Romana Petri
Sinossi. Forse non esiste una distanza che ci metta al riparo dalla deflagrazione di un amore che finisce. Luciana Albertini lo sa bene, porta ancora inciso nel cuore l’abbandono improvviso di suo marito Vasco. E se di giorno la vita la trascina lontano – la pittura che ormai l’ha resa un’artista conosciuta nel mondo, l’immortale cane Barabba che consola i suoi smarrimenti, e anche quella lettera alfa che ogni mattina si dipinge sulla fronte per ricordare a sé stessa che è una vincente –, le notti sono infinite e piene di domande, una fra tutte: perché? Vasco Dos Santos conosce la risposta, ciò che lo ha spinto a chiudere quella relazione che si ostina a non chiamare con il suo nome. Conosce la rabbia, il disagio, il senso di fallimento che gli hanno dato la forza di lasciare Roma e tornare nella sua Lisbona. In quel pantano familiare da cui lei aveva provato, invano, a tirarlo fuori: un padre ingombrante e assente, una sorella guerriera sopravvissuta all’inferno, il ricordo di una madre immensa e fragile, la messinscena dei pranzi di famiglia. Conosce il motivo per cui ha voltato le spalle a quella donna stramba, forse troppo talentuosa. Luciana e Vasco sono entrambi sospesi, di fronte a loro un bivio: lasciar andare ciò che è stato e rinascere alla vita come farfalle, o restare imbrigliati nel passato, nel rancore, come eterne crisalidi. Con questo romanzo, Romana Petri affonda la sua penna nella matrice di tutte le storie, la relazione umana in tutta la sua semplice complessità, e ci restituisce la verità dietro il sogno, la possibilità dietro la fine.
Autore: Romana Petri
Genere: Narrativa
Editore: Neri Pozza
Pagg: 350
Pubblicazione: 2026
Recensione
di
Paola Iannelli
I pensieri scivolano via, a volte si impigliano nelle maglie della nostalgia, altre volte ti scaraventano in un baratro. Spesso eliminiamo i ricordi, nella speranza che ciò che ci ha afflitto scompaia, si polverizzi in un attimo, eppure la solida crosta della memoria resta lì, granitica.
Romana Petri mette al centro la vita di una coppia: Luciana e Vasco, i due stanno per separarsi, ma prima di adempiere agli obblighi burocratici si limitano a mantenere una distanza di sicurezza.
La presa di coscienza di un dramma, quale è una separazione, costringe i due a fare i conti con il loro passato e soprattutto ad affrontare il presente.
Nei loro monologhi interiori entrambi compiono voli pindarici, attraverso cui rivivono molte parentesi delle loro vite, senza escludere lassi temporali, semplicemente rimembrando alcune fasi salienti. Impariamo così a conoscerli, seguendo la linea tortuosa delle loro esistenze, familiarizzando riga dopo riga con ogni personaggio che ha segnato, nel bene e nel male, le personalità che ora devono affrontare la fine del rapporto coniugale.
Luciana è un’artista, dipinge quadri in movimento, cosciente di possedere un estro unico e singolare, vive in simbiosi con il suo cane Barabba, nel quale ripone ogni gioia e ogni frustrazione. La simbiosi tra i due non è scalfita da nulla, nemmeno quando per una importante esposizione a Londra, decide di vivere in un canile con l’animale per tutta la quarantena obbligatoria nel paese anglosassone.
Vasco è un uomo malinconico, chiuso nel disprezzo che prova per la sua famiglia d’origine e, in particolar modo per suo padre, che definisce un Dinosauro. Riesce a malapena a sopravvivere, sebbene la sua famiglia sia ricca. Dopo la pausa di riflessione da Luciana, decide di tornare a Lisbona, raccattando i pezzi di un’esistenza tesa al fallimento. Ciò che più l’angoscia è la consapevolezza di non essere un uomo virile, sotto il suo aspetto glabro, curato fino al parossismo di sé, Vasco rievoca dolori e percezioni che lo conducono quasi alla follia.
Unico solidale amico è il suo gatto, come Luciana anch’egli vive con estrema affezione il legame, riuscendo a interpretare suoni e gusti del felino, recitando così il soliloquio quotidiano in cui l’uomo perde il dono della parola, affidando la condivisione in versi che poco hanno a che fare con la messa in atto della comunicazione umana.
Liberarsi di un amore non è cosa semplice, ci si ancora a mille ragioni, rifuggendo in mille episodi, a volte belli altre volte dolorosi. Entrambi sanno che il sentimento che li ha legati era autentico, pur se segnato da crepe infinitesimali. Una ragnatela che giorno dopo giorno li ha inglobati, divorando le carezze e i baci, sostituendo così la luce col buio.
Negli ultimi capitoli di questa storia narrata si intravede un barlume di possibilità, una fioca luce che alimenta la vaga gioia di una riconciliazione, è un attimo poi tutto scorre veloce, fino alla resa finale, dove Luciana troverà il suo ritmo nuovo, mentre Vasco affonderà nell’insensibile tristezza che ruba il cuore agli sconfitti.
La vera conclusione non è nel perdersi, ma nel riuscire ad amare nonostante tutto, perché non esiste una distanza di sicurezza così solida e invalicabile, Abbiamo un’anima che va oltre.
Acquista su Amazon.it:

Romana Petri
Scrittrice italiana. Vive tra Roma e Lisbona. Editrice, traduttrice e critica letteraria, collabora con «ttl La Stampa», il «Venerdì di Repubblica», «Corriere della Sera» e «Il Messaggero». Considerata dalla critica come una delle migliori autrici italiane contemporanee, ha scritto tra romanzi e raccolte di racconti nove libri. Ha ottenuto prestigiosi premi e riconoscimenti, tra i quali il Premio Mondello, il Rapallo-Carige e il Grinzane Cavour. È stata inoltre finalista tre volte al Premio Strega. Tra le sue opere ricordiamo Alle Case Venie (Marsilio, 1997), I padri degli altri (Marsilio, 1999), La donna delle Azzore (Piemme, 2001), Dagoberto Babilonio, un destino (Mondadori, 2002), Esecuzioni (Fazi, 2005), Ovunque io sia (Cavallo di ferro, 2008), Ti spiego (Cavallo di ferro 2010), Tutta la vita (Longanesi 2011), Figli dello stesso padre (Longanesi 2013), Le serenate del Ciclone (Neri Pozza 2015, vincitore del premio Super Mondello 2016 e del Mondello Giovani), Il mio cane del Klondike (Neri Pozza 2017), Pranzi di famiglia (Neri Pozza 2019), Figlio del lupo (Mondadori, 2020), Rubare la notte (Mondadori, 2023, finalista al Premio Strega 2023) e Tutto su di noi (Mondadori, 2024). Le sue opere sono tradotte in Olanda, Germania, Stati-Uniti, Inghilterra, Francia e Portogallo.