Città d’ombre




‎ Un thriller da vertigine

per le strade di Barcellona


Sinossi. Manca poco al sorgere del sole. È il 4 luglio e Barcellona, di giorno travolta dal caldo e dai turisti, è immersa nel silenzio e nell’oscurità. Ma una luce improvvisa illumina la facciata della Pedrera. Qualcuno ha trasformato l’opera di Gaudì nella scenografia di un macabro delitto: un uomo appeso a uno dei balconi sta bruciando. Quando arrivano i soccorsi è troppo tardi: per Eduard Pinto, personaggio di spicco della società catalana, non c’è più nulla da fare. Entra in gioco l’ispettore Milo Malart: uomo tormentato, refrattario alle regole ma dotato di un intuito che gli consente di entrare nella mente dei criminali e capire le loro prossime mosse. Con un assassino come il Boia di Gaudì (così l’ha battezzato la stampa) l’intuito però non basta: servono colleghi altrettanto determinati e capaci, come la viceispettrice Rebeca Mercader e il sergente Toni Crespo. Al trio tocca il compito di individuare il disegno di sangue dietro la scia di delitti che sconvolgono Barcellona: una città protagonista quanto gli esseri umani, lo scenario perfetto per un thriller dalle tinte nerissime.


Autore: Aro Sáinz De La Maza

Traduzione: Elisa Leandri, Tiziana Masoch, Monica Magnin Prino

Editore: Bompiani

Genere: Thriller

Pagine: 608

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Marina Toniolo 


Ricordo ancora la prima volta che sono stata a Barcellona nel 1999. La meravigliosa e incredibile metropoli non era ancora aperta al turismo come lo è oggi: i viaggi aerei costavano pochissimo e il centro era vivibile, colmo di un’eterogenea varietà di individui.

Resistevano vecchi quartieri con locali caratteristici destinati a sparire per far posto, anno dopo anno, agli alloggi e agli hotel.

I contrasti che ho visto nel  corso delle mie successive visite sono ottimamente scritti in questo thriller noir di Sainz de la Maza il quale attinge a piene mani a tutte le zone d’ombra che, in una città fulgente, incastonata tra montagne e mare come Barcellona, sono presenti.

Espropri, corruzione, violenza, massoneria e, soprattutto, il genio di Gaudì sono i temi principali su cui si muovono Milo Malart e Rebeca Mercader. Chi è il genio del male che ha dato fuoco a Pinto, appeso alla Pedrera?

Più mi addentro nella lettura più resto coinvolta in particolari che riconosco, come le case occupate dagli squatters e gli striscioni di denuncia sociale appesi alle case in vari quartieri.

Su e giù per le strade, dalla Barceloneta a Montjuic sono con l’ispettore nella sua frenetica ricerca di indizi contro un tempo fuggevole prima che l’assassino colpisca ancora. I personaggi sono calibrati e a tutto tondo, dotati di vita propria. Lo stile, merito dell’ottima traduzione in italiano, è sobrio e semplice, adatto a un romanzo così poderoso e denso come questo.

La vera protagonista è, sicuramente, la città, ridisegnata ex novo per le Olimpiadi del 1992. Come afferma Milo

‘…era un altro dei paradossi di Barcellona. Solitudine e isolamento all’interno di una metropoli dove il bisogno di colmare il vuoto era una priorità. L’intera città chiedeva a gran voce il contatto umano, eppure era il regno della diffidenza’.

Le opere di Gaudì che la costellano vengono analizzate nel loro ambito storico senza inficiare il piacere della lettura. Non ci sono punti di svolta repentini ma, a un certo momento, non si vede l’ora di continuare, il che è sempre un ottimo indizio della complessità e gradevolezza del libro.

Se vi capita c’è anche la serie tv tratta da ‘Città d’ombre‘. Non è neanche lontana parente ma degni di nota e che mi hanno colpito molto sono i vecchi filmati inseriti di Barcellona in contrapposizione a quelli durante le ristrutturazioni di fine anni ’80.

Consigliato?

Sicuramente, è un noir che fa incassare parecchi pugni e che rimane nella memoria.

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Aro Sáinz de la Maza


è nato nel 1959 a Barcellona, dove vive tuttora e spesso ambienta le sue opere.