DEI FIORI DI TOKIO
Autore: Keigo Higashino
Traduttore: Gaia Cangioli
Editore: Piemme
Genere: Giallo
Pagine: 352
Anno edizione: 2025

Sinossi. Dopo il suicidio del cugino, Lino cerca rifugio nel giardino del nonno, tra coltivazioni di fiori rari e profumi familiari. Affascinata dal suo mondo, gli propone di creare un blog per raccontarlo. Il nonno accetta, ma con un’unica condizione: non pubblicare nulla su un certo fiore giallo che Lino ha notato in casa sua. Pochi giorni dopo, lui è morto. E il fiore è sparito. Spinta da un’ossessione crescente, Lino infrange la promessa e pubblica una foto del fiore. Poco dopo, un uomo di nome Gamo Yosuke la contatta: si presenta come botanico, le chiede di rimuovere la foto e insiste per incontrarla. Ma quando Lino arriva da lui, ad aprire la porta è il fratello minore dell’uomo, Sota. Il suo sguardo è incerto, quasi sospettoso. Anche perché suo fratello di botanica non sa nulla; a dirla tutta, è un poliziotto. Silenzio. Un dettaglio fuori posto. E, all’improvviso, quel fiore scomparso sembra molto più pericoloso di quanto Lino avesse mai immaginato.
Recensione
di
Salvatore Argiolas
Keigo Higashino è uno dei più celebrati giallisti giapponesi, famoso per le sue trame complesse e coinvolgenti e per la serie con il detective “Galileo”, soprannominato così per la stratta logica deduttiva che ricorda il metodo scientifico dello scienziato pisano.
Questa serie annovera due romanzi veramente pregevoli come “Il sospettato X” e “L’impeccabile” basati sullo schema della “Inverted detective story” come gli sceneggiati del tenente Colombo dove si conosce perfettamente il colpevole dei delitti e assistiamo al sottile gioco tra cacciatore e cacciato, con tutte le astuzie e le deduzioni del caso.
Higashino non si è irrigidito sulla serie “Galileo” ma ha saputo svariare e cambiare stilemi e modalità narrative come dimostrano altri gialli di grande livello come “Sotto il sole di mezzanotte” del 1999, “Filastrocca dell’assassino” del 1986 e l’ultimo giallo pubblicato in Italia, “Delitto al mercato dei fiori di Tokyo” pubblicato da Piemme.
“Il mercato delle ipomee è un simbolo dell’estate e fa parte della cultura giapponese. Ci piace andarci.”
Sin dalle prime pagine emerge il ruolo di queste piante, chiamate anche campanelle, sia nella società nipponica, sia nello sviluppo del plot, complicato e ramificato, che evolve e prende spessore dalla scoperta del cadavere di un appassionato coltivatore di fiori da parte della nipote Lino, ex campionessa di nuoto.
La ragazza aveva spinto il nonno a pubblicare online un blog dove mostrare tutti la sua produzione floreale, tranne un fiore, una ipomea gialla.
“Non devi mettere questa foto online. Per nessun motivo.”
“Cosa? Perché?”
“Ti posso solo dire che questo provocherebbe non pochi problemi. Diciamo che è il nostro segreto, d’accordo?
Il nonno di Lino era un botanico specializzato in floricoltura e in tecniche di riproduzione vegetali all’avanguardia ma la sua morte è avvolta nel mistero in quanto tutte le ipotesi investigative finisco in un vicolo cieco.
Volendo rendere omaggio al parente tragicamente scomparso Lino pubblica su internet la foto del fiore “pericoloso” che in seguito scoprirà essere scomparso dalla casa del nonno.
“Ci dev’essere un motivo per cui le ipomee gialle sono scomparse.”
“cosa intende dire?”
“L’ipomea gialla è un fiore proibito”
Quando Lino e il suo amico Sota indagano su questo misterioso fiore, intervistando un dentista esperto di ipomee lo scenario si complica ulteriormente.
“Un giorno mio zio mi ha detto che potevo coltivare tutti i fiori che volevo, ma che non dovevo, per nessun motivo, cercare di produrre delle ipomee gialle. Quando gli ho chiesto perché, mi ha risposto che l’ipomea gialla è il fiore dell’illusione.
“Che vorrebbe dire?”
“Mi ha spiegato che chi lo avesse coltivato si sarebbe smarrito”
Può essere il furto di questo fantomatico fiore giallo il movente dell’assassinio di Shuji Akiyama?
Le indagini di Lino Akiyama e di Sota Gamo si intersecano, si influenzano e si scontrano con altri personaggi che si interessano all’ipomea fantasma come il poliziotto Yosuke Gamo, fratello di Sota e Takami Iba, una giovane musicista che si è aggregata al gruppo fondato dal cugino di Lino che si è suicidato qualche tempo prima.
La svolta dell’inchiesta avviene riflettendo su una tazza di tè rinvenuta sulla scena del delitto e su fatti avvenuti tanti anni prima, connessi al decesso di Marilyn Monroe.
“La polizia ha dichiarato che Tanaka Kazumichi, l’uomo che ha ucciso diverse persone in un strada del quartiere Meguro il 5 settembre, lo avrebbe fatto a causa della disperazione causatagli dalla morte di Marilyn Monroe.”
“Delitto al mercato dei fiori di Tokyo” è un giallo profondamente inserito nella cultura nipponica, con riferimenti e suggestioni difficilmente comprensibili al di fuori del paese del Sol Levante ma affascina e interessa anche se la trama che sino ad un certo punto fluisce, pur complessa, subisce una svolta narrativa anomala.
Come in tanti romanzi di Keigo Higashino emerge la figura di una donna tormentata dalle responsabilità che la sua bravura sportiva le ha addossato ma che troverà il modo per realizzarsi.
Sono questi temi importanti nella psicologia giapponese, quello del dovere e dell’assecondare la responsabilità del ruolo sociale messi in rilievo nell’epilogo ma presenti sottotraccia in tutto il romanzo che sfugge alla tassonomia solita e lo inserisce in un insieme più ampio e originale, affrontando il tema cruciale dell’estrema competitività nell’ambito della società nipponica che tre protagonisti del romanzo affronteranno in modo molto diverso.
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Keigo Higashino
Nasce nel 1958 a Osaka. Debutta nel 1985 con Hōkago, che gli vale il premio Edogawa Ranpo. Nel 1999 vince il Mystery Writers of Japan Award con “La seconda vita di Naoko” (Baldini Castoldi Dalai Editore), nel 2006 il Premio Naoki per “Il sospettato X” (Giunti Editore) e nel 2012 il Premio Chūōkōron con “L’emporio dei piccoli miracoli” (Sperling & Kupfer).