Gelo profondo




Andrea Segrè


Editore: Minerva Edizioni

Genere: Thriller

Pagine: 304

Anno edizione: 2025


Sinossi. Giorgio Pani, il giovane ricercatore protagonista di “Globesity. La fame di potere”, torna con una nuova avventura mozzafiato. Dopo la farina al glucone che scatena una bulimia globale, ancora in circolazione da qualche parte del mondo, Giorgio deve fronteggiare i pericoli di una nuova, rivoluzionaria, scoperta scientifica. Un innovativo impianto capace di catturare enormi quantità di anidride carbonica provocando un raffreddamento globale. Un’organizzazione scientifica segreta, ramificata in tutto il mondo, è pronta a portare il pianeta in una nuova era glaciale.

 Recensione

di

Alessio Balzaretti


Romanzo fuori tema, che detto così suona male, ma di fatto è l’unico termine che ho trovato per descriverlo, peraltro un ottimo romanzo, ma che ha, a mio modestissimo parere, il difetto di indirizzare il lettore in una direzione che però si percorre solo nella seconda parte.

Un po’ come una canzone dal titolo ben preciso, che in realtà racconta per i primi due terzi il finale di una traccia precedente.

È indubbiamente particolare l’approccio di Andrea Segrè nello scrivere questo thriller scientifico, un autore notevole, soprattutto per le sue conoscenze nel campo agro-alimentare, certificate dal ruolo che ricopre nella comunità scientifica nazionale e internazionale.

Gelo profondo ci racconta le esperienze di Giorgio Pani, un giovane ricercatore nel campo dell’alimentazione, neo laureato e coinvolto, suo malgrado, in una serie di avventure che lo portano a contatto con un’associazione segreta con finalità terroristiche.

I mezzi con cui questa associazione vuole mettere in scacco le grandi potenze mondiali, non sono sensazionalistici ma subdoli, sfruttando le risorse più raffinate e i cervelli più promettenti del panorama scientifico italiano e non solo.

Una farina in grado di provocare una bulimia planetaria e il sequestro forzato di anidride carbonica dall’atmosfera, che provocherebbe una nuova era glaciale, sono le due armi devastanti in mano a degli scienziati senza scrupoli.

Per interrompere questa doppia catena di eventi, Giorgio dovrà inventarsi eroe per caso, l’ultima risorsa che ha tutto, fuorché le stimmate dell’infiltrato.

Rischiare la vita non rientra nei suoi piani, ma l’urgenza di evitare un disastro che porterebbe alla morte di milioni di persone, lo induce a intervenire.

Insieme a lui ci sono dei comprimari fondamentali come Bojan, avversario in amore ma fidato e impavido compagno di ventura.

Le due armi catastrofiche sono pronte a essere innescate, manca veramente poco, ma Giorgio e Bojan hanno la speranza, un’idea, le conoscenze scientifiche necessarie per trovare una soluzione estrema.

Andrea Segrè scrive veramente bene, in prima persona, cosa ancora abbastanza rara e non facile per uno scrittore. Il suo stile è scorrevolissimo e malgrado questo “modello fuori tema” riesce a tenere incollato il lettore alle pagine, con la curiosità di capire cosa succederà e con il gusto di apprendere anche concetti accademici alla maggior parte di noi sconosciuti.

Insomma, alla fine di queste trecento pagine si potrà dire di aver letto sia un romanzo che un piccolo trattato scientifico multi disciplinare.

Piacevole anche la parte narrativa in cui si coglie la quotidianità della vita di Giorgio: i suoi studi universitari, il rapporto con la madre ambientalista, le sue esperienze amorose dal sapore intenso ma ancora acerbo. Tutto questo aiuta a creare un legame col protagonista, a comprendere le sue perplessità e le  paure tipiche della persona comune  impreparata a certi scenari.

Questo romanzo, che fa parte di una serie, da l’idea di voler essere un’opportunità di raccordo e di contatto tra l’uomo comune, come posso essere io, e il mondo scientifico che appare sempre molto lontano e incomprensibile. Un’idea, questa, davvero apprezzabile e che può essere di ispirazione anche per altri movimenti culturali che spesso ci sembrano troppo distanti dalla vita di tutti i giorni.

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Andrea Segrè


è professore ordinario di politica agraria internazionale e comparata e direttore del Dipartimento di scienze e tecnologie agro-alimentari dell’Università di Bologna. Fondatore e presidente di Last Minute Market, spin off accademico diventato eccellenza europea per la prevenzione e il recupero degli sprechi, ha ideato la campagna «Un anno contro lo spreco» che ha portato il Parlamento europeo a votare una Risoluzione per dimezzare gli sprechi di alimenti entro il 2025 e i sindaci a sottoscrivere la Carta spreco zero per le amministrazioni. Fra i suoi libri: Economia a colori (Einaudi), Il libro nero, blu e verde sullo spreco in Italia (Edizioni Ambiente, 3 volumi: con Luca Falasconi Cibo e Acqua; con Matteo Vittuari Energia), Transforming Food Waste into a Resource (con Silvia Gaiani, Royal Society of Chemistry Publishing, Cambridge) e Cucinare senza sprechi (Ponte alle Grazie) per il quale, nel 2012, gli è stato conferito il Premio Artusi.