Dark Matter




‎ Blake Crouch


Sinossi. Jason Dessen, ex meccanico quantistico, è un professore universitario di Fisica che vive a Chicago con la moglie Daniela e il figlio Charlie. Un giorno viene rapito e drogato. «Sei soddisfatto della tua vita?» sono le ultime parole che sente pronunciare prima che il suo rapitore lo colpisca tanto forte da fargli perdere i sensi e di risvegliarsi legato a una barella. Si rende conto di essere circondato da persone che indossano tute di protezione chimica, e un uomo a lui sconosciuto gli sorride dicendo: «Bentornato, amico.» Nel mondo in cui si ritrova, la vita è diversa da quella che ha sempre conosciuto. Sua moglie non è sua moglie, suo figlio non è mai nato e lui non è un semplice professore di Fisica ma un genio ammirato da tutti perché ha realizzato qualcosa di grandioso. Qualcosa di impossibile. Tuttavia un atroce dubbio lo assale: quale dei due mondi è un sogno? E se la vita che ricorda è reale, come può tornare dalla sua famiglia? Per trovare le risposte dovrà intraprendere un viaggio straordinario e spaventoso, che lo costringerà ad affrontare la parte più oscura di sé stesso senza potersi fidare di niente e di nessuno, nemmeno della materia che lo circonda.


Autore: Blake Crouch

Traduzione: Annalisa Garavaglia

Editore: Fanucci Editore

Genere: Thriller/Fantasy

Pagine: 336

Anno di pubblicazione: 2024

 Recensione

di

Anthony Brigida


Dark Matter è uno di quei romanzi difficili da classificare in una sola categoria, perché sicuramente è fantascienza. Ma è anche un thriller, una storia d’amore, un romanzo sull’identità e, soprattutto, una riflessione su una domanda apparentemente semplice ma devastante nelle sue implicazioni:

“Se avessi preso una strada diversa nella tua vita, saresti più felice?”

Blake Crouch parte da questa domanda ed elabora un’esperienza narrativa originale. Il risultato è un libro che utilizza concetti legati alla fisica quantistica, al concetto di multiverso non tanto per costruire una complessa opera di fantascienza, quanto per mettere il protagonista davanti a tutte le possibilità che la sua esistenza avrebbe potuto assumere.

Da una parte c’è la sua essenza thriller: bisogna capire cosa sta succedendo, trovare risposte e sopravvivere a una situazione sempre più assurda. Dall’altra c’è la lettura emotiva: cosa significa essere noi stessi? Quanto della nostra identità dipende dalle decisioni che abbiamo preso? E soprattutto, possiamo davvero sapere quale sarebbe stata la nostra vita migliore?

La storia segue Jason Dessen, professore di fisica che conduce una vita apparentemente normale a Chicago insieme alla moglie Daniela e al figlio Charlie. Una sera, la sua esistenza viene completamente sconvolta. Jason viene rapito e, quando si risveglia, scopre di trovarsi in una realtà nella quale la sua vita è profondamente diversa da quella che conosce. Il romanzo presenta proprio questo contrasto: nella nuova realtà sua moglie non è più sua moglie, suo figlio non è mai nato e Jason stesso ha una vita professionale radicalmente differente. Da questo momento il libro diventa una corsa contro il tempo per comprendere cosa sia successo e, soprattutto, per capire quale realtà possa davvero considerarsi “casa”, l’idea dell’autore è quella di usare le realtà alternative come specchi per comprendere meglio il protagonista.

Questo punto è la grande forza del romanzo: l’idea.

Straordinariamente efficace perché prende una fantasia molto umana  “come sarebbe stata la mia vita se avessi scelto diversamente?” e la rende letteralmente possibile all’interno della storia.

Tutti, prima o poi, nella nostra vita ci siamo chiesti: Cosa sarebbe successo se avessi accettato quell’offerta? Se avessi sposato un’altra persona? Se avessi continuato quel percorso di studi? Se avessi avuto il coraggio di fare quella scelta? Se avessi rinunciato a qualcosa per inseguire un sogno? E se la mia vita ideale fosse esistita davvero?

Crouch porta queste domande all’estremo. Non facendo, mai, pendere l’ago della bilancia su realtà “buona” o realtà “cattiva. Ogni scelta comporta qualcosa. Ogni strada offre possibilità e ne sacrifica altre. Ed è qui che Dark Matter diventa più interessante di un semplice thriller fantascientifico.

Approfondendo la caratterizzazione dei personaggio, Jason Dessen è un protagonista molto umano e senza dubbio il cuore del romanzo, non è il classico protagonista infallibile, è intelligente (insegna fisica) ma non onnisciente. È un uomo che ha fatto delle scelte, ha dei rimpianti e porta dentro di sé una serie di desideri apparentemente contraddittori.

Da un lato c’è la vita familiare. Dall’altro c’è l’ambizione scientifica. Da una parte c’è il desiderio di stabilità. Dall’altra la tentazione di chiedersi cosa sarebbe potuto diventare.

Questa contraddizione è fondamentale. E sono le fondamenta che reggono il romanzo. Jason non rappresenta soltanto “l’uomo che vuole tornare a casa”. Rappresenta una persona costretta a confrontarsi con le versioni di se stesso, rendendo l’esperienza emotiva coinvolgente, perché il lettore non deve necessariamente essere un fisico o un appassionato di fantascienza per immedesimarsi in lui. È sufficiente avere avuto almeno una volta un rimpianto.

L’altra protagonista è Daniela, la moglie di Jason, senza entrare nei dettagli della trama, Daniela rappresenta qualcosa di fondamentale: il valore concreto della vita che abbiamo scelto.

E grazie al legame di questi due protagonisti che il romanzo pone una domanda molto interessante:

“Se esistessero infinite possibilità, come facciamo a stabilire quale sia quella giusta?”

La risposta di Crouch non è puramente scientifica. È emotiva. La felicità non viene necessariamente definita dalla quantità di successo, denaro, talento o possibilità che una persona possiede ma può dipendere dalle persone con cui si decide di condividere la  propria vita. Questo elemento rende Dark Matter molto più umano di quanto la sua premessa fantascientifica potrebbe far pensare.

Il romanzo utilizza concetti scientifici reali, soprattutto legati alla fisica quantistica, rendendo la lettura un po’ pesante, nonostante l’autore li voglia rendere più degli aspetti concettuali. Il risultato che vuole trasmettere è che la scienza fornisce le regole del gioco, mentre il vero interesse è capire cosa succede agli esseri umani quando quelle regole diventano realtà. Provando così a renderlo accessibile anche a chi non possiede conoscenze scientifiche.

Il ritmo narrativo, a mio avviso non è velocissimo e con poco pathos in lunghi tratti della lettura, riesce realmente a cambiare marcia nelle ultime 60/70 pagine. Deludendo le mie aspettative dopo la lettura della trama, i capitoli troppo lunghi non aiutano.

I temi principali sono sicuramente le scelte, assolutamente il tema centrale. Ogni decisione crea una direzione. Il rimpianto, il motore della storia. L’identità, cosa definisce chi sei? La felicità, solito concetto soldi e successo fanno la felicita? L’amore, oltre la fisica e la fantascienza, Dark Matter è anche una storia d’amore, non nel senso proprio del genere ma nel valore delle relazioni.

“Se potessi davvero vivere la vita che avresti potuto avere, la sceglieresti?”

Dark Matter utilizza la fantascienza non per parlare di tecnologia o di futuro, ma per parlare di qualcosa di più umano: il desiderio di sapere come sarebbe stata la nostra vita se avessimo scelto diversamente.

È un romanzo che vuole intrattenere e non insegnare fisica, lasciando alcune domande nella testa del lettore. E forse la domanda più interessante è proprio quella che accompagna Jason:

“Se potessi incontrare tutte le versioni di te stesso che avresti potuto essere, saresti davvero sicuro di voler sapere chi sono?”

Per completezza d’informazione, come si può notare anche dalla copertina, è stata realizzata e trasmessa su Apple Tv la serie, basata sul  romanzo.

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Black Crouch


è nato nel 1978 in North Carolina e vive in Colorado. È autore bestseller di Amazon, e la trilogia di “Wayward Pines”, in particolare, è stata un enorme successo. I suoi racconti sono stati pubblicati nelle più lette riviste americane dedicate al genere, come «Ellery Queen’s Mystery Magazine», «Alfred Hitchcock’s Mystery Magazine», «Thriller». Nel 2009 è stato coautore di “Serial”, una serie di thriller