Il bevitore di tè




‎ Michele Fioroni


Sinossi. Richard Parnasi, lobbista con solidi legami nei palazzi del potere italiano, arriva in Marocco per negoziare un accordo destinato a cambiare gli equilibri economici mondiali: una tecnologia rivoluzionaria in grado di garantire accesso illimitato alle terre rare, le materie prime strategiche su cui si combatte la nuova guerra fredda globale. Ma mentre Roma, Rabat e le grandi potenze si muovono dietro canali diplomatici invisibili, qualcuno ha deciso che quell’accordo non deve essere firmato. Un aristocratico andaluso con interessi nei traffici del Mediterraneo, un oligarca russo legato al settore energetico di Mosca e una donna dal passato indecifrabile orchestrano una manovra clandestina capace di destabilizzare governi e mercati. Quando sua moglie Anna scompare nel cuore della medina di Marrakech, Parnasi capisce di essere entrato in un gioco molto più grande di lui. Tradito da uomini delle istituzioni e braccato da servizi segreti paralleli, dovrà muoversi fra intelligence, finanza e potere dove ogni alleanza nasconde un doppio fondo. Tra il Marocco, San Pietroburgo e l’Andalusia, si combatte una guerra silenziosa per il controllo delle risorse che decideranno il dominio del XXI secolo. E quando tutto sembrerà perduto, dal passato riemergerà un uomo che conosce le regole invisibili di quel mondo. Un uomo che beve solo tè.


Autore: Michele Fioroni

Editore: Baldini+Castoldi

Genere: Legal thriller, thriller politico

Pagine: 348

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Marina Toniolo


‘Il bevitore di tè’ è un gustoso e sapiente legal thriller.

La conoscenza dell’autore degli ambienti descritti è più che evidente, risulta solo un pochino ostico per i non addetti ai lavori.

Subito, leggendo, si incontra la figura del protagonista, Parnasi:

Era un uomo abituato a essere spedito in qualche parte del mondo per concludere accordi e creare apportunità, l’ozio lo logorava. Quando non aveva una meta, diventava insofferente, e quell’inquietudine finiva per esplodere nei dettagli più banali”.

Uomo concreto che viene incaricato di trattare con il governo marocchino per la concessione di una miniera. La Geotech è l’impresa familiare italiana che ha brevettato una nuova tecnologia di estrazione e viene descritta come legata al territorio e ai dipendenti: un’azienda del Nord, costruita sulla visione di un uomo e che spesso i figli non riescono a comprendere. Qui entra in campo anche un altro fattore: una donna fatale dell’est Europa che ne circuisce uno per sottrarre il brevetto e la gestione aziendale.

Michele Fioroni mescola geopolitica, innovazione e giallo con un tocco di originalità che rende la lettura estremamente piacevole e scorrevole. Grazie allo spunto delle terre rare il lettore può captare le diverse sfumature presenti nei palazzi governativi e non, perché il controllo parte sempre dagli alti livelli fino alla gestione degli esecutori.

Il tempo è comunque la più preziosa delle risorse poiché permette di accelerare o rallentare gli avvenimenti. Tutti i protagonisti necessitano di tempo per risolvere le situazioni o per muovere le loro pedine sulla scacchiera globale.

Nel romanzo sono presenti dei dettagli che stonano, ultimo un luogo di incontro che è diverso da quello indicato e che crea un pò di confusione.

La figura più interessante è sicuramente il bevitore di tè, uno 007 inglese che incrocia la strada di Parnasi e la aggancia per la sua personale vendetta.

Quello che rimane alla fine è la sensazione di essere entrati in un mondo particolare e pericoloso dove gli interessi mondiali prevaricano quelli personali: un mix perfetto per l’estate.

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Michele Fioroni


ha attraversato mondi diversi – l’università, l’impresa, la politica – portando sempre con sé la stessa curiosità per ciò che muove il futuro: la conoscenza, la tecnologia e il buon governo. È stato assessore alle Politiche economiche e dell’innovazione della Regione Umbria e coordinatore della Commissione delle Regioni. Consulente del Dipartimento per la Trasformazione Digitale della presidenza del Consiglio dei Ministri, è anche autore di saggi di marketing e innovazione. Ma è nella narrativa che ha trovato il luogo dove tutto si intreccia. I suoi thriller esplorano le zone d’ombra della geopolitica e della tecnologia, con la consapevolezza di chi quei meccanismi li conosce dall’interno. ‘L’analista’, pubblicato da Baldini+Castoldi nel 2025, ha ricevuto ampi consensi dalla critica. ‘Il bevitore di tè’ è il suo quarto romanzo.