature per cinema e televisione e testi teatrali. Collabora a quotidiani e a riviste come, tra le altre, «la Repubblica», «Il Messaggero», «L’Unità» e «Corriere della Sera Magazine». Nel 2006 cura per la Rai il progetto “Crimini”, una serie tv scritta da grandi autori italiani. Quattro anni dopo va in onda una seconda serie e il primo episodio è “La doppia vita di Natalia Blum” di Gianrico Carofiglio, girato a Bari con Emilio Solfrizzi. Nel giugno del 2007 esce nelle librerie Nelle mani giuste, ideale seguito di Romanzo criminale, ambientato negli anni ’90, dal periodo delle stragi del ’93, a Mani Pulite e alla fine della cosiddetta Prima Repubblica; i due libri hanno alcuni personaggi in comune. Nel 2009 esce per Einaudi La forma della paura, scritto a quattro mani con Rafele Mimmo. Dell’anno successivo è Il padre e lo straniero, sempre per Einaudi. Nel 2012 esce Io sono il Libanese, e nel 2013 De Cataldo firma con Gianrico Carofiglio e Massimo Carlotto un volume di racconti intitolato Cocaina, pubblicato da Einaudi Stile Libero. Sempre del 2013 è Suburra (Einaudi), di cui è autore insieme a Carlo Bonini. Dal novembre dello stesso anno, assieme agli scrittori Andrea De Carlo e Taiye Selasi, è giudice del talent show letterario di Rai Tre “Masterpiece”, che permette al vincitore di pubblicare il suo primo romanzo con Bompiani. Del 2014 è I semi del male, edito da Rizzoli e scritto con Carlo Bonini, Sandrone Dazieri, Marcello Fois, Bruno Morchio ed Enrico Pandiani; e Nell’ombra e nella luce, romazo noir ambientato nella Torino di Carlo Alberto di Savoia (Einaudi Stile Libero). Nel 2019 esce per Rizzoli Alba nera.

 

 
 
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