HARLAN COBEN

Sinossi. New York, oggi. Valerie Simpson, una giovane stella del tennis, sogna il grande ritorno sui campi da gioco. Sta valutando l’idea di scegliere Myron Bolitar come agente sportivo, quando viene assassinata tra la folla durante gli US Open. Perché ha cercato di contattarlo poco prima di morire? Dopo una carriera eccezionale ma breve, Valerie era crollata psicologicamente e a soli sedici anni era stata ricoverata in un ospedale psichiatrico. C’è forse un legame tra il doloroso passato della ragazza e il suo assassinio? La polizia sospetta del delitto Duane Richwood, un nuovo talento del tennis, e Roger Quincy, un ammiratore che la perseguitava, ma Myron non crede che questa sia la pista giusta. Indagando per conto suo, scopre che sei anni prima il fidanzato di Valerie, figlio di un noto senatore, era stato ucciso mentre si trovava con lei a una festa da un delinquentello mai più rintracciato. Il senatore potrebbe conoscere dettagli importanti per le indagini, ma sembra trincerarsi dietro un muro di silenzio, così come la madre di Valerie. Myron ha l’impressione che le persone coinvolte vogliano che smetta di scavare. La verità, spesso, è troppo pericolosa, se non addirittura mortale. E Myron potrebbe essere la prossima vittima…
Traduttore: Riccardo Bettini
Editore: Longanesi
Genere: Thriller
Pagine: 336
Anno edizione: 2025
Recensione
di
Silvana Meloni
Colpo a tradimento è un romanzo che Coben pubblicò nel 1996 e, mi duole dirlo, si vede. Oggi Longanesi lo ha pubblicato in italiano, ma neanche una virgola è stata cambiata rispetto alla versione originale.
Ho letto diversi lavori di questo autore, ben più recenti, e ho avuto modo di apprezzare il suo modo scrivere, di costruire trame avvincenti e personaggi di spessore. Ho avuto anche modo di stimarlo come sceneggiatore di ottimi thriller.
Questo romanzo, invece, sembra scritto da un’altra persona. Noioso, si perde in descrizioni dell’ambiente tennistico di nessun interesse ai fini della trama, e ci trascina attraverso una storia tirata per i capelli. Inverosimile nella sua struttura e nel suo svolgimento, fino ad arrivare a un finale che era comprensibile fin dalla metà del romanzo.
Nessun colpo di scena degno di nota, a meno che non si vogliano considerare tali alcune esplosioni di violenza gratuita che coinvolgono i protagonisti, irrilevanti nel complesso dell’intreccio.
Lo stile è un pedestre tentativo di imitazione dell’hard-boiled a firma di grandi autori del calibro di Chandler; i personaggi sono troppo forti, troppo belli, troppo ricchi… troppo tutto, con qualche sforzo di blanda autoironia.
Ho fatto fatica a giungere alla fine e mi sono chiesta la ragione della scelta della casa editrice. Non hanno letto il romanzo e si sono basati sul nome di richiamo? Molto probabile.
In ogni caso, questa lettura mi ha fatto riflettere sul percorso che anche le grandi firme hanno dovuto intraprendere per diventare, appunto, i romanzieri affermati del presente. È evidente come anche il maturo scrittore Harlan Coben abbia lavorato molto sul suo stile, dal 1996 a oggi, per conquistare le vette che ha raggiunto.
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Harlan Coben
Harlan Coben è uno degli autori più importanti nel panorama del thriller internazionale. I suoi romanzi, tradotti in 45 lingue, sono tutti best seller negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Francia, e sono sempre in vetta alle classifiche del New York Times. Ha vinto prestigiosi premi, fra cui l’Edgar Award. Molti dei suoi romanzi sono diventati serie tv Netflix, come The Stranger (Longanesi 2022) e Un inganno di troppo (Longanesi 2023). Gli altri suoi titoli pubblicati in questa collana sono Fuga (2021) e Ovunque tu sia (2024).
A cura di Silvana Meloni