Francesca Pongiluppi
Editore: Solferino
Genere: Narrativa
Pagine: 288
Anno edizione: 2025

Sinossi. Alla vigilia del G8 di Genova, mentre i suoi compagni si preparano alla grande protesta destinata a segnare tristemente l’inizio del nuovo millennio, Sonia antepone, per la prima volta, se stessa al movimento. Deve mettere ordine nel suo passato, congelato nel 1984 con la morte di Jolanda, che è stata come una seconda madre per lei. Ora anche il marito di lei, Giannetto, è mancato, e la vita sembra convocare Sonia a Ca’ Mimosa, la casa delle sue vacanze di bambina, in alto tra le rocce di un paese lontano dal mare. Per un addio o per un nuovo inizio? Quando Sonia riesce a entrare nella misteriosa «camera verde», a cui mai aveva avuto accesso nelle estati della sua infanzia, scopre l’incontro più importante: quello con il diario di Jolanda. E le pagine, come un bisturi, aprono ferite inattese, svelano segreti sconcertanti: la storia di Jojo, i suoi anni di sfruttamento nella Libia coloniale, l’approdo in Liguria, l’incontro con Giannetto, la guerra e la Resistenza, un amore capace di tornare in altre forme. Immergendosi in quella vita, Sonia ha la sensazione di liberare Jolanda e di liberare se stessa, ritrovando una dimensione più autentica della militanza e della lotta. “Come le lucciole” è un romanzo politico e di formazione, che racconta un’impresa capace di unire attraverso il tempo le anime di donne diversissime: la ricerca del proprio posto nel mondo e di nuovi modi di abitarlo. Un intreccio mirabile tra memoria, attualità e possibili futuri, con al cuore il sogno di forgiare un destino più forte delle colpe della Storia. Imparando dalle lucciole: proteggersi dal dolore non significa smettere di brillare, bensì brillare più forte.
Recensione
di
Agnese Manzo
A quasi un quarto di secolo dai fatti del G8 di Genova, l’autrice rievoca i tormenti di una militante politica, Sonia, che per dare finalmente spazio a un vecchio sogno non è riuscita a partecipare alla manifestazione; lo stato d’animo con cui vive, da lontano, il resoconto del susseguirsi dei tragici eventi avvenuti in quei giorni è saturo di un sentimento di rimorso e perdita irreparabile, di annichilimento.
Sonia è devastata dal senso di colpa per non essere stata a fianco dei propri compagni di fede in quei momenti così drammatici, il suo animo assume i colori di un lutto che non si cancellerà.
La mancata presenza della ragazza alla manifestazione era stata frutto di una scelta a cui ambiva da anni: tornare alla casa delle vacanze della sua infanzia e diradare le ombre che circondano i suoi ricordi.
Un tuffo nel passato che solo da poco si era reso possibile, in seguito alla scomparsa di Giannetto, anziano amico di famiglia e vedovo di Jolanda, una donna carismatica, importantissima nella formazione giovanile di Sonia, che in lei aveva un porto sicuro in cui trovare affetto, attenzione, risposte.
Un po’ raminga, un po’ priva di radici solide, Sonia era affascinata, quasi ammaliata da questa contadina di origini meridionali che, insieme al suo Giannetto, sembrava la consacrazione dell’amore coniugale realizzato e appagato da sé stesso.
Anno dopo anni, gli anziani coniugi affittavano ai nonni di Sonia un rustico non lontano da Genova, Ca’ Mimosa. In questo luogo incantato, tra giochi e delusioni, suggestive serate illuminate da lucciole infinite, corse e liti tra bambini, Sonia intuisce che Jolanda è molto più di quanto lasci trasparire. Ha un segreto, e lo custodisce gelosamente. C’è qualcosa in lei che non deve essere rivelato a nessuno, e viene nascosto dietro una porta dipinta di verde.
Vi è infatti a Ca’Mimosa un luogo proibito in cui solo Jolanda può entrare, e Sonia bambina si strugge dal desiderio di sapere cosa cela, e non fa che fantasticare sull’ipotetico contenuto di questa stanza, sul suo mistero.
In realtà, non c’è nulla di fantastico, oltre quella porta: l’autrice svela subito al lettore cosa nasconde, in tutto il suo squallore e nella sua miseria. Dietro quella porta, Jolanda custodisce le prove di un passato cupo in cui è stata costretta a vendere il suo corpo in un bordello, prima in Italia e poi in Libia; le vicende della Storia hanno in seguito fatto sì che riuscisse a liberarsi da questa opprimente condizione, e lei vorrebbe poterne cancellare il ricordo anche dai suoi stessi pensieri, ma non è possibile.
Il romanzo rappresenta un’interessante opportunità di approfondire un periodo della storia nazionale abbastanza recente ma non troppo conosciuto, quello del colonialismo italiano: la “cacciata” degli italiani con l’arrivo degli inglesi; il disastro economico delle famiglie dei coloni che con la fuga hanno perso tutto; le rocambolesche avventure affrontate per rientrare in Italia, con qualsiasi mezzo; la corruzione imperante, l’ipocrisia, la meschinità; ma anche la solidarietà che emerge proprio nei momenti più inaspettati e, per qualcuno, rappresenta la salvezza.
Sonia dopo aver scoperto il segreto custodito dalla “camera verde”, nel quale è coinvolta anche la sua famiglia, inizia un’autoanalisi in cui si assolve di rado, si colpevolizza molto, ma, in conclusione, riuscirà a trovare anche alcune risposte.
“Jolanda ha trovato in sé la forza di non diventare quello che le hanno fatto.” conclude. Ed è quasi una dichiarazione di intenti, un progetto su cui investire, una luce che potrà illuminare il suo cammino futuro: la volontà di non farsi cambiare, incattivire, sporcare, da quanto di brutto incrocerà sulla sua strada da quel momento in avanti.
Le lucciole, che emanano una luce più forte proprio quando si sentono in pericolo, dovranno rappresentare per lei non solo un ricordo nostalgico di lontane sere d’estate ormai perse nel tempo, ma un esempio da seguire.
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Francesca Pongiluppi
conosciuta sui social come Vera Vittoria Rossa, è assistente sociale e autrice. Dal 1999 compone e canta i testi e le melodie della band indie pop Anaïs, con cui ha rappresentato la Liguria all’Arezzo Wave Festival nel 2001 e musicato alcune poesie di Emily Dickinson. Collabora con la redazione del network di comunità «Goodmorning Genova» con articoli e podcast. Nel 2025 pubblica con Solferino, Come le lucciole.