Storie di vicini
che ammazzano

Sinossi. Gli omicidi tra i vicini di casa accadono un po’ ovunque nel mondo, anche in Paesi insospettabili, portati spesso come esempio per il tasso di criminalità pressoché inesistente. E, a meno che non si viva da eremiti, i vicini di casa sono una costante, interessano tutti. Ogni condominio ha i suoi abitanti: il tipo strano, la festaiola, il capo palazzo, ognuno con le sue manie, fobie e idiosincrasie. Chi fa rumore, anche poco, ma costante e chi non tollera che i bambini giochino in cortile. Chi stende i panni e chi coltiva le piante. Comportamenti, atteggiamenti, stili di vita che, talvolta, rischiano di urtare la sensibilità di qualcuno. Ma quando si arriva a uccidere? E chi? E come? E perché? Questo saggio offre una panoramica di casi per tentare di tracciare un quadro del fenomeno che, anche in Italia, ogni anno annovera un certo numero di vittime.
Autore: Cristina Brondoni
Editore: Murgia
Genere: Saggio
Pagine: 252
Anno edizione: 2025
Recensione
di
Giusy Ranzini
Con I delitti della porta accanto, Cristina Brondoni ci accompagna in un viaggio inquietante ma affascinante dentro un universo tanto quotidiano quanto sottovalutato: quello dei rapporti di vicinato. Un mondo fatto di confini sottili, rumori molesti, pettegolezzi e piccole tensioni che, in alcuni casi, degenerano fino al punto più estremo: l’omicidio.
Il saggio, parte della collana Criminologia e crimini, si inserisce perfettamente nella tradizione di studi che la criminologa e giornalista porta avanti da anni: un’analisi lucida e documentata dei comportamenti umani quando la convivenza forzata e la familiarità quotidiana si trasformano in terreno fertile per l’odio, la vendetta e la violenza.
L’autrice scrive con un linguaggio chiaro, diretto, accessibile anche a chi non è addetto ai lavori, ma senza mai banalizzare. L’autrice sa mantenere un equilibrio raro tra rigore scientifico e capacità narrativa, alternando riflessioni teoriche a casi reali che sembrano usciti da un film noir ma che, invece, si sono svolti dietro porte ordinarie, in condomini come quello in cui vive ognuno di noi.
I casi scelti non sono mai presentati con morbosità o sensazionalismo. Al contrario, vengono analizzati con attenzione alle dinamiche psicologiche e sociali: la frustrazione che monta nel tempo, l’incapacità di comunicare, la gestione del territorio domestico come se fosse un’estensione del sé. Brondoni mostra come l’abitudine alla vicinanza possa diventare un detonatore emotivo micidiale.
Uno degli aspetti più interessanti del libro è l’approfondimento sulla psicologia del “vicino assassino”.
Non si tratta quasi mai di persone con precedenti criminali o di profili patologici evidenti, ma di individui comuni che, spinti da rancori sedimentati e da micro-conflitti mai risolti, arrivano a un punto di rottura.
L’autrice esplora le motivazioni profonde dietro questi gesti: la percezione di invasione dello spazio personale, la perdita di controllo, il bisogno di riaffermare sé stessi in un microcosmo dove ogni dettaglio diventa motivo di contesa.
Questi delitti, non sono solo espressioni di violenza individuale, ma anche spie di un malessere collettivo, di una società sempre più chiusa e intollerante, dove il concetto di “vicinanza” perde il suo valore umano e si trasforma in un fastidio da gestire.
Il condominio è descritto come un piccolo laboratorio sociale, un teatro di relazioni in cui si giocano ruoli precisi: l’autoritario, la pettegola, il menefreghista, il giudice morale. In questa quotidianità fatta di incontri casuali sulle scale, di rumori filtrati dai muri e di sguardi lanciati attraverso il pianerottolo, si costruiscono tensioni invisibili che, a volte, trovano sfogo in tragedie inaspettate.
Ogni capitolo offre un caso diverso, analizzato nei dettagli essenziali ma con uno sguardo ampio sulle dinamiche comportamentali e culturali che lo hanno reso possibile. Brondoni intreccia così la cronaca nera con la criminologia, la psicologia sociale e la sociologia urbana, costruendo un quadro complesso e completo del fenomeno.
Il risultato è un saggio che si legge quasi come un romanzo d’inchiesta, con ritmo, tensione e profondità. Ci si trova spesso a chiedersi: potrebbe succedere anche nel mio palazzo? E la risposta, implicitamente, è sì.
Un libro che scuote e fa riflettere. Non solo perché mostra il lato oscuro della convivenza umana, ma perché ci obbliga a guardare con occhi diversi la nostra quotidianità: il rumore proveniente dall’appartamento accanto, il saluto mancato, le piccole frizioni che sembrano insignificanti ma che, a volte, nascondono abissi emotivi.
È una lettura consigliatissima per chi ama la criminologia, per chi segue la cronaca giudiziaria o semplicemente per chi è incuriosito dai meccanismi psicologici che regolano i rapporti tra persone “normali”.
Cristina Brondoni firma un saggio di grande lucidità e umanità, capace di coniugare rigore investigativo e sensibilità narrativa.
I delitti della porta accanto non è solo un libro sui crimini di vicinato: è una lente d’ingrandimento sulla società contemporanea, sulle sue fragilità, sulle crepe invisibili che si aprono proprio dove crediamo di essere più al sicuro: a casa.
Acquista su Amazon.it:
Cristina Brondoni
nata a Milano, è giornalista, criminologa e scrittrice. È consulente in casi di omicidio, suicidio e morte sospetta. Ha una rubrica sul settimanale «Giallo». Ha scritto saggi crime e tre romanzi thriller con protagonista l’ispettore Enea Cristofori. L’ultimo, L’inferno degli eletti , è stato menzionato al Premio Scerbanenco 2023 e al Premio Festival Giallo Garda 2023. Con Mursia ha pubblicato Gli angeli della morte (2024). Vive a Milano con il marito e due gatte.