Daniel Silva
Il capolavoro rubato è una spy story appassionante, che esplora il lato oscuro del mondo dell’arte, tra commercianti senza scrupoli, avidi trafficanti e finanzieri spregiudicati.
Sinossi. Gabriel Allon ha da poco iniziato a lavorare al restauro di un prezioso Tiziano conservato a Venezia, quando scopre il corpo di una donna misteriosa che galleggia nelle acque della Laguna… e si ritrova coinvolto in una disperata corsa per recuperare un capolavoro perduto che potrebbe essere nientemeno che di Leonardo da Vinci. Il dipinto, il ritratto di una bellissima fanciulla attribuito erroneamente a un artista sconosciuto e nascosto sotto un quadro insignificante, si trovava in un deposito dei Musei Vaticani da oltre un secolo, e quando una notte è scomparso durante una strana interruzione di corrente, nessuno se ne è accorto. Gli unici a saperlo sono gli spietati mafiosi e i finanzieri che hanno commissionato il furto… e la misteriosa donna morta a Venezia. Una donna senza nome. Una donna senza volto. Chiamato a risolvere questo crimine apparentemente perfetto, Gabriel Allon segue le tracce del dipinto rubato, in una corsa all’ultimo respiro che lo porta dalle gallerie d’arte e dalle case d’asta di Londra fino a un’enclave di inimmaginabile ricchezza sulla Costa Azzurra, per poi concludersi con un crescendo sconvolgente in Piazza San Pietro, dove un papa è in bilico tra la vita e la morte.
Autore: Daniel Silva
Traduzione: Seba Pezzani
Editore: Harper Collins
Serie: Gabriel Allon #25
Genere: Thriller
Pagine: 416 p., R
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Loredana Cescutti
“Un’ultima avventura ad Amsterdam?
Perché no?
Potrebbe finire in modo disastroso, sai.
Gabriel sorrise mestamente. – Le migliori finiscono sempre così.”
Non so come dirmelo, sono arrivata al libro numero dieci letto da me di Daniel Silva, ma lui ne ha scritti, con questo, ben venticinque con lo stesso leggendario personaggio.
Una figura, mitologica, se vogliamo, nella serie, che negli anni ha assecondato il passare del tempo e si è plasmato e adeguato al ritmo delle stagioni, che sono andate avanti di pari passo alla crescita dei suoi figli.
“… lui era noto in tutto il mondo dell’arte per la delicatezza del suo tocco. La sua ambizione era di andare e venire senza farsi vedere, di lasciare il quadro come lo aveva trovato, restituito però alla sua gloria originale.”
Certo, è sempre una ex spia, anzi la punta di diamante dello spionaggio e non solo, che non ha mai smesso di tenere all’erta i sensi ma, ora, ha anteposto il sé che era stato prima alle missioni rischiose.
O almeno ci prova, anche se…
… anche se oramai si è ritirato con la sua famiglia in un bel appartamento veneziano con vista, e si guadagna da vivere come restauratore abilissimo, alle dipendenze della moglie, di tanto in tanto i guai lo vengono a cercare sotto forma di favori.
Favori un po’ più elaborati dell’andare a fare la spesa o prestare una macchina.
E quando un amico chiama lui c’è.
Sempre.
“Una spia sarà sempre una spia. Non è così che si dice?
Non sono una spia, Amelia. Sono il direttore della sezione dipinti della Tiepolo Restauri di Venezia.
Tutto lì?
A volte, nel tempo libero, aiuto la polizia a risolvere crimini d’arte.
Sta lavorando a qualcosa di interessante attualmente?
A un’indagine su un omicidio, in effetti.”
Ciò che da sempre amo di questo personaggio, è sicuramente lo humor che lo contraddistingue anche nei momenti più pesanti e la coerenza che non lo fa mai incedere, anche davanti a decisioni estreme.
La mano non trema, il pensiero è veloce e un’idea, anche quella di scorta, non manca mai
E naturalmente, a rendere ogni libro più accattivante, soprattutto da quando la spia è andata “in pensione”, è sicuramente quell’atmosfera da stangata irriverente, che lascia con un palmo di naso l’avversario.
La scrittura di Silva si conferma unica nei modi, familiare e accogliente.
Certo, è un thriller quindi ahimè il morto ci scappa, non rientrerebbe in quel genere altrimenti ma vi è tutto il palcoscenico costruito attorno ad essere veramente interessante ad ogni nuovo capitolo.
“Non devi mai far sapere al tuo avversario che cosa stai escogitando.”
Una commedia tragica con uno spazio per l’ironia che invoglia a proseguirne la lettura.
A ogni romanzo, l’autore inoltre si premura di sottolineare ciò che non prende totalmente spunto dalla realtà o che lui ha rimescolato all’interno del suo mondo e, nonostante tutto, si dimostra abilissimo nel rendere ogni cosa più che realistica, in modo caricaturale, spiegandone pure i motivi.
Sempre con eleganza e mai in modo diretto e offensivo.
Leggere Silva si rivela sempre estremamente piacevole, poiché il ritmo è dettato, come in questo frangente, dalla “missione” del momento da portare a termine che mai come nell’ultimo periodo, si rivela come una “truffa” a fin di bene, nei limiti, poiché sempre perseguita con le forze della giustizia.
“… avrebbero rubato il dipinto. Lo avrebbero fatto sparire nello stesso modo in cui il fumo si perde nell’aria.”
L’atmosfera immersiva nel mondo dell’arte che da un po’ avanza, qui è decisamente impattante, i singoli passaggi destinati al restauro di un’opera d’arte ti vengono fatti quasi “vivere” attraverso le parole dei personaggi, le loro sensazioni e percezioni.
L’odore della pittura e delle sostanze utilizzate per operare in quell’ambiente in qualche modo ti sfiorano il naso, lasciandoti inebriato dalle percezioni olfattive e da quella sensazione di solitudine ricercata, di cui il restauratore di nostra conoscenza fa incetta, per sentirsi a suo agio e un tutt’uno con la tela.
Venezia poi, per chi la conosce, appare come una seconda casa ove rifugiarsi in tranquillità nella storia e in questo caso, nelle storiche avventure della spia più famosa del mondo, che al suo solito ci porterà a spasso per mezza Europa, prima di trovare pace nel suo rifugio.
Nella sua casa.
Come avrete intuito, le tematiche saranno incentrate prevalentemente sul mondo dell’arte ma qui, saranno accompagnate da interessi finanziari di dubbia provenienza e da società sicuramente intolleranti alla legge e al concetto di giustizia.
Macchine produci soldi che dell’arte, l’unica cosa che riconoscono è il guadagno che può nascondersi dietro una certa opera e passano sopra a tutto e tutti, letteralmente, per arrivarci.
Attrici e attori del romanzo, si confermano ad alto livello e stile, come del resto ci hanno abituati nel tempo, con un’abilità di metamorfosi e maturità che stupisce, se si pensa che li conosciamo ormai da tempo immemore.
Insomma, professionisti glamour e altamente camaleontici.
E “attori” nati.
Non sarebbe un libro degno di Gabriel Allon & Co se non ci fossero i colpi di scena finali a rinvigorire ulteriormente il finale e le aspettative per il futuro.
Loro e nostre.
E insomma, se avete voglia di passare qualche ora un po’ più leggera del solito, con una buona dose di tensione accompagnata da un bel po’ di ironia di alto livello, questo è sicuramente il romanzo che fa per voi.
Buona lettura!
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Daniel Silva
è nato nel Michigan. Si è laureato alla Fresno State University e iniziò anche un corso di specializzazione in relazioni internazionali alla San Francisco State University, lasciandolo però incompleto quando gli offrirono un posto di giornalista. Di famiglia cattolica si è convertito all’ebraismo in età adulta. Silva ha iniziato la sua carriera di scrittore come giornalista in un impiego temporaneo presso la United Press International nel 1984.