Sandra Petrignani
Sinossi. Un fiume da guardare alla finestra e un romanzo da scrivere è tutto ciò di cui Egle Corsani ha bisogno, da sempre. E ora, seduta nella veranda della sua nuova casa affacciata sul Tevere, è davvero pronta a tornare al libro che ha iniziato su Carl Gustav Jung. La scintilla è scoccata dopo essersi imbattuta nella figura tormentata e conturbante di Christiana Morgan, paziente di Jung degli anni Venti e sua seguace. Così immagina un ritorno di lei, trent’anni dopo la prima terapia, a Küsnacht, alla casa sulla sponda del lago di Zurigo che Jung stesso aveva costruito. Christiana vuole rivedere un’ultima volta l’uomo che aveva spento le sue paure, aiutandola a conoscersi e a perdonarsi. Lady Morgana, così la chiamava lui, lo trova come lo ha lasciato, la pipa fra i denti, lo sguardo arguto sopra gli occhiali cerchiati d’oro, solo la lieve curvatura delle spalle e il bastone a reggere il corpo ancora possente nonostante gli anni inesorabili. Perché, forse, ancora una volta, Jung saprà cambiare il suo destino. Come in uno specchio d’acqua, che culla e annega, che dà vita e la sottrae, Egle si guarda riflessa nelle pagine che si riempiono: nelle domande esistenziali, nella solitudine, negli aneliti di felicità di Christiana; nella pacata sicurezza, nel distacco partecipe di Carl. E in quel passo a due, la scrittrice trova una chiave per affrontare la sciagurata nostalgia per ciò che non ha più. Con il suo inconfondibile tocco narrativo, Sandra Petrignani mette in scena il folgorante incontro finale tra il padre della psicologia del profondo – contraddittorio, paterno, impavido e incosciente dietro il monumento edificato dalla fama – e la donna incurante delle convenzioni borghesi che ne avrebbe seguito le orme.
Autrice: Sandra Petrignani
Editore: Neri Pozza
Genere: Narrativa, romanzo storico
Pagine: 240
Anno di pubblicazione: 2025
Recensione
di
Barbara Aversa
Egle è finalmente pronta a tornare al libro che sta scrivendo: quello su Carl Gustav Jung. E lo fa dopo essersi imbattuta nella tormentata figura di Christiana Morgan, “Lady Morgana”, una sua paziente negli anni Venti, con la quale si sviluppò un rapporto che andò ben oltre la semplice analisi. Non è facile raccontare questo libro perché è stato un viaggio bellissimo non solo alla scoperta di dettagli della vita personale del noto psicanalista.
È stata una splendida esperienza narrativa che rievoca la ricostruzione di una vita, l’amicizia che si consolida in un momento di maturità esistenziale e lo scorrere del tempo.
I pov si alternano raccontando sia Jung che Egle e ho apprezzato il fatto che non ci sia alcuno sbilanciamento tra i due, si desidera continuare la lettura nello stesso identico modo.
È un romanzo introspettivo. Eagle di fronte a quel fiume che scorre placido, nella sua veranda che affaccia sul Tevere, si chiede se anche lei talvolta abbia semplicemente lasciato fluire la propria vita davanti a sé o non ne sia rimasta impantanata.
E insieme al suo libro, che procede talvolta a rilento e talvolta in modo più impetuoso, seguiamo quella che è la sua esistenza.
Un romanzo che parla di chi scrive libri e racconta altri libri. Mi è piaciuto questo incastro che come una matrioska sviscera tante vite che si intrecciano attraversando lo specchio del tempo.
Non bisogna essere esperti di psicanalisi: l’autrice ci guida dolcemente verso la storia personale intrisa di travagli interiori e di aneddoti del celebre psicanalista svizzero.
Christiana Morgan “intelligentissima ma eccessivamente razionale” è stata una giovane paziente americana di Carl Gustav Jung, meno nota nelle biografie dello psicanalista eppure una figura molto incisiva oltre a essere la fondatrice di un test proiettivo per simulare l’immaginazione partendo da tavole illustrate.
Perché anche lei a sua volta è diventata psicanalista. Lady Morgana, “protagonista della nostra protagonista”, non è una figura semplice. È profondamente stratificata, un mistero sospeso che resta a galla su acque profonde cercando di ascoltare il proprio inconscio, perseguendo disperatamente un’evoluzione dentro se stessa. Fulgida e illuminante, di rara sensibilità e totalmente non convenzionale.
Lori è l’amica di Egle, un’ottantenne che ama profondamente la vita, che riesce a parlare di malinconia comunicando comunque spensieratezza. Ovviamente è bello scoprire dettagli della vita di Jung dietro il monumento edificato dalla fama. Un uomo amante di Simenon, con un ego importante, burbero ma accogliente e dolce. Semplice ed elegante, un uomo contraddittorio e intenso, che utilizzava la carta Natale e I Ching per approfondire l’analisi sui suoi pazienti. Usava entrambi non in senso magico quanto come strumenti aggiuntivi di indagine psicologica e non in senso predittivo.
Amava fare il patriarca, il suo lato infantile era perfettamente integrato con l’uomo adulto e carico di responsabilità; si chiedeva costantemente se il suo lavoro sarebbe sopravvissuto alla sua morte viste le diverse incomprensioni subite in vita.
Forse la cosa più bella di questo libro sono i rapporti che si creano tra le figure che lo compongono.
Egle ricrea un personaggio che diviene ben più di un protagonista, travalica il suo ruolo e si trasforma nel suo personale psicoanalista, ovviamente in senso metaforico, ma non per questo meno partecipato e vibrante
E nel ripercorrere i suoi ultimi giorni, la sua amicizia con Lori si rafforza, mentre riflette che è proprio al tramonto che le ombre si allungano.
Però l’autrice ci guida sapiente verso la fine, e non solo, di questo romanzo, che sa di nostalgia e di legami che straripano, ricordandoci che “ il senso della vita è la vita”.
E non esistono saluti definitivi, solo arrivederci, sospesi però in una suggestione senza tempo.
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Sandra Petrignani
è nata a Piacenza. Vive a Roma e nella campagna umbra. Con Neri Pozza ha pubblicato: La scrittrice abita qui (2002), pellegrinaggio nelle case di grandi scrittrici del Novecento; i racconti di fantasmi Care presenze (2004); il libro di viaggio Ultima India (2006); il romanzo-documento Addio a Roma (2012) e la biografia romanzata di Duras, Marguerite (2014). Da Beat è stato recentemente riproposto il suo secondo libro, del 1988, Il catalogo dei giocattoli.