Joan Samson
Sinossi. I Moore vivono in una fattoria nella comunità rurale di Harlowe, New Hampshire, dove la tradizione è legge e la corrente elettrica è un lusso. L’erba del pascolo da tagliare, il mais e le patate da coltivare, le vacche da mungere: la vita di John e Mim è scandita dal duro lavoro delle braccia, mentre la piccola Hildie cresce sotto il loro sguardo amorevole e la madre di John, indurita dall’artrite, è ormai incastonata nel divano davanti alla tv. È un’esistenza di semplici abitudini che si ripetono immutate, fino al giorno in cui in paese arriva Perly Dunsmore, un banditore d’asta. Dicono che abbia girato il mondo, Dunsmore, ma ora si è fermato proprio qui, sistemandosi nella casa più bella del paese, dove per altro è avvenuto l’unico omicidio che Harlowe ricordi. Elegante e suadente nei modi, il banditore – ha fatto sapere – organizzerà aste per raccogliere fondi da destinarsi alla polizia locale. La gente di Harlowe, tutta, è caldamente invitata a offrire anticaglie in disuso, anche cose da poco: in fondo che costa? Le aste si susseguono sempre più frequenti, finché gli abitanti si ritrovano senza più nulla da dare, se non le cose da cui non si separerebbero per nessuna ragione al mondo. Ma Dunsmore, spalleggiato dalla polizia di giorno in giorno più arrogante, non desiste dal chiedere e non tollera rifiuti. E chi si ribella non per forza sarà salvo.
Autore: Joan Samson
Traduzione: Christian Pastore
Editore: Neri Pozza
Genere: Horror
Pagine: 336
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Ilaria Bagnati
Siamo ad Harlow, una piccola cittadina rurale del New Hampshire. Qui tutti si conoscono, lavorano nei campi, si recano in città per compiere qualche spesa e per andare alla posta o dal dottore. Sono tutti legati alle loro tradizioni, alle loro proprietà e alla famiglia. I Moore sono proprietari di una fattoria con un bel appezzamento di terra.
La famiglia è composta da Mà, il figlio John, la nuora Mim e la nipotina Hildie. Vivono un po’ lontani dalla città ma grazie anche allo sceriffo pettegolo non si perdono le notizie sui loro concittadini.
Vengono anche a sapere dell’arrivo di Perly Dunsmore, un banditore d’asta che ha girato il mondo e dal fascino indiscutibile. La sua idea è quella di fare un’asta per aiutare la polizia e magari nominare un vicesceriffo.
Nessuno si tira indietro, tutti donano qualcosa e lo fanno senza problemi. Poi le richieste aumentano, ogni giovedì Dunsmore e i suoi aiutanti vicesceriffi si presentano a casa a chiedere qualche donazione per una nuova asta.
All’inizio i cittadini di Harlowe sono felici di liberarsi di qualche anticaglia poi però le richieste si fanno troppo pressanti, le minacce a chi non vuole donare non sono troppo velate e ci si libera anche di quello a cui si è più affezionato.
I Moore non vogliono arrendersi, non vogliono darla vinta a Dunsmore così come altri cittadini di Harlowe, molti si chiedono se sia meglio scappare o sia ora di ribellarsi.
La Samson ha creato un gran bel romanzo, all’inizio tutto fila liscio poi dall’arrivo di Dunsmore la tensione è crescente, si taglia con il coltello. Dunsmore si scopre presto un demonio, un lupo travestito da agnellino, un incantatore di serpenti, tutto quello che tocca si trasforma in oro fino a quando qualcuno capisce la sua vera natura.
Il banditore è stato scritto nel 1975 e purtroppo è l’unico romanzo della Samson. Il libro fa molto riflettere anche sulla situazione politica attuale americana, le similitudini sono diverse.
Il banditore è un romanzo inquietante, un horror che però non rientra nei canoni tradizionali del genere, qui l’orrore nasce dalle persone, dalla loro normalità, dalla loro voglia di prevalere, di comandare, di sottomettere.
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Joan Samson
(1937-1976), nata in Pennsylvania, ha studiato al Wellesley College, si è laureata alla University of Chicago nel 1959 e alla Tufts University nel 1968. Ha insegnato a Chicago, Newton e Londra. Il banditore, pubblicato poche settimane prima della sua morte avvenuta nel 1976, è il suo primo e unico romanzo.