Vera Buck


Sinossi. Una casa a un euro: per Tilda, ragazza tedesca di origini italiane, è davvero un colpo di fortuna. Vuole tagliare i ponti con la sua vita precedente e una villa in Sardegna è ciò che fa per lei. Botigalli è il sogno di ogni architetto appassionato di restauri: un villaggio abbandonato in cima alle montagne della Barbagia, una cinquantina di abitazioni e una sola strada che porta alla pittoresca chiesa. Inoltre si tratta di un cambio radicale: lavoro manuale, solitudine e buon cibo. Ma l’idillio di questo luogo sospeso nel tempo è di breve durata. Il paese, che all’inizio sembrava completamente disabitato si anima in modo inquietante: strani rumori, oggetti spostati e poi un terribile segreto che risale all’estate del 1982 – quella del mondiale e della finale Italia-Germania – quando in una sparatoria tutti i suoi abitanti hanno trovato la morte. Nessuno sa cosa sia davvero accaduto quel giorno e l’unico superstite, l’anziano Silvio, rimane ostinatamente chiuso nel suo silenzio nonostante un giornalista si presenti da lui ogni domenica per cercare di convincerlo a raccontare la sua tragica storia. E Tilda, suo malgrado, vi si troverà improvvisamente catapultata dentro. Fare luce nel buio di quegli anni sarà l’unico modo per uscirne… illesa. Perché in questa terra aspra e isolata, sono successe, e ancora succedono, cose terribili. L’ultimo thriller di Vera Buck vi terrà incollati alle pagine con i suoi personaggi, l’ambientazione mozzafiato e le atmosfere inquietanti.


Autore: Vera Buck

Traduttore: Gaia Bartolesi

Editore: Giunti

Genere: Thriller

Pagine: 384

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Bruno Vigliarolo


Ero molto curioso di approcciare l’opera di Vera Buck: un’autrice che, attraverso alcuni titoli bestseller (e le inconfondibili copertine Giunti), si è ritagliata un’identità molto ben riconoscibile nell’universo thriller. E devo dire che Buio non ha deluso le mie aspettative.

L’epicentro della trama è Bogatilli, paese fittizio della Barbagia su cui incombe una desolazione austera e inquietante. Ma non si tratta di mero spopolamento dovuto a povertà ed emigrazione. Bensì di un abbandono seguito a un agghiacciante fatto di sangue. Una strage avvenuta a colpi di pistola nel lontano 1982.

In quel borgo in rovina, dove il sibilo del vento somiglia al lamento di una vecchia megera, si incrociano le storie di Tilda e quella di Enzo: un’architetta tedesca in fuga da un passato tormentato, e un giornalista sardo ossessionato da una carneficina che lasciò un unico superstite. Sullo sfondo, in flashback, i ricordi di Franca, adolescente che visse in prima persona i fatti dell’82.

Attraverso lo sguardo di Tilda ci immergiamo in quello che, sulle prime, si presenta come un classico thriller d’atmosfera: un romanzo giocato su un’inquietudine sospesa, un alone di mistero che sembra tingersi di sfumature paranormali.

Bogatilli è il posto perfetto per svanire. Per dimenticare. Per cominciare una nuova vita al prezzo irrisorio di un 1 euro. Tanto basta ad acquistare un vecchio rudere ammantato da macabre leggende e sinistri cigolii.

Ben presto, tuttavia, le suggestioni sovrannaturali si dissipano come una coltre di nebbia. E i lettori inizieranno a intravedere le solide fondamenta su cui poggia l’intera vicenda: un’intricata storia che racconta pagine buie del banditismo sardo e fotogrammi di quel giogo patriarcale a lungo imposto su interi nuclei familiari.

La prosa di Vera Buck è molto pulita e concisa. Periodi brevi che non rinunciano a tratteggiare descrizioni paesaggistiche di notevole intensità. Estremamente efficace, poi, la narrazione in prima persona, capace di focalizzare i diversi punti di vista del romanzo, e i tanti ossimori emotivi sperimentati dai suoi protagonisti.

Al netto di qualche passaggio un po’ prolisso, Buio è un thriller originale che spiazza, avvince e fa riflettere. Consigliato a chi cerca una storia complessa, stratificata, che riesce a intrecciare varie nuances narrative senza perdere mordente.

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Vera Buck


(1986) ha studiato giornalismo, letteratura e sceneggiatura in Europa e alle Hawaii. Attualmente vive e lavora come autrice freelance a Zurigo, dove trova ispirazione per i suoi libri durante audaci escursioni. Il suo primo thriller, Bambini lupo (Giunti 2024), oltre a essere diventato un bestseller, ha ricevuto una nomination per il prestigioso Premio Friedrich Glauser. Sempre per Giunti ha pubblicato La casa sull’albero (2025), che è stato inserito nella shortlist del Premio Crime Cologne, e Buio (2026).