di papavero scuro
Autore: Maryla Szymiczkowa
Traduttore: Barbara Delfino
Editore: Rizzoli
Genere: Giallo storico
Pagine: 336
Anno edizione: 2025

Sinossi. Cracovia, 1895. In una fredda mattina di aprile, sulle sponde della Vistola viene ritrovato il corpo di una giovane donna. I capelli sciolti, l’abbigliamento composto e una macchia di sangue scuro sulla camicetta chiara rendono la ricostruzione degli accadimenti più complessa rispetto alle comuni morti violente che si registrano di solito in quel quartiere periferico e poco raccomandabile della città. La vittima è Karolina Szulcówna, fino al giorno prima domestica irreprensibile nel Palazzo del Pavone, dove in quelle stesse ore Zofia Rombotynska, moglie di uno stimato professore, si domanda stizzita perché mai la ragazza abbia lasciato senza preavviso il lavoro, proprio alla vigilia di Pasqua, vale a dire nei giorni indaffarati che precedono la festa. Dopo aver ricevuto la terribile notizia, Zofia torna a vestire gli amati panni d’investigatrice; lo deve, nonostante tutto, alla povera Karolina. Ed è allora partendo da un misterioso ingegnere innamorato della ragazza che la sua indagine la porta a scoprire una rete di criminali dediti alla tratta a sfondo sessuale: un coacervo di ambizioni spregiudicate che dalle case di malaffare si allarga fino ai luoghi corrotti del potere, e che costringerà la nostra Zofia a mettere in discussione le sue granitiche certezze.
Recensione
di
Marina Toniolo
Credo sul serio al detto che chi legge vive mille vite. In questo nuovo viaggio che ho intrapreso sono stata trasportata nella città di Cracovia a fine Ottocento, quando faceva parte dell’Impero Asburgico e risentiva delle mode di Vienna e Parigi.
Anni interessanti, pieni di novità sia dal punto di vista intellettuale che di scoperte scientifiche. L’avvento del treno e del tram elettrico avvicina le popolazioni e i cittadini di Cracovia sono entusiasti nel veder passare zar e imperatori sui vagoni che transitano in stazione.
Ciononostante basta passare un ponte sulla Vistola e, dalle piazze frequentate dalla nobiltà, si passa alle periferie dai tuguri abitati dalla povera gente che provvede ai bisogni elementari degli abitanti del centro. Luoghi anche di malaffare con vari bordelli sparsi nei vicoli.
Qui si muove Zofia cercando di risolvere l’enigma della morte della sua domestica più fidata. Un’indagine che si snoda attraverso un anno e mezzo poiché, non dimentichiamolo, la Rombotynska è moglie di un professore universitario, fa parte dell’alta società e ha vincoli sociali di estrema rispettabilità.
Vincoli che, con grande presenza di spirito, non esita ad aggirare per indagare in ambienti estremamente diversi. Tra una marmellata da cucinare e una visita alla stazione di polizia, Zofia scopre il vaso di Pandora fatto di traffici di ragazze e corruzione in alte sfere.
‘L’esperienza l’aveva portata a credere che la grandezza e la piccolezza d’animo fossero indipendenti dalla posizione dei genitori, dall’ammontare della dote e dai blasoni’.
Una scrittura sobria e ironica caratterizza l’intero impianto del libro che non offre colpi di scena eclatanti ma una costante indagine intellettuale e una profonda critica al grado di corruzione che, in quegli anni, investe le sfere burocratiche.
Zofia è una donna sui generis. Capace di ammirare e sostenere il marito, fervente asburgico, nelle primissime gare ciclistiche, può anche visitare un medico ebreo che cura le prostitute. Un messaggio importante che rileva i profondi cambiamenti sociali che investono le donne: socialismo, lavoro e scuole femminili per salvare le bambine da un futuro fatto di povertà e sfruttamento.
Unica pecca, la traduzione in italiano che sembra voler dimenticare l’uso del congiuntivo.
‘Come un fiore di papavero scuro‘ è un giallo interessante e oltremodo intelligente capace di portare il lettore in una società profondamente diversa dalla nostra ma dalla quale deriviamo.
Dove il sommo imperatore Francesco Giuseppe vigila con gli occhi azzurri sui suoi subalterni dai ritratti appesi negli uffici pubblici e che gli stessi occhi, visti dal vivo da Zofia, trasmettono solo il nulla, incapaci di vedere al di là del proprio naso.
Consigliato? Ovviamente. Analisi storica accurata e modus vivendi dei cracoviani rendono questo romanzo una gioia per il lettore.
Acquista su Amazon.it:
Maryla Szymiczkowa
è lo pseudonimo del duo Jacek Dehnel e Piotr Tarczyński. Dehnel è l’autore pluripremiato di numerosi libri, Tarczyński è traduttore e storico. Vivono entrambi a Varsavia e la serie con protagonista Zofia Rombotyńska è il loro primo progetto a quattro mani, inaugurato con ‘La signora Mohr scompare’, pubblicato da Rizzoli nel 2024.
A cura di Marina Toniolo
https://ilprologomarina.blogspot.com/