Giallo come lo zolfo




‎ Giuseppe Di Piazza


Sinossi. Nel gennaio del 1902, sotto un sole immobile e ostile, un uomo firma un atto che non è solo una vendita: è una resa. Christopher McLoad perde l’isola di Vulcano, la più leggendaria delle Eolie, terra di zolfo e di armi, di sangue e di ricchezze che per trent’anni era stata la sua vita. Il prezzo è irrisorio, le condizioni poco chiare. Di quella vicenda, in famiglia, non si parlerà mai più. Ottant’anni dopo, mentre Palermo attraversa gli anni più bui della sua storia, il giovane cronista di nera Leo Salinas vuole soltanto una pausa, due settimane lontano dal caos della città, insieme alla fidanzata e a una coppia di amici. Ma non è il solo ad arrivare a Vulcano in quei giorni. Jamie McLoad, un giovane scozzese, ha appena ritrovato l’atto di vendita dell’isola firmato dal suo bisnonno ed è deciso a fare luce su quella storia rimasta sepolta. Quando lo sguardo di Leo si posa su un corpo senza vita riverso sulle pietre scure di Vulcano, le loro strade si incrociano. Quella scoperta trascina l’indagine oltre il presente, tra le ombre di un antico fatto di sangue di fine Ottocento, anni in cui l’isola era nelle mani dello scozzese. Due linee temporali si intrecciano: nel presente, Leo cerca di ricomporre un mosaico di indizi e testimonianze sfuggenti; nel passato, intrighi e passioni affiorano da una storia che sembra avvolta da un’antica malia. Giuseppe Di Piazza, voce autorevole del noir contemporaneo, riporta al centro della scena il suo protagonista più amato, “Occhi di sonno”: il giovane cronista di nera, nella Palermo della mattanza mafiosa, spalanca lo sguardo su ciò che rimane quando il tempo cerca di cancellare ogni traccia.


Autore: Giuseppe Di Piazza

Editore: HarperCollins Italia

Genere: Giallo, Thriller

Pagine: 240

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Gabriele Loddo


Il tanfo di zolfo arriva subito alle narici e genera sconcerto in chi non è preparato.

Le sorgenti sulfuree sommerse rendono l’acqua della baia di Levante una vasca infernale. Le temperature raggiungono i sessanta gradi, mentre soffioni pestilenziali si spargono nell’aria per diffondersi fino a mezzo chilometro di distanza: Vulcano, nell’arcipelago delle Eolie in Sicilia, è un’isola differente da tutte le altre, un paradiso singolare e, allo stesso tempo, esclusivo.

Il colore del mare cristallino, i profumi della macchia mediterranea, il silenzio rotto dal vento e dal canto delle cicale, la rendono una meta ideale per chi vuole passare giornate spensierate immerso nella tranquillità, distante dalla frenesia e dal caos della vita moderna.

Per Leo Salinas, cronista di nera, chiamato da amici e colleghi col vezzeggiativo di “Occhi di sonno”, rappresenta il luogo perfetto per staccare la spina, per dimenticare una quotidianità dove omicidi e stragi di mafia animano di continuo i suoi incubi e le ore di luce delle sue giornate.

Purtroppo, proprio quando sta iniziando a rilassarsi, tra un bagno rigenerante e un fresco zammù ordinato al bar del piccolo centro abitato, che lo spirito per l’indagine lo richiama all’ordine: Jamie McLoad, un giovane turista di origine scozzese, conosciuto solo pochi giorni prima da Leo, è scomparso tra i sentieri che conducono alla cima del vulcano.

Erede di Christopher McLoad, suo bisnonno e, in passato, unico proprietario dell’isola, il giovane straniero era impegnato a dare risposta a una serie di quesiti della storia misteriosa dell’avo: perché aveva posseduto quell’isola? Perché se n’era liberato, svendendola?

I carabinieri ritrovano il corpo di Jamie privo di vita tra le rocce polverose vicine alla vetta della montagna vulcanica. Ad ucciderlo è stato un unico colpo sfoderato con un comune coltello da cucina. Ora, spetta a Leo, più per amicizia che per senso del dovere, dare risposta ai quesiti di Jamie, trovare il movente che ha determinato la sua morte e scovarne l’assassino.

Tra i colori e i profumi meravigliosi dell’isola di Vulcano, Giuseppe Di Piazza costruisce una cornice che fa da sfondo a un giallo/thriller che si muove su due piani temporali: l’attività nella solfatara di Christopher McLoad, agli inizi del secolo scorso, e i nostri giorni attraverso le vite di Leo e di Jamie.

Il pov si alterna, passa da una narrazione in prima per cedere il passo a una terza onnisciente, ma non ci si accorge dell’artificio grazie all’abilità stilistica dell’autore che, con “Giallo come lo zolfo”, regala un nuovo capitolo agli amanti della saga del cronista Salinas.

Il testo è caratterizzato dalla fluidità della penna esperta, è originale nel plot e ricco in quei contenuti che vanno al di là del piano strettamente legato alla trama, con nozioni storiche, culturali e formative. Di sicuro, è un testo che può rappresentare una piacevole compagnia nei momenti di relax di questa estate.

Acquista su Amazon.it: 

Giuseppe Di Piazza


Ha cominciato la carriera nel 1979 al quotidiano L’Ora di Palermo. Nel 1985 partecipa alla nascita del quotidiano Reporter e nel 1986 passa a “Il Messaggero”, dove resta per quindici anni. Nel quotidiano romano è prima capocronista, poi caporedattore di Interni e Giudiziaria, editorialista, ed infine caporedattore centrale. Nel 2000 si trasferisce a Milano, come vicedirettore della multimedialità di Rcs MediaGroup, diviene poi direttore dei contenuti di Hdpnet, la società multimediale del gruppo. Nel 2002 gli viene affidata la direzione di AGR, l’agenzia di stampa radiofonica e digitale di Rcs. Nel 2003 diventa direttore del mensile Max. Dal 27 settembre 2007 fino all’8 marzo 2012 ha diretto il settimanale Corriere della Sera Magazine, poi ritornato al suo nome originario di Sette il 26 novembre 2009. Dal marzo 2012 è al Corriere della Sera come articolista e responsabile delle nuove iniziative. Da settembre 2013 a giugno 2017 è responsabile editoriale del sistema “Corriere Innovazione”[1] del Corriere della Sera. Dal primo luglio 2017 al 30 giugno 2024 è stato responsabile dell’edizione romana del Corriere della Sera. Da luglio 2024 è articolista per il Corriere della Sera. Sul sito web Corriere.it è stato titolare delle rubriche video “La Confessione” e “Controluce”. Ha insegnato per 14 anni al Master in giornalismo presso la Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM. Nel gennaio 2012 ha pubblicato il suo primo romanzo “I quattro canti di Palermo” (Bompiani), a cui sono seguiti, nell’aprile 2013, “Un uomo molto cattivo” (Bompiani), e nel settembre 2013 l’e-book “Fango – Doppia morte di un uomo perbene” (I Corsivi del Corriere della Sera). Nel gennaio 2018 è uscito “Malanottata”, romanzo edito in Italia e Francia da HarperCollins. “Malanottata” ha vinto il Premio Cortina 2018. Nel marzo 2019 è uscito il romanzo “Il movente della vittima”, edito da HarperCollins. Nel 2020 è stato pubblicato il suo romanzo “I cinque canti di Palermo” (HarpreCollins). Nel 2021 il suo saggio “L’arte di non amare” (HarperCollins). Nel 2022 pubblica il romanzo “O tu o lui” (HarperCollins), sequel di “Un uomo molto cattivo “. I suoi libri sono stati tradotti negli Stati Uniti, in Francia e in Serbia.