Walter Veltroni
Sinossi. La nuova indagine di Buonvino, al commissariato di Villa Borghese, comincia con un suono misterioso. Buonvino, mentre con i suoi festeggia il ritorno di Ivano, il barista, al suo chiosco, sente qualcosa che lo inquieta, potrebbe essere una risata, un pianto, potrebbe essere anche un grido d’aiuto. È mattina presto, è sabato, Villa Borghese ha appena aperto i battenti, il commissario manda i suoi a controllare, ma non trovano niente. Eppure, la memoria di quel suono non svanisce. Così, quando la domenica all’alba lo chiamano perché hanno trovato una ragazza, giovane, giovanissima, sedici o forse diciassette anni, impiccata all’orologio ad acqua del Pincio, il commissario sa, con l’intuito che lo contraddistingue, che quel grido, riso o pianto, è stato una premonizione. Buonvino non ha avuto figli e, davanti al corpo della ragazza, capisce che i figli sono di tutta la società e che gli assassini dei figli vanno trovati. In un’indagine che spazia dal cuore di Roma a Centocelle e il cui centro non sarà in un luogo geografico, ma in un luogo digitale, un universo di fotografie, messaggi e commenti, Walter Veltroni, muovendosi tra comicità e tragedia, ci accompagna nella solitudine di una generazione: i ragazzi che muoiono.
Autore: Walter Veltroni
Editore: Marsilio
Genere: Noir
Pagine: 224
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Salvatore Argiolas
C’è una splendida canzone di Lucio Dalla del 1976, “Il motore del 2000”, dove il poeta Roberto Roversi affronta il tema della fragilità dei giovani e che dice:
“Noi sappiamo tutto del motore
Questo lucente motore del futuro. Ma non riusciamo a disegnare il cuore Di quel giovane uomo del futuro. Non sappiamo niente del ragazzo Fermo sull’uscio ad aspettare Dentro a quel ghetto del 2000 Non lo sappiamo immaginare… “
Questo è anche l’argomento del nuovo giallo di Walter Veltroni “Buonvino e l’omicidio dei ragazzi”, la sesta indagine del funzionario del commissariato di Villa Borghese.
Proprio a Villa Borghese, appeso all’orologio ad acqua del Pincio, viene trovato il corpo di una ragazza, la diciassettenne Ludovica Cappelli, bellissima mora che, secondo Buonvino, assomiglia all’attrice francese Clio Goldsmith,
Il commissario Giovanni Buonvino non si affida esclusivamente agli indizi fisici come Sherlock Holmes ma vuole assorbire completamente l’atmosfera psicologica dell’omicidio come il commissario Maigret e come De Vincenzi, il personaggio creato da Augusto De Angelis, il padre nobile del giallo italiano, che voleva conoscere “Il mistero del cuore umano“.
Anche Buonvino, prima di trovare il colpevole di questo brutale assassinio vuole capire perché Ludovica abbia trovato questa morte orribile ed entra a contatto con una realtà che lo spiazza, individuando una mancanza di dialogo tra generazioni, che comunicano su diverse lunghezze d’onda, concentrate su dimensioni incompatibili.
“Anche perché quello dei ragazzi non è più il suo mondo. Gli adulti li conosce, ne prevede le dinamiche di comportamento e i tic psicologici, ma gli adolescenti per lui sono un pianeta lontano. E quelli di oggi, poi… Con le loro ansie, le loro fragilità, con il loro mondo sommerso nell’oceano dei social, con l’esposizione totale di sé, subito, allo sguardo di un pubblico che giudica con violenza e durezza.
In quel mondo Buonvino sa di dover penetrare, sa che è lì, comunque lì, e solo lì, che si possono trovare le chiavi per ricomporre il quadro di questo puzzle di cui sente di detenere solo alcune tessere, che però non sembrano combaciare tra loro”.
Ludovica è una ragazza provata dalla vita, diventata orfana molto giovane e che vive un rapporto conflittuale con la madre che accusa di averla allontanata dal padre proprio quando stava per morire.
Anche se ci sono delle piste investigative promettenti, il commissario intuisce che deve conoscere meglio l’esistenza di Ludovica per capire le ragioni della sua morte e con l’aiuto della moglie e collega Veronica riesce a delineare un ritratto psicologico di Ludovica cosa che lo rende consapevole del fatto che tutti coloro che ha interrogato non raccontano la verità o perlomeno tutta la verità su ciò che sanno sulla vita della diciassettenne.
L’indagine fa riflettere l’investigatore anche sul grande buco nero della sua vita, la mancanza di un figlio:
“Quel vuoto che il passare degli anni accresceva impietosamente. (…) Buonvino non voleva ammettere che gli mancava una vita nuova, l’ebbrezza di ricominciare, l’allegria di guardare il futuro come qualcosa che, se non riguarda te, riguarda chi viene da te.”
Anche se non mancano spunti del giallo canonico come la riunione finale che, in stile Nero Wolfe, Buonvino organizza con lo scopo di forzare una confessione che sarebbe stato difficile avere in altro modo, Walter Veltroni in questo suo noir mette in evidenza le inquietudini e le equivocità della società dove “l’orrore della cronaca quotidiana, in questo tempo maldestro e sgarrupato, ha insegnato che non ci si può più meravigliare di nulla.”
Nel corso dell’inchiesta il commissario incontra tante persone che stanno a cavallo tra il bene e il male, talvolta senza accorgersene, ma “ognuno perso dentro i fatti suoi”, delineando una banalità del male che li rende corresponsabili dell’omicidio della giovane con le loro azioni e anche con le omissioni.
“Verrebbe da pensare ad “Assassinio sull’Orient Express”, dove i colpevoli sono tutti i passeggeri del treno; ma certamente non è così, sarebbe troppo facile. Però è strano… La vita di quella ragazza, come le pagine strappate del suo diario, nasconde qualcosa che imbarazza tutti.”
“Buonvino e l’omicidio dei ragazzi” è un libro che indaga e mette in luce la condizione dei giovani come altri noir usciti recentemente vedasi “Segnale assente” di Francois Morlupi e “H.E.L.P” di Flumeri & Giacometti, tutti accomunati dalla volontà di capire lo spaesamento e la mancanza di prospettiva di tanti ragazzi che vengono visti solo come consumatori, non trovando una società che li faccia crescere inserendoli come persone e non come meri numeri.
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Walter Veltroni
è nato a Roma il 3 luglio 1955. È stato direttore dell’Unità, vicepresidente del Consiglio e ministro per i Beni e le attività culturali, sindaco di Roma, fondatore e primo segretario del Partito democratico. Per Marsilio, oltre a Buonvino e l’omicidio dei ragazzi, ha pubblicato Assassinio a Villa Borghese (2019), Buonvino e il caso del bambino scomparso (2020), C’è un cadavere al Bioparco (2021), Buonvino tra amore e morte (2023) e Buonvino e il circo insanguinato (2024). Prossimamente su Rai 1 la fiction Buonvino – Misteri a Villa Borghese diretta da Milena Cocozza, con protagonista Giorgio Marchesi, una produzione Palomar, a Mediawan company, in collaborazione con Rai Fiction. Ha scritto vari romanzi, tra i quali La scoperta dell’alba (2006), Noi (2009), L’isola e le rose (2012), Ciao (2015), Quando (2017), La scelta (2022), La condanna (2024), Iris, la libertà (2025), tutti editi da Rizzoli. Con Solferino ha pubblicato i saggi Labirinto italiano (2020), Il caso Moro e la Prima Repubblica (2021) e Storie che parlano di noi (2022). Con Feltrinelli Tana libera tutti. Sami Modiano, il bambino che tornò da Auschwitz (2021) e I fratelli che volevano cambiare il mondo. La storia di John e Bob Kennedy (2023). Ha realizzato diversi documentari tra i quali Quando c’era Berlinguer (2014), I bambini sanno (2015), Indizi di felicità (2017), Tutto davanti a questi occhi (2018), Edizione straordinaria (2020), Fabrizio De André e Pfm. Il concerto ritrovato (2020) e la serie sulla storia dei programmi televisivi Gli occhi cambiano (2016).
Dopo C’è tempo (2021), nel 2023 è uscito il suo secondo film, Quando. Collabora con il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport.