Danza Mortale




Enrica Aragona


Editore: Newton Compton

Genere: Thriller

Pagine: 259

Anno edizione: 2025


Sinossi. Roma. La piccola Emma, nipote del defunto magnate della ristorazione Saverio Brandani, viene rapita in un pomeriggio di fine maggio Non ci sono tracce, non ci sono indizi: l’unica certezza della commissaria Nadia Montecorvo, che conduce le indagini, è che la bambina sia stata sequestrata davanti alla scuola di danza che frequentava. Questo particolare risveglia in Carmine Piscopo, il capo di Nadia, il ricordo di Anguilla, il “killer delle ballerine” attivo oltre trent’anni prima. A dispetto delle teorie di Piscopo, le indagini di Nadia si concentrano però sulla cerchia della famiglia Brandani e sul personale di servizio in casa e presso i loro ristoranti. Emergono legami torbidi tra i protagonisti della vicenda e tutto fa pensare a un sequestro a scopo di estorsione fino a quando, otto giorni dopo la scomparsa, il cadavere della bambina viene ritrovato sulle sponde del Tevere, sotto Ponte Marconi: Emma indossa un costume da ballerina di flamenco. Le indagini su Anguilla, archiviate trent’anni prima per insufficienza di prove, vengono riaperte. I due casi sono davvero collegati o si tratta di un depistaggio? Nadia Montecorvo riuscirà a districare la rete di menzogne e inganni che è stata tessuta e dare un volto all’assassino di Emma?

 Recensione

di

Marco Lambertini


Ritornano il Commissario Nadia Montecorvo  e la sua squadra del Commissariato Spinaceto.

La nuova indagine parte da una denuncia di scomparsa da parte delle sorelle Brandani, eredi di un re della ristorazione italiana. La figlia di Alice, 10 anni è scomparsa prima di andare a scuola di danza.

Subito Montecorvo pensa ad un rapimento, ma la mancanza di una richiesta di riscatto crea panico nella famiglia e cattivi pensieri nel Commissario.

Da qui si dipana una storia tesa dura e piena di dolore. Dolore non solo fisico e non solo delle vittime.

Nadia Montecorvo è colma di questo sentimento che la tiene sveglia la notte, quando gli incubi della sua giovinezza e della sorella morta ritornano a tormentarla

“Ma se tu nemmeno fumi, che ci devi fare? E a te chi te lha detto che non fumo? Te lo dico io, perché se ti becco ti gonfio! Magari ho dei segreti che non dico nemmeno a te, non ci hai mai pensato? Ventotto anni. Erano passati ventotto anni dalla sera di marzo in cui sua sorella le aveva detto quelle parole. E quella sera di marzo del 1996 Nadia non poteva sapere, non poteva nemmeno immaginare, che quei segreti Ester non glieli avrebbe svelati mai più.”

Il dolore che prova però la mantiene viva e le dà la forza di andare oltre alle apparenze per cercare la verità. Non solamente per la piccola Emma, la bambina rapita, ma anche per un vecchio caso che apparentemente è stato risolto, non per Nadia che è convinta che i veri colpevoli siano ancora liberi.

Serena Malpezzi, la PM a capo dell’indagine e’ il secondo personaggio centrale del romanzo, è fisicamente all’opposto della Montecorvo 

“Lavvenenza di Serena Malpezzi era fuori discussione, capace di ridare la vista ai ciechi. Ma ciò che colpiva era il fatto che la sua non era una bellezza costruita, forzata. Era qualcosa di innato… …fatto stava che Nadia, nei suoi cinquanta chili scarsi per un metro e settanta, nei suoi spigoli e nei suoi contrasti, nella sua cicatrice sulla fronte che tentava sempre di nascondere con i capelli, anche se corti, nelle sue braccia nervose piene di vene, era proprio lopposto. Eppure non si era mai sentita in competizione con la Malpezzi, anzi; con lei aveva instaurato un rapporto di complicità che andava ben oltre il lavoro. Erano in sintonia quasi su tutto. Great minds think alike, diceva sempre la magistrata.”

Il rapporto che si instaura tra il Commissario e la PM è il perno su cui l’autrice costruisce tutta la storia dando ritmo alla stessa mescolando momenti cruenti e delicati che rendono complesso e completo  lo spessore  di entrambe.

Danza Mortale  è poi un romanzo corale, dove anche gli altri personaggi trovano il proprio posto e anzi danno una ulteriore forza al racconto. Sofia l’amica del cuore di Nadia, è l’omega di Montecorvo, ma ne conosce ogni pensiero e stato d’animo e soprattutto riesce a mantenerla ancorata alla realtà, nonostante lei stessa abbia avuto difficoltà ad accettare il proprio ruolo nel mondo.

Il rapporto tra Nadia, Sofia e Serena coinvolgente ed intenso dona un sentimento di dolcezza ad  una storia di violenza fisica e psicologica altrettanto intensa.

Attraverso i personaggi maschili del commissariato Spinaceto, Aragona stempera la durezza e la crudeltà della trama gialla con i toni leggeri e ironici dei rapporti tra i componenti della squadra di Nadia e nella descrizione del capo Piscopo, grande appassionato di cinema che usa spesso come metafore di ciò che accade

A Nadia non era andata malaccio, lei per Piscopo somigliava a Claudia Pandolfi. Forse per via della linea di matita nera che portava sempre sulla rima degli occhi, o forse per i capelli corti un poalla maschiaccio.”

Il romanzo è ambientato a Roma, lontano dal centro pulsante ma con descrizioni dei luoghi molto visive e quasi cinematografiche.

Con un romanzo tutto al femminile, una trama complessa, aspra e straziante, Aragona, scava nella mente umana e mette di fronte a noi il confine labile e molto spesso inesistente tra follia e cattiveria. 

«Un grande psichiatra, qualche anno fa, fece una distinzione molto importante. Chiamò “delitti folli” gli aspetti della crudeltà ed efferatezza da parte di persone sane, in contrapposizione ai delitti dei folli”, commessi da persone realmente malate. La linea di demarcazione è molto, molto sottile, ma c’è».

Danza mortale è una conferma anzi un passo avanti per una serie  che rimanda alle migliori tradizioni gialle italiane, che fondono leggerezza e angoscia nella giusta maniera.Un personaggio che ha tutto per restare nella nostra memoria e che secondo me ha ancora tanto da dare ai lettore.

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Enrica Aragona


È nata a Roma nel 1978. Lavora nell’industria farmaceutica, ma la passione per la scrittura la accompagna da sempre. Con la Newton Compton ha pubblicato A Roma si muore da soli Danza mortale.