I vedovi




Pierre Boileau

Thomas Narcejac


Traduttore: Giuseppe Girimonti Greco, Ezio Sinigaglia

Editore: Adelphi

Genere: Giallo

Pagine: 172

Anno edizione: 2025


Sinossi. Quando si varca la soglia di una delle storie costruite, con abilità diabolica, da Boileau e Narcejac, si prova sempre una lieve inquietudine – che però, com’è ovvio, fa parte del piacere della lettura. Sappiamo, infatti, che verremo trascinati in un gioco perverso e saremo le consapevoli e appagate vittime di quei due temibili creatori di angosciosa suspense, capaci come pochi altri di tenerci inchiodati alla pagina così come di infliggere un tormento dopo l’altro ai loro protagonisti. Che sono sempre, a ben vedere, uomini – in genere irresoluti, inconsistenti, spesso infantili – che si ritrovano prigionieri di un ingranaggio infernale, al quale, per quanto si dibattano, non riescono a sfuggire. E che, soprattutto, a poco a poco smarriscono la capacità di percepire la differenza tra la realtà e le proprie farneticazioni. E quale sentimento umano si presta meglio a mettere in moto un delirio se non la gelosia? Sarà appunto la gelosia, una gelosia furibonda, autoalimentata, incontrollabile, a condurre all’omicidio il protagonista dei Vedovi – titolo che solo alla fine del romanzo svelerà il suo ambiguo significato. Ma attenzione: l’omicidio non è che l’inizio – il bello deve ancora venire.

 Recensione

di

Matilde Russo


Nella Parigi degli anni Sessanta vivono Serge e Mathilde, scrittore e attore lui, modella lei. 

Serge è divorato dalla gelosia per la bellissima moglie, la segue, le fa domande, le controlla il contachilometri dell’auto, ingaggia un investigatore.

L’ansia sale, pagina dopo pagina e la gelosia di Serge diventa paranoia, finché, lui, quasi certo dell’infedeltà della moglie compra un’arma. Nel frattempo Serge vince un premio per il suo ultimo libro, inviato in maniera anonima ad un concorso, e succede l’incredibile, un altro si prende i meriti del suo lavoro. 

Questo romanzo è un’indagine intima, psicologica, una discesa oscura nella mente del protagonista. Non si può che continuare la lettura increduli per le scelte che Serge compie, per gli incontri che fa e per come decide di reagire alle varie situazioni.

Pagina dopo pagina si legge della sua gelosia, di come i suoi dubbi aumentino, di come il suo autocontrollo viene sempre meno. I capitoli non sono eccessivamente lunghi, le frasi sono brevi, spezzate, il ritmo è incalzante. Mentre l’inquietudine sale si prosegue rapiti nella lettura fino all’incredibile colpo di scena finale, che giunge totalmente inaspettato. 

Un libro veramente accattivante, dal ritmo serrato, che tiene incollati alle sue pagine e dove solo alla fine si comprende il perché del titolo. Un’opera magnifica.

Acquista su Amazon.it: 

Pierre Boileau, Thomas Narcejac


Orientato verso una carriera commerciale, Pierre Boileau è tuttavia attratto sin dall’infanzia dalla letteratura poliziesca e parallelamente ai vari impegni lavorativi scrive racconti che pubblica su quotidiani e periodici. Nel 1938 vince il Prix du Roman d’Aventures. Dopo la guerra conosce Thomas Narcejac.Thomas Narcejac e Pierre Boileau iniziano a collaborare nel 1948. La loro produzione conta più di quaranta romanzi (fra noir, gialli per ragazzi e rifacimenti di Arsène Lupin), quattordici collaborazioni cinematografiche (romanzi adattati e sceneggiature originali – fra le altre, quella con Alfred Hitchcock per La donna che visse due volte, tratto dal loro romanzo D’entre les morts, e quello con Henri-George Clouzot su I diabolici da Celle qui n’était plus). Da ricordare, infine, il saggio a quattro mani Le roman policier, indispensabile per chiunque voglia avvicinarsi al mondo di questi due autori.