E IL MISTERO DELLA MEDUSA
Autore: Valentina Barzago
Editore: Sonzogno Editori
Genere: Cozy Crime
Pagine: 368
Anno edizione: 2025

Sinossi. Cosa: Mattia Vusso, sei anni, viene investito mentre cerca il suo pupazzo, una medusa rossa fatta all’uncinetto. Qualche giorno dopo, sua madre scompare per sempre. Quando: Diciotto anni fa la tragedia Vusso; oggi, prima quindicina d’agosto, tempo di vacanze per tutti (o quasi).
Dove: Bagni L’Ultima Spiaggia di Varazze, stabilimento vecchio stile gestito da Oscar Fatali, sessantenne panzuto che, in crisi di mezz’età, ha lasciato Brianza e famiglia per trasferirsi al mare con una velina di provincia.
Chi: Fortuna Fatali, trentaquattro anni, figlia di Oscar e portatrice instabile di sindrome dell’impostore, in nome della quale ha seppellito i suoi sogni e aperto un’agenzia investigativa con la madre Fiona, ex magistrato in pensione (sì, è volitiva, prevaricatrice e invadente). È Fortuna a ritrovare il pupazzo di Mattia, lasciato sotto il suo ombrellone: chi ce l’ha messo? Perché? E se non si fosse trattato di un incidente?
Affiancata da un improbabile Watson – Geremia, bagnino un tempo fighissimo –, sarà proprio lei a indagare sul caso (sempre che ne esista uno): un’occasione per dimostrare (a se stessa) di esserne capace e liberarsi finalmente del giogo materno.
Perché a volte per risolvere un mistero ci vuole un po’ di gossip, spirito d’osservazione e qualcuno che ti faccia battere il cuore nei momenti sbagliati.
Recensione
di
Bruno Vigliarolo
La narrativa cozy crime si caratterizza spesso per un bilanciamento attento, misurato, tra elementi propriamente mystery e componenti più “leggere”. In Fortuna Fatali e il mistero della medusa, Valentina Barzago scardina i rigidi equilibrismi e plasma un’opera a dir poco estrosa e vulcanica.
Ciò è possibile grazie a Fortuna Fatali, protagonista esuberante, voce narrante della storia, e vero centro di gravità del romanzo. Un’investigatrice privata di trentaquattro anni che, malgrado gli sforzi, non riesce ad affrancarsi dal cono d’ombra di sua madre (ex magistrato e titolare dell’agenzia investigativa), né a dimenticare l’affascinante bagnino Geremia, suo primo grande amore.
In occasione della più classica delle villeggiature, Fortuna ritorna all’Ultima Spiaggia, storico stabilimento di Varazze gestito da suo padre Oscar. E lì, nel ritrovare un’atmosfera degna dei migliori anni Novanta – tra bagnanti immersi nell’assoluto relax, profumi di focaccia e frittura di pesce, vecchi e nuovi flirt – l’investigatrice incappa in una scena inattesa.
Un oggetto strano, eppure inconfondibile, penzola inspiegabilmente dal suo ombrellone: un pupazzo rosso, dalle fattezze di medusa, che rievoca la tragedia avvenuta in quei luoghi molti anni prima. La drammatica morte di Mattia Vusso, un bambino investito da un’auto mentre era alla disperata ricerca di quel pupazzo.
Ciò che più colpisce, fin dalle prime pagine del romanzo, è la vivida caratterizzazione della protagonista. Valentina Barzago modella una giovane donna dall’ironia dissacrante, simultaneamente impegnata a gestire disavventure amorose, affari di famiglia, pettegolezzi da spiaggia e un cold case che potrebbe rappresentare il battesimo di fuoco della sua carriera.
Ma Fortuna Fatali è anche e soprattutto un’attenta osservatrice, e attraverso i suoi occhi il lettore si immerge in uno spaccato sociale di rara nitidezza. Perché l’Ultima Spiaggia è un piccolo caleidoscopio in cui scintilla un ricco affresco antropologico, con tipologie umane di ogni età ed estrazione.
Lo stile, fortemente caratterizzato dalla narrazione in prima persona, è quello proprio di una commedia brillante. Parti dialogiche, introspettive e descrittive si alternano con grande scorrevolezza, a tutto vantaggio di un ritmo che non perde mai briosità.
Mi sarei aspettato qualcosina in più dal finale, soprattutto alla luce della buona trama investigativa; in ogni caso, anche i giallisti più esigenti resteranno complessivamente soddisfatti. Per concludere, Fortuna Fatali e il mistero della medusa è un esordio letterario meritevole di attenzione. Un romanzo consigliato a chi cerca una lettura fresca, vivace e leggera.
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Valentina Barzago
classe 1992, si è laureata in Giurisprudenza a Milano, specializzandosi in serialità dell’audiovisivo alla Scuola Holden: il progetto finale Acerbe, di cui è coautrice, è stato prodotto da Will Media. Ha scritto diversi podcast e collabora con la casa di produzione Stand By Me, dove ha sviluppato documentari anche legati al true crime. Sempre in ambito televisivo, attualmente fa parte del team di inchiesta di FarWest, dove si occupa di cronaca nera e dei lati oscuri della società contemporanea.