Audizione




‎ Katie Kitamura


Sinossi. Due persone si incontrano a pranzo in un ristorante di Manhattan. Lei è un’attrice affermata, impegnata nelle prove di un nuovo spettacolo. Lui è un ragazzo attraente e inquieto, tanto più giovane da poter essere suo figlio. L’incontro è teso, ambiguo: Xavier sostiene di essere il figlio che lei avrebbe abbandonato anni prima. Ma la verità è più sfumata – un’intervista del passato ha travisato le parole della donna, confondendo aborto e adozione, e il giovane si è aggrappato a questa versione deformata dei fatti. 


Autore: Katie Kitamura

Traduzione: Costanza Prinetti

Editore: Bollati Boringhieri

Genere: Psicologico/dramma familiare

Pagine: 176

Anno di pubblicazione: 2025

 Recensione

di

Leon Ponzi


Cosa succede quando uno sconosciuto ti si avvicina al ristorante e ti dice, con estrema naturalezza, di essere tuo figlio?

Katie Kitamura parte da questo blackout spiazzante per servire un romanzo che sembra un thriller, ma funziona come una lama che trafigge l’identità delle persone. Niente inseguimenti o scene splatter.

La trappola qui è la mente della protagonista, un’attrice newyorkese che vede sgretolarsi le sue certezze proprio mentre sta provando un nuovo ruolo a teatro. L’autrice gioca continuamente sul filo del rasoio, facendo sfumare i confini tra le battute che la donna recita sul palcoscenico e le bugie che dice a se stessa nella vita reale.

La cosa che inquieta di più leggendolo è come l’autrice riesca a mettere addosso l’ansia partendo da dettagli minuscoli.

Tutta la seconda parte del libro si sdoppia in due versioni diverse della stessa storia, ti ritrovi a rileggere le scene precedenti per capire quale sia la realtà e ti rendi conto che non c’è una risposta sola. Anche il modo in cui viene raccontato il matrimonio della protagonista fa gelare il sangue, con dialoghi secchi e silenzi pesanti.

Non è un romanzo per chi cerca il colpo di scena classico con il colpevole svelato alla fine, ed è proprio questo il suo bello.

Ti lascia addosso quella sensazione sgradevole ma fantastica di quando finisci un libro e continui a pensarci per giorni, chiedendoti quanto di quello che mostriamo agli altri sia vero e quanto sia solo una recita.

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Katie Kitamura


è autrice di Una separazione (2017), finalista al Premio Gregor von Rezzori e Notable Book dell’anno per il «New York Times», e di Tra le nostre parole (2022), nominato tra i Dieci Migliori Libri del 2021 dal «New York Times» e finalista al National Book Award, al PEN/Faulkner Award e al Joyce Carol Oates Prize. In Francia ha vinto il Prix Littéraire Lucien Barrière, è stato finalista al Grand Prix de l’Héroïne ed è stato nominato per il Prix Fragonard. I suoi romanzi sono stati tradotti in oltre venti lingue. Insegna Scrittura Creativa alla New York University.