Michaëla Watteaux
Sinossi. Parigi, 1925. Tra i locali di lusso, le danze disinibite nei cabaret e i cenacoli fumosi dei poeti surrealisti, la città sembra essere proiettata in una nuova era di cambiamento e benessere. Simbolo di questo rinnovato progresso è la Centrale Gutenberg in rue du Louvre, il più grande centralino telefonico di Parigi, che dà lavoro a decine di ragazze finalmente libere di esprimersi fuori dalle mura domestiche. Ma questo sogno rischia d’infrangersi quando due di loro vengono trovate brutalmente assassinate, con il volto sfigurato e coperto da una maschera simile a quelle usate dai soldati rimasti sfregiati durante la Prima guerra mondiale. Un dettaglio che induce a concentrare i sospetti sull’indiziato più ovvio: Mangrin, un reduce ferito nel corpo e nell’anima, che si guadagna da vivere come custode della Gutenberg. Tuttavia la teoria non regge allo scrutinio di Paul Varenne, un ispettore di polizia che ha provato sulla propria pelle gli orrori delle trincee e si è inimicato i superiori a causa del suo anticonformismo e della sua testardaggine. Convinto che Mangrin non sia altro che un capro espiatorio, Varenne inizia a indagare, rendendosi presto conto che quegli omicidi non sono che la punta dell’iceberg. Aiutato da Mathilde de Villedieu, una giovane e brillante psicoanalista legata a una delle vittime, Varenne si farà strada tra le pieghe più oscure della società parigina, inseguendo una verità tanto tragica quanto pericolosa, che coinvolge persino i vertici del potere. E tra loro c’è chi è disposto a uccidere pur di mantenere il segreto.
Autore: Michaëla Watteaux
Traduzione: Valentina Abaterusso
Editore: Nord
Genere: Giallo
Pagine: 365
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Antonella Di Fabio
I delitti di rue du Louvre di Michaela Watteaux è un avvincente romanzo ambientato nella Parigi dei ruggenti anni ’20 e della sua effervescente vita culturale. Le notti nei bistrot più alla moda delle vie iconiche della capitale francese sono occasione di incontro tra figure affascinanti ed emblematiche come Joséphine Baker, Kiki de Montparnasse, il misterioso Georges Simenon, Modigliani e tanti altri che danno vita a discussioni appassionate al ritmo del jazz.
Ma dietro il luccichio di questa vita festosa e ricca c’è la cruda realtà delle lotte sociali e dei soprusi sui più deboli che emerge in tutta la sua gravità durante l’indagine sull’omicidio di una telefonista della Centrale Gutenberg in Rue du Louvre.
Si apre il sipario sulla lotta per l’emancipazione femminile che vede protagoniste le telefoniste che rivendicano rispetto, diritti e parità di salario con gli uomini.
NÉ BORGHESI NÉ PROLETARIE, MA PRIMA DI TUTTO DONNE!
Si scorgono le devastanti conseguenze della Grande Guerra, la difficile situazione dei soldati sfigurati, dei soldati feriti nel corpo e nella mente.
Sono stati lasciati soli dallo Stato, senza pensione né sussidi, e sono ridotti alla stregua di mendicanti o emarginati. Li chiamano ’musi rotti’, si rende conto? Né facce né visi, ma musi, neanche fossero bestie.
Appaiono i primi segnali di un razzismo pericoloso che colpisce i diversi.
Gli artisti, con i comunisti, i surrealisti e tutti quei seminatori di zizzania, mettono in pericolo la democrazia. Occorre intervenire con la massima fermezza.
Si esplora la mente umana e i suoi angoli più oscuri attraverso la nascente psichiatria moderna dove si alternano le posizioni lungimiranti di Freud all’uso, a volte spietato, dell’elettroshock da parte di medici sadici e arroganti.
Sigmund Freud è un impostore e un truffatore, mia cara. L’inconscio è una favola menzognera. Il male è insito nell’uomo e, per combatterlo, bisogna sconfiggerlo, non comprenderlo, tantomeno con la vostra psichiatria per degenerati
Il caso della violenta uccisione della telefonista viene affidato all’ispettore Varenne, un personaggio intrigante e profondo, sempre in lotta con i suoi fantasmi legati alle ferite fisiche ma soprattutto interiori provocate dall’orrore vissuto durante la guerra.
L’uomo affoga le sue ossessioni nel lavoro, nell’alcool e nella cocaina.
Ma lui non lo faceva per dimenticare, no, lo faceva per ricordare.
Accanto a lui Mathilde de Villedieu, una brillante psicoanalista, donna moderna ed emancipata che lo aiuterà a far emergere la verità, dolorosa e scomoda.
L’indagine svela infatti un’inquietante realtà fatta di personaggi oscuri, arroganti, spietati che forti della loro ricchezza e del loro ruolo si sentono in diritto di poter decidere della sorte di coloro che, in un delirio di onnipotenza, considerano inferiori.
Un thriller storico coinvolgente dai risvolti di una incredibile attualità.
Da leggere.
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Michaëla Watteaux
è un’autrice francese nata a Stoccolma. Oltre a scrivere e dirigere documentari e film, in particolare sulla condizione femminile e sul soffitto di cristallo che ostacola le donne, insegna tecniche di sceneggiatura e regia. I delitti di rue du Louvre, suo primo romanzo pubblicato in Italia, è arrivato finalista al prestigioso Prix Maison de la Presse e ha vinto il Prix du Roman Noir Historique.