I misteri delle cantine




Carolina Invernizio


Sinossi. I misteri delle cantine. 1872, vigilia dell’Epifania. Da una bettola torinese situata fra via Barbaroux e via Bertola, esce un uomo con la faccia butterata dal vaiolo, gli occhi iniettati di sangue. Lo segue un fanciullo di otto anni con un visino patito e grandi occhi neri spauriti. Si chiama Carletto e l’uomo che lo maltratta Biante. Il ragazzo si rifugia in una cantina e trova, tra due botti, una buca dove passare la notte. All’improvviso, sente le voci di persone che stanno seppellendo il cadavere di una donna. Carletto capisce che deve stare immobile: se lo scoprissero lo ucciderebbero, seppellendolo nella stessa fossa scavata per la morta. Poi, in un lungo flashforward, si scoprono le vicende che hanno portato Fosca, la donna seppellita, alla morte, in un tortuoso e ritmato accumularsi di amori, tradimenti, ricatti, prostituzione, macabri rituali degni di Henri Landru. Un feuilleton gotico, dove oscurità, misteri e paure costituiscono la cifra di una narrazione in cui l’intreccio stesso crea il piacere della scrittura e della lettura.


Autore: Carolina Invernizio 

Editore: Capricorno Edizioni

Genere: Gotico, Noir

Pagine: 316

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Ilaria Bagnati


Siamo a Torino, nel 1872. Carletto un bambino orfano di entrambi i genitori si trova sotto la “protezione” di Biante. Egli ha preso con sé il bambino per farlo lavorare per lui, per rubare e se non esegue gli ordini lo picchia. Il bambino troppo onesto e stanco delle botte una notte fugge e si rifugia in una cantina. Qui nascosto, suo malgrado, si ritrova ad osservare due uomini che seppelliscono una bella ragazza. Il bambino a causa delle febbre viene ricoverato e perde la memoria del fatto.

La Invernizio ci catapulta in avanti negli anni, conosciamo meglio tutti i personaggi, le vicende che hanno portato Fosca alla morte. Conosciamo meglio Carletto che è cresciuto come un gentiluomo, conosciamo la famiglia Ostiglia che lo ha cresciuto, la famiglia di Fosca, Biante, Ugo Palmanova e altri personaggi importanti.

La Invernizio, maga dell’intrigo, intreccia le vicende dei suoi personaggi in maniera magistrale. Tutti sono legati tra loro da intrighi, bugie, misteri, dubbi, cose taciute e mai rivelate, tradimenti, amori corrisposti e non. Anche i colpi di scena sono tanti e rendono la lettura molto coinvolgente e movimentata.

La grande abilità dell’autrice, oltre a creare intrecci e intrighi, è quella di creare dei personaggi complessi, dalle tante sfaccettature.

Quando pensi di amare un personaggio poi fa qualcosa che ti fa ricredere, di certo non ci si annoia!

I misteri delle cantine è un grande romanzo dell’epoca, figlio di una scrittrice prolifica che merita ancora di essere letta e riconosciuta per le sue grandi qualità.

Ho molto apprezzato la scelta di mantenere il testo originale con i suoi termini dell’epoca che rendono bene l’atmosfera del tempo.

Devo fare solo un appunto sull’edizione, purtroppo ho riscontrato diversi refusi che infastidiscono un po’. 

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Carolina Invernizio


(Voghera, 1851 – Cuneo, 1916) è stata una delle scrittrici più prolifiche e di maggior successo della storia editoriale italiana: dal 1879 alla morte diede alle stampe 130 romanzi, quasi tutti usciti per Salani o a puntate su l’Opinione nazionale o La Gazzetta di Torino. Regina del feuilleton a tinte fosche, è stata una delle prime autrici italiane a cimentarsi con la narrativa giallo-noir-horror. Nella collana Capolavori ritrovati è già stato pubblicato il suo Nina, la poliziotta dilettante.