Dove finisce il silenzio




‎ Roberto Silvestri


Sinossi. In una lussuosa villa genovese, un magistrato è riverso sul pavimento. Morto. Accanto al corpo ci sono i suoi due figli. Per tutti è un omicidio. Per Riccardo e Rebecca è il punto di rottura di una storia cominciata molti anni prima, quando il padre uccise la moglie sotto gli occhi del figlio. Da allora Riccardo ha fatto del controllo una forma di sopravvivenza. Rebecca ha scelto la fuga: una vita altrove, abbastanza lontana da non dover più nominare ciò che è accaduto. Ma quando Riccardo ritrova l’arma con cui suo padre uccise sua madre, il passato torna a reclamare il suo posto. Le versioni si incrinano. Le omissioni si moltiplicano. E si riapre una domanda che nessuno aveva mai osato formulare: che cosa è stato nascosto davvero, quella notte? Tra la verticalità inquieta di Genova e le luci rarefatte della Norvegia, Dove finisce il silenzio è un thriller psicologico sull’eredità della violenza, sui segreti familiari e su tutto ciò che una famiglia può tacere, ma non cancellare. Perché la verità non assolve. Costringe solo a guardare.


Autore: Roberto Silvestri

Editore: Morellini Editore

Genere: Thriller

Pagine: 333

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Giusy Ranzini


Un romanzo che conquista fin dalle prime pagine e accompagna il lettore in un viaggio intenso tra mistero, dolore, memoria e verità nascoste. Quello che inizialmente appare come un classico caso di omicidio si trasforma rapidamente in una storia molto più profonda, dove il vero enigma non riguarda soltanto la morte di un uomo, ma tutto ciò che una famiglia ha cercato di seppellire nel corso degli anni.

Riccardo e Rebecca sono protagonisti autentici, complessi e credibili, segnati da un trauma che ha condizionato ogni aspetto della loro esistenza. Le loro reazioni opposte agli eventi del passato, il bisogno di controllo da una parte e la fuga dall’altra,  rendono la narrazione ancora più coinvolgente e umana.

Roberto Silvestri dimostra una notevole capacità nel mantenere alta la tensione senza rinunciare alla profondità psicologica. Ogni capitolo aggiunge un tassello a una verità che sembra continuamente sfuggire, mentre dubbi, omissioni e ricordi frammentati spingono il lettore a mettere in discussione tutto ciò che crede di sapere.

Molto suggestiva anche l’ambientazione: la Genova inquieta e verticale, con i suoi vicoli e le sue ombre, si contrappone magnificamente ai paesaggi nordici della Norvegia, creando un’atmosfera sospesa e carica di significato. I luoghi non fanno solo da sfondo, ma diventano parte integrante della storia e delle emozioni dei protagonisti.

Il romanzo affronta temi importanti come l’eredità della violenza, il peso dei segreti familiari e il difficile rapporto con la verità. Non offre risposte semplici né facili assoluzioni, ma invita a riflettere su quanto il passato possa influenzare il presente e su quanto coraggio serva per guardare in faccia ciò che si è cercato di ignorare per anni.

Un thriller psicologico intenso e ben scritto, una lettura coinvolgente che lascia il segno e che consiglio a tutti gli amanti del genere, ma anche a chi cerca una storia profonda, emozionante e ricca di sfumature.

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Roberto Silvestri


vive a Camogli, in provincia di Genova. Scrittore e architetto, da sempre lavora sugli spazi e sulle relazioni che definiscono l’identità di ciascuno di noi. Per oltre trent’anni si è occupato di architettura e interior design, sviluppando uno sguardo attento sulle persone, sui loro comportamenti e sulle fragilità che emergono nei luoghi e nei legami. Ha esordito nel 2019 con Le risposte che non so darti, menzione d’onore al Premio Letterario Città di Sarzana 2020. Nei suoi romanzi scava tra ciò che le persone tacciono, rimuovono o vorrebbero nascondere. Da questo sguardo prendono forma storie che esplorano i legami affettivi, i silenzi familiari e le contraddizioni dell’animo umano, muovendosi nei territori della tensione psicologica. “Dove finisce il silenzio” è il suo nuovo romanzo.