Mikihiko Renjō
Sinossi. Reiko Miori, la top model numero uno del Giappone, viene trovata brutalmente assassinata nel suo appartamento di lusso. Tutte le prove conducono al dottor Sasahara, ex fidanzato della donna. Tuttavia, l’uomo si dichiara innocente e, prima di essere arrestato, affida al suo assistente, Hamano, una missione cruciale: trovare il vero assassino tra una lista di sette persone che nutrivano un profondo odio nei confronti di Reiko. L’indagine di Hamano prende una svolta sconvolgente quando, uno dopo l’altro, tutti e sette i sospettati confessano l’omicidio. Ogni confessione è dettagliata e combacia perfettamente con le prove rinvenute sulla scena del crimine… Chi è il vero assassino?
Autore: Mikihiko Renjō
Traduzione: Daniela Travaglini
Editore: Newton Compton Editori
Genere: Giallo
Pagine: 320
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Salvatore Argiolas
“E’ del poeta l’fin la meraviglia” scriveva nel Seicento il cavalier Marino, massimo esponente della poesia barocca e seguendo questa linea di pensiero si potrebbe dire che il fine dei giallisti sia, citando una celebre pubblicità quello di “stupire con effetti speciali”.
A questo compito, a cui si sono attenuti nel tempo grandi giallisti e sbiaditi epigoni, si è conformato anche Mikihiko Renjō, autore dello straordinario thriller “I sette assassini di Reiko Miori” dove l’aspetto di incredulità viene comunicato dal fatto che sono ci sono sette persone, ognuna indipendentemente dall’altra, che ammettono di aver ucciso la giovane top model Reiko Miori, che è diventata una figura di primo impatto nell’immaginario collettivo nipponico.
I sette personaggi sono quelli che la stessa Miori ha accusato di volerla uccidere e sono quelli che le hanno stravolto la vita.
“Cinque anni fa. L’uomo che mi ha sfigurato il volto in un incidente ha spesso tutta la sua fortuna per portarmi a New York, dal chirurgo plastico migliore al mondo, a condizione che non lo denunciassi mai alla polizia. Mi ha dato un viso più bello di prima. Un giorno, un famoso fotografo. Colpito dal mio nuovo viso mentre passeggiavo, mi ha portato nel suo studio e mi ha messo davanti all’obiettivo. Poi, dicendo che un trucco diverso mi sarebbe stato meglio, mi ha spalmato rossetto e ombretto su tutta la faccia.
Un altro giorno, una famosa stilista mi ha avvicinato dicendo che aveva visto la mia foto su una rivista. Mi ha vestito con un abito da lei disegnato e mi ha portato in passerella. Un altro giorno un altro stilista emergente con un viso perfetto come una statua greca mi ha portato a Parigi e mi ha venduto al suo amante, uno stilista gay di fama mondiale.
Un altro giorno, una modella più grande di me, altrettanto famosa, mi si è avvicinata con un sorriso amichevole, dicendomi: “Diventiamo amiche”, e mi ha esortata a farmi tatuare una farfalla sul seno sinistro, proprio come la sua.
E ancora un altro giorno, il giovane presidente di un’azienda tessile mi ha invitata in un hotel e ha comprato il mio corpo con una mazzetta di banconote da cento milioni di yen. (…) E poi, un altro giorno, una giovane produttrice di casa discografica ha detto che la mia voce era come miele e mi ha fatto cantare una canzone scadente, trasformando anche la mia voce in denaro.
Per fare a pezzi il corpo di una donna e divorarne la carne bastano sette mani e sette bocche.”
“Ci sono due grandi tragedie nella vita. La prima è desiderare ciò che non si può avere…la seconda è ottenerla” sosteneva Oscar Wilde e la tragedia della vita di Miori è stata proprio di trovare il successo in un mondo in cui la difficoltà sta nel mantenere la propria personalità ed evitare di farsi travolgere dallo show business come è capitato alla giovane e sfortunata giapponese.
Questo è il tema principale che si innesta alla trama gialla per dare un risvolto di grande impatto, quello delle ragazze illuse da qualcuno che le prospetta un futuro luminoso e che invece diventa prigioniera di un mondo dove la falsità e la manipolazione sono all’ordine del giorno, come episodi che hanno fatto sensazione hanno testimoniato.
Miori accusa queste sette persone di volerla uccidere e quando viene trovata avvelenata prima un suo fidanzato poi tutti gli altri confessano di averla uccisa.
Come scrisse il grande giallista francese Claude Aveline
“la storia poliziesca è una storia che ricomincia dalla fine. Se c’è un romanzo che si presta ad essere riletto, questo, contrariamente all’opinione generale, è il romanzo poliziesco. Il lettore ha seguito un indagine mettendosi nei panni dell’investigatore. Ebbene, ora può riprenderla, non più con gli occhi dell’autore, ma con quelli del criminale. Con gli occhi, il cuore, le viscere del criminale.”
e questo è tanto più vero nel caso de “I sette assassini di Reiko Miori” in quanto il lettore deve abbandonarsi al fluire della trama, tanto particolare quanto complicata per poi riprendere in mano il libro, trovando il bandolo della matassa che si era aggrovigliata, per dare senso a una vicenda molto originale e rimette in ordine tanti fatti che sembravano slegati ma invece erano legati da un filo logico molto robusto.
Naturalmente a una seconda lettura approfondita si notano varie increspature nella trama e inoltre, essendo un romanzo giallo, la soluzione dovrebbe essere trovata dagli investigatori, secondo quello che S.S. Van Dine teorizzò nelle sue “Venti regole per scrivere romanzi polizieschi” ma qui invece… sarà compito del lettore scoprire.
“I sette assassini di Reiko Miori” è una storia di inganni, sotterfugi e manipolazioni, pervasa da una nebbia ingannatrice che rende difficile capire chi davvero abbia ucciso la giovane indossatrice Miori.
Acquista su Amazon.it:
Mikihiko Renjō
(1948-2013) è stato uno degli scrittori giapponesi più celebrati, vincitore del Naoki Prize. Il suo stile privilegia l’eleganza letteraria, integrando al tempo stesso complesse architetture narrative e audaci meccanismi di trama. Fondendo temi narrativi classici con misteri di straordinaria complessità, Renjō è stato associato alla cosiddetta “Neo Scuola Estetica” del crime giapponese, caratterizzata da una prosa raffinata e sensuale unita a costruzioni narrative coraggiose, talvolta scioccanti. La Mystery Writers of Japan ha riconosciuto le sue opere come «una rappresentazione indiscutibile del più alto livello raggiunto dal mystery giapponese». “I sette assassini di Reiko Miori”è considerato uno dei suoi thriller più importanti e simbolici.