Compagni segreti




Qiu Xiaolong


Sinossi. Mentre la Cina è scossa da una serie di scandali e da una bolla finanziaria che minaccia di esplodere, l’ex ispettore capo Chen, ora direttore dell’ufficio per la Riforma del sistema giudiziario, riceve una richiesta d’aiuto da Vecchio Cacciatore. L’investigatore privato è alle prese con un incarico affidatogli da una celebre immobiliarista di Shanghai alla disperata ricerca di un certo Xiaohui, più noto come X. In nome dell’antica amicizia che li lega, Chen decide di accettare e, completamente assorto nella nuova indagine, comincia a individuare curiosi parallelismi tra il proprio passato e la storia dell’ex professore di filosofia di cui si sono perse le tracce. Allontanato dall’università dopo i fatti di piazza Tian’anmen, X si nascondeva in una minuscola shikumen di Vicolo della Polvere Rossa, dove si guadagnava da vivere come indovino, interpretando gli ideogrammi seduto su uno sgabello di bambù. Da lì, un giorno, è scomparso. Con l’aiuto di Jin, la sua brillante “piccola segretaria”, Chen farà di tutto per ritrovarlo e permettere così a Mei di salvare l’uomo che la ama in segreto (ricambiato) da quasi quarant’anni. Scoprire che fine ha fatto Xiaohui, che un tempo – proprio come lui – studiava inglese su una panchina del parco del Bund, è per Chen anche un modo di rievocare la propria giovinezza durante la Rivoluzione Culturale. E mentre cerca di ricostruirne la vita, l’ex ispettore capo è preso dall’urgenza non solo di salvare il misterioso X, le cui inclinazioni risuonano sorprendentemente con le sue, ma anche di riscattarsi dai propri errori.


Autore: Qiu Xiaolong

Traduzione: Fabio Zucchella

Editore: Marsilio

Genere: Noir

Pagine: 256

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Salvatore Argiolas


Parafrasando la celebre frase di Winston Churchill che riguardava la Russia, la Cina è un rebus avvolto in un mistero dentro un enigma e per cercare di capirla è molto utile servirsi dei noir di Qiu Xiaolong che, attraverso le indagini dell’ispettore Chen Cao, mostrano le enormi contraddizioni di questa nazione che in pochi decenni è diventata un gigante economico e sta cercando di assurgere a potenza mondiale assoluta.

Nel suo libro che precede “Compagni segreti” Qiu Xiaolong esplicita in modo netto la sua posizione  affermando “Ho dovuto prendere in mano la penna, e se sarò costretto a correre dei rischi ne affronterò le conseguenze, in quanto questa parte della storia cinese non può e non deve essere cancellata e nessun tipo di indottrinamento può e deve farla dimenticare.”

Tutti i libri di Xiaolong infatti sono testimonianze di fatti della lunga storia cinese che riverberano i loro effetti a distanza di tempo sulla vita contemporanea e che Chen Cao incrocia nelle sue indagini sempre pericolosamente vicine a chi detiene il potere e  che ormai “promosso” a direttore dell’ufficio per la riforma del sistema giudiziario, posizione che non disturba chi manovra il partito e lo stato, non hanno più l’incisività degli anni precedenti ma continuano ad essere monitorate e analizzate.

Chen Cao è in convalescenza quando viene contattato dell’ex collega Vecchio Cacciatore che, ormai in pensione, si è trovato un modo per sbarcare il lunario come investigatore privato.

A un funzionario del livello di Chen potevano aver assegnato la licenza di convalescenza più che altro sulla scorta di considerazioni di carattere politico. Nel caso dell’ex ispettore capo, con tutta probabilità era un modo per toglierlo dalla circolazione, dopodiché anche lui sarebbe finito nel bidone della dittatura del proletariato.”

Vecchio Cacciatore chiede a Chen di indagare sulla scomparsa di Xiaohuoi, chiamato anche X, un intellettuale caduto in disgrazia dopo i fatti di piazza Tian’anmen del 1989, sparito dopo un discorso tenuto nel Vicolo della Polvere Rossa, luogo spesso presente nella narrativa di Xiaolong, che viene considerato antigovernativo.

L’eccidio di Piazza Tian’anmen è un punto di svolta della storia cinese recente ed è una ferita con ancora cicatrizzata nella vita di Qiu Xiaolong, che proprio in seguito alla sanguinosa repressione delle proteste si rifugiò negli Stati Uniti.

La ricerca porta Chen a rievocare quei tempi calamitosi ma al contempo a riflettere sulla società cinese oppressa dall’onnipresente controllo governativo che però non riesce a raggiungere completamente lo sviluppo economico della nazione.

“Dopo tre anni di politica zero-Covid, e con l’intero paese costretto a un lockdown rigoroso e asfissiante, come rinchiuso in una gigantesca bara, l’economia è crollata. I ricconi si sono impoveriti e tantissimi funzionari sono stati spazzati via dalle spietate guerre politiche ai vertici del Partito. Per non parlare di un altro fatto, e cioè che la maggior parte di questi funzionari non vede l’ora di fuggire dalla Cina con ogni mezzo…”

Tutte le inchieste di Chen Cao sono intriganti ma ciò che colpisce maggiormente è il contesto in cui sono inquadrate, intessuto di piccole sopraffazioni e oppressioni che portano il popolo ad essere diffidente di tutto e di tutti perché chiunque potrebbe essere denunciato per un discorso innocuo che  si riferisce a tempi antichi, come succede a X.

Al giorno d’oggi non si può mai essere troppo prudenti” disse Chen con voce meccanica, guardandosi intorno mentre suo malgrado veniva attraversato da un brivido. “Sappiamo tutti cos’è accaduto a quel coscienzioso medico di Wuhan che si chiamava Li Wenliang. Ha postato su WeChat un messaggio sul virus mortale all’inizio della pandemia, ma il governo non ha voluto che il popolo ne venisse a conoscenza, dopodiché è stato convocato in una stazione di polizia per la solita, amara tazza di tè. Un crudele avvertimento, e una crudele persecuzione, tanto che è morto poco dopo a causa del Covid.”

Qiu Xiaolong con “Compagni segreti”, titolo che richiama un capolavoro di Joseph Conrad, prosegue la sua opera di costruzione di una commedia umana ambientata in Cina, caratterizzata da un originale tessitura narrativa dove coniuga perfettamente poesia, denuncia politica, suggestioni letterarie, nostalgie del tempo che fu, e solide fondamenta tipiche del genere poliziesco e noir.

Su tutto questo svetta la figura dell’investigatore, Chen Cao, che ha ben presente chi detta la linea ma che, con schiena dritta e testa alta, tenta sempre di esprimere la sua umanità e dirittura morale, essa anche in evidenza con la tenera storia d’amore con la giovane e scaltra “piccola segretaria” Jin.

Spesso i romanzi di Qiu Xiaolong sono ispirati e corroborati da altri contributi letterari e di solito l’autore nutre una smisurata stima per Thomas Stearns Eliot e per il suo capolavoro “Terra desolata” (The Waste Land) citata continuamente per evocare una “Cina che cambia e allo stesso tempo non cambia affatto”.

“Al giorno d’oggi non si può mai essere troppo prudenti. Probabilmente era un’eco lontana della “Terra desolata”eliotiana.”

Stavolta il filo rosso del plot è un’opera di W. B. Yeats, “Il secondo avvento” e in particolare un passo che sembra profetico “Le cose crollano, il centro non può reggere; Mera anarchia è scatenata nel mondo.” e che viene citato frequentemente dando un senso profondo a tutta l’indagine di Chen Cao.

“Compagni segreti” conferma la statura narrativa e culturale di Qiu Xiaolong, i cui libri hanno diversi chiavi di lettura, tutti estremamente intriganti e interessanti.

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Qiu Xiaolong


scrittore e traduttore, è nato a Shanghai e dal 1989 vive negli Stati Uniti, dove insegna letteratura cinese alla Washington University di Saint Louis. La pluripremiata serie dell’ispettore Chen, dodici episodi, è stata tradotta in venti lingue e adattata per una popolare serie radiofonica di Bbc Radio, e diventerà anche una serie televisiva. Di Qiu, Marsilio ha inoltre pubblicato i due romanzi che raccontano le storie del Vicolo della Polvere Rossa, e una raccolta di poesie dedicate a Chen Cao.