Domenico Starnone
Editore: Einaudi
Genere: Narrativa
Pagine: 166
Anno edizione: 2025

Sinossi. Il protagonista è un uomo anziano che, durante un viaggio in treno, riflette sul passato e sul senso della propria vita. Si confronta con un episodio apparentemente banale – una semplice errata destinazione di un viaggio – che diventa metafora delle scelte sbagliate, dei rimpianti e della sensazione di essere finiti nel “posto sbagliato” nella propria esistenza. Nel corso del racconto, la memoria e il presente si intrecciano, in uno stile denso e malinconico. Il viaggio fisico diventa anche un viaggio mentale ed emotivo, in cui emergono fragilità, tensioni familiari, e il bilancio di un’intera esistenza.
Recensione
di
Paola Iannelli
L’inguaribile istinto predatorio dell’uomo, fonda le radici nella ricerca spasmodica di autoaffermazione, scompagina dubbi e certezze per approdare nel limbo seduttivo della conquista.
Il protagonista di questo romanzo breve, riscopre di possedere fascino, quando per errore invia un laconico “ti amo”, alla sua collega di lavoro. Entrambi collaborano nella stesura di sceneggiature televisive, come l’ultima creazione su una architetta-detective, tale Samarcanda.
Nella vita dell’uomo si apre all’improvviso un nuovo scenario, come nelle migliori commedie romantiche, nutrendo così la torbida illusione che trasgredire serva a rafforzare la propria autostima.
Livia, la moglie del protagonista, è una donna in carriera, madre di tre pargoli, bella e intelligente, tutte virtù che la rendono quasi inimitabile, Claudia in cambio, la sceneggiatrice, è spigolosa, meno avvenente, eppure serba nel suo intimo una carica erotica che l’uomo definisce magnetica.
Una serie di cerchi concentrici si incapsulano l’uno dentro l’altro, espandendo una forza propulsiva che l’uomo non sa dominare, lasciandosi trasportare dalla nuova linfa che salda le maglie di una relazione extraconiugale.
Claudia reagisce al messaggio con estrema rapidità, conferma senza false omissioni un certo interesse verso di lui, pur omettendo le vere ragioni della propria disponibilità.
Dubbi, incertezze, scambi equivoci, voci alternate, dialoghi, compromessi formano un dedalo da cui lo sceneggiatore non riesce a fuggire, paragonando Claudia alla parte mobile di un compasso, strumento nato per disegnare percorsi centrici, cui parte essenziale è per l’appunto il lato distorto.
Nella rocambolesca esecuzione, che prevede il compimento della scena cruciale, accade un imprevisto, si apre una voragine in cui l’uomo cadrà, inghiottito dalla medesima stupidità che l’aveva condotto fino al margine di quel buco nero.
Il finale è un classico della narrativa starnoniana, dove si evidenziano i lati fragili dell’animo umano e, in particolare del delicato rapporto marito – moglie. Come nel racconto intitolato “Lacci”, l’autore mette in rilievo la caducità sentimentale, condendo il tutto di sana ironica vena.
Il lungo monologo introspettivo, intervallato da pochi dialoghi, restituisce l’agonia interiore che attanaglia l’animo del protagonista, uomo non risolto, vittima di quella barbarie emotiva che inganna, restituendo la figura di un essere vittima di menti ben più scaltre di lui.
Domenico Starnone
Domenico Starnone (Napoli, 1943) è autore di romanzi e racconti. Nel 2001Ha vinto il Premio Strega con Via Gemito ripubblicato nel 2020 con Einaudi. Per Einaudi ha pubblicato inoltre Spavento (2009, Premio Comisso), Autobiografia erotica di Aristide Gambía (2011), Il salto con le aste (2012, prima edizione 1989), Condom (2013), Lacci (2014, The Bridge Book Award), Scherzetto (2016, Premio Isola d’Elba, finalista al National Book Award nella traduzione di Jhumpa Lahiri), Le false resurrezioni (2018), Confidenza (2019 e 2021), Vita mortale e immortale della bambina di Milano (2021 e 2023) e La scuola, che racchiude i racconti Ex cattedra, Fuori registro, Sottobanco, Solo se interrogato (2022), L’umanità è un tirocinio (2023), Fare scene. Una storia di cinema (2023), Il vecchio al mare (2024 e 2025) e Labilità (2024). Dai suoi libri sono stati tratti film di successo: La scuola, Lacci e Confidenza di Daniele Luchetti, Auguri professore di Riccardo Milani e Denti di Gabriele Salvatores.