I delitti




‎della Casa degli orologi


Sinossi. Un gruppo di studenti appassionati di occulto, accompagnati da due giornalisti e una sensitiva, si reca nella città di Kamakura. Lí sorge un antico maniero famoso per la sua collezione di preziosi orologi e per essere, secondo le dicerie del posto, infestato dallo spettro di una ragazza, scomparsa in circostanze mai chiarite. Durante la permanenza, i visitatori organizzano delle sedute spiritiche per evocarne il fantasma e svelare il mistero intorno alla sua morte. Ma quando iniziano a indagare, uno dei presenti viene brutalmente ucciso e i sopravvissuti si rendono conto di essere intrappolati nella dimora con un killer. Riusciranno i superstiti, interpretando il ruolo dei detective, a risolvere l’enigma della «Casa degli orologi» prima che tutti gli ospiti della villa vengano assassinati?


Autore: Ayatsuji Yukito

Traduzione: Stefano Lo Cigno

Editore: Einaudi

Collana: Stile Libero

Genere: Giallo 

Pagine: 456

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Bruno Vigliarolo


Ho un rapporto ambivalente con i gialli classici, plasmati sullo schema del delitto impossibile. Se, da un lato, mi ha sempre affascinato l’ingegnosità di queste storie, dall’altro ho riscontrato spesso una certa farraginosità nello sviluppo delle trame.  Con I delitti della Casa degli orologi, il maestro del mystery giapponese Ayatsuji Yukito scardina questa dicotomia, costruendo un romanzo di altissimo livello.

Kamakura, 1989. Affiancata dalla medium Kōmyōji Mikoto e da un gruppo di studenti del Mystery club, la redazione della rivista CHAOS ha la possibilità di visitare la famigerata Casa degli orologi: un edificio commissionato dal defunto presidente della Koga Seikei, su progetto del controverso architetto Nakamura Seiji.

Volontariamente isolati e rinchiusi nella labirintica struttura del maniero, i visitatori si trovano a vivere un’esperienza straniante, scandita dal ticchettio ansiogeno degli orologi che ornano l’ambiente e dalle suggestioni indotte dalla tragica storia familiare dei Koga. Un’indagine sul paranormale che, ben presto, si tingerà di sangue e morte, tramutandosi in una trappola letale.

Un’inquietante figura incappucciata, avvolta da un saio scuro e da una pallida maschera, apparirà e scomparirà nelle stanze della casa come un fantasma. Come se porte e muri non potessero frenare il suo impulso implicabile e vendicativo. E ogni sua apparizione mieterà una vittima, alimentando un clima di terrore, spaesamento e reciproco sospetto.

La scrittura di Ayatsuji Yukito è molto puntuale, evocativa e dettagliata. Il punto di vista si sdoppia all’interno e all’esterno della casa, privilegiando la prospettiva di Kawaminami Takaaki, redattore di CHAOS, e quella di Shishiya Kadomi, scrittore di romanzi gialli a cui sarà affidata la risoluzione dell’enigma. Non mancano, poi, fotogrammi angoscianti sullo sguardo delle vittime, a tutto vantaggio di una suspense degna dei migliori thriller.

Senza anticipare null’altro, posso dire che I delitti della Casa degli orologi è un’opera solida e avvincente: un omaggio alla grande tradizione del giallo deduttivo, nonché una storia ricca di stratificazioni e colpi di scena. Una trama complessa che affonda le radici nei rancori antichi; in un odio impossibile da obliare. Imprescindibile per chi ama la narrativa mystery giapponese.

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Ayatsuji Yukito


nato nel 1960, è un autore giapponese di libri crime e horror, punto di riferimento per generazioni di scrittori. È uno dei membri fondatori dell’Honkaku Mystery Writers Club of Japan, un’associazione dedita alla scrittura di romanzi ispirati alla Golden Age dei gialli. Per Einaudi ha pubblicato I delitti della Casa decagonale (2024 e 2026), best seller in Giappone e nel Regno Unito, e I delitti della Casa degli orologi (2026).