Un caso
per Manrico Spinori
Sinossi. Il mondo dell’arte contemporanea romano è sconvolto dall’inquietante morte di una sua controversa protagonista. L’ambiente, si sa, è popolato da soggetti celebri e imprevedibili, pane per i denti di Manrico Spinori, abituato a risolvere situazioni intricate. Tra personaggi eccentrici, critici vanesi e collezionisti capricciosi, l’imperturbabile Pm melomane dovrà far luce su un mistero che sfida tanto la sua razionalità quanto il suo gusto estetico. Verena Rex, provocatoria artista esperta in scarificazione, viene rinvenuta senza vita nel capannone dove filmava le sue performance. Causa del decesso: un taglio alla giugulare. Nessuno sa niente, nessuno ha visto niente; computer e cellulare della vittima sono spariti. È stato un incidente o Verena ha inscenato un suicidio «artistico»? Mentre sul mercato le quotazioni delle sue opere salgono vertiginosamente, un secondo delitto complica la vicenda. Ma, per fortuna, ad aiutare Manrico Spinori nelle indagini c’è una formidabile squadra: formata solo da donne. Il contino avvertiva, in quella storia, una nota falsa, una dissonanza vaga che non era ancora riuscito a individuare. E quanto all’orizzonte musicale, silenzio assoluto. In più di un’occasione l’opera era venuta in suo soccorso, suggerendogli una soluzione che, per quanto improbabile, si era poi rivelata quella giusta. Ma stavolta…
Autore: Giancarlo De Cataldo
Editore: Einaudi
Collana: Stile Libero
Genere: Giallo
Pagine: 240
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Bruno Vigliarolo
Giancarlo De Cataldo torna in libreria con Delitto in cornice, settimo romanzo dedicato alle investigazioni di Manrico Spinori: pubblico ministero di ascendenza nobiliare, accompagnato dalla sua fedele squadra al femminile e da una sconfinata passione per l’opera lirica.
Il “contino” (com’è dai più soprannominato il PM) si trova a fronteggiare un caso anomalo, inizialmente inquadrato come possibile suicidio. Il cadavere di Verena Rex, artista dedita a pratiche estreme e dissacranti, viene ritrovato in circostanze fortuite presso l’edificio in cui la donna era solita filmare le sue esibizioni. La giugulare recisa da un taglio netto.
Il dubbio che assilla gli inquirenti ruota attorno a un semplice quesito: si è trattato di un suicidio rituale, uno spettacolare omaggio all’Arte e alla scarificazione, o c’è piuttosto da ipotizzare l’intervento occulto di una mano esterna? Per risolvere il dilemma, Manrico Spinori dovrà necessariamente indagare nei salotti della Roma più facoltosa e aristocratica.
De Cataldo guida il lettore in un mondo molto diverso rispetto al consueto sottobosco politico-criminale. Tra palazzi sfarzosi e sofisticati circoli di collezionisti, l’autore esplora il mondo dell’arte contemporanea con occhio attento, regalando personaggi eccentrici, fotogrammi surreali, e riflessioni degne di un trattato di estetica.
La scrittura, elegante e cristallina, è arricchita da un lessico ampio e particolareggiato. Un connubio che dona scorrevolezza e profondità alla lettura. In aggiunta, ho apprezzato molto l’equilibrio ritmico del romanzo (a mio avviso perfetto nel dosare indagini, digressioni e intermezzi).
In conclusione, Delitto in cornice è senza dubbio un mystery avvincente e convincente: un’opera che, pur senza grandi colpi di teatro, riesce a sfruttare l’investigazione come “pretesto” per raccontare le peculiarità del mercato dell’arte e dei suoi spregiudicati attori.
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Giancarlo De Cataldo
è nato a Taranto e vive a Roma. Ha scritto romanzi e saggi di grande successo; da molti suoi libri sono stati tratti film, documentari e serie tv internazionali. È tradotto in tutto il mondo. Per Einaudi ha pubblicato: Teneri assassini (2000); Romanzo criminale (2002 e 2013); Nero come il cuore (2006, il suo romanzo di esordio); Nelle mani giuste (2007); Onora il padre. Quarto comandamento (2008) ; Il padre e lo straniero (2010); con Mimmo Rafele, La forma della paura(2009);Trilogia criminale (2009); I Traditori (2010); con Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli, Giudici (2011); Io sono il Libanese (2012 e 2013); con Massimo Carlotto e Gianrico Carofiglio, Cocaina (2013); Giochi criminali (2014, con Maurizio de Giovanni, Diego De Silva e Carlo Lucarelli); Nell’ombra e nella luce(2014); con Carlo Bonini, Suburra (2013 e 2017, diventato prima un film di Stefano Sollima, poi una serie diffusa in centonovanta Paesi da Netflix) e La notte di Roma (2015); con Steve Della Casa e Giordano Saviotti, la graphic novel Acido fenico (2016); L’agente del caos (2018); Una storia sbagliata (2025) e il ciclo con protagonista il Pm romano Manrico Spinori: Io sono il castigo (2020 e 2023), Un cuore sleale(2020 e 2023), Il suo freddo pianto (2021 e 2023), Colpo di ritorno (2023 e 2024), Il bacio del calabrone(2024 e 2025), Un cadavere in cucina (2025 e 2026) e Delitto in cornice (2026); con Cristina Cassar Scalia e Maurizio de Giovanni, il romanzo a sei mani Tre passi per un delitto (2020) e La svedese (2022). Ha curato le antologie Crimini (2005) e Crimini italiani (2008). Nel 2019 sono usciti Alba nera (Rizzoli) e Quasi per caso (Mondadori). Insieme a Graziano Diana ha diretto il documentario Il combattente – Come si diventa Pertini (Rizzoli 2014).