Il capro espiatorio




‎  Elisabeth Sanxay Holding 


Sinossi. Jacob Duff sembrerebbe una persona rispettabile, ma dietro quella facciata impeccabile si nasconde un uomo che beve troppo, che mente a sé stesso, che chiama “aiuto” ciò che è dipendenza..Si sente vittima della vita, eppure ha tutto: soldi, prestigio, una moglie giovane che lo ama davvero. Ma non gli basta mai. La sua natura debole e rancorosa lo rode dall’interno. L’insicurezza si trasforma in lui in rabbia, la frustrazione in pretesto per comandare, ferire, punire. E l’alcol è il suo complice: gli dà coraggio, lucidità, la sensazione di essere finalmente all’altezza.

A farne le spese è Reggie, la moglie. Ogni suo gesto, anche il più innocuo, diventa un’offesa. Ogni parola, un sospetto. Ogni silenzio, una prova di colpa. Jacob osserva, interpreta, distorce. E più beve, più la sua mente costruisce un nemico.

In questo domestic noir feroce e ambiguo, il protagonista scivola in una spirale paranoica che lo trasforma in qualcosa di più oscuro: un uomo che non vede più la realtà, ma solo ciò che teme. E ciò che teme, alla fine, gli costerà caro.


Autrice: Elisabeth Sanxay Holding 

Traduzione: Paola De Camillis Thomas 

Editore: Edizioni Le Assassine

Genere: Giallo classico

Pagine: 215

Anno: 2026

 Recensione

di

Fiorella Carta


Jacob Duff sembrerebbe una persona rispettabile. Sembrerebbe. È così che inizia la sinossi, è così che noi lo conosciamo. Vedovo, risposato con Reggie, che improvvisamente non soddisfa più i canoni della perfetta padrona di casa e con un figlio di nome Jay. Trascorre la sua vita in periferia, rimpiangendo la città di New York.

La storia è un crescendo di disagi che il nostro protagonista all’inizio prende sotto gamba, cosa vuoi che sia un drink alle 9:30 del mattino, però queste soste al bar iniziano ad aumentare, condizionate anche dall’ insoddisfazione riguardo la sua vita personale e viceversa. La sua mente inizia a muovere degli ingranaggi troppo complicati, ricchi di ansia, di sospetti, di pretese, di insicurezze.

Tutto questo non rimane solo nella sua testa, ma scatena una serie di conseguenze irrimediabili nella sua esistenza e in quella di chi gli sta accanto. Jacob Duff è un ricco borghese che conduce una vita normale e la sua irrequietezza lo porta a diventare un potenziale assassino.

La storia è ritmata, lineare e segue un flusso di coscienza di pensieri sempre più malsani. L’autrice crea una grandissima tensione:  trasmette l’ansia, trasmette l’incoerenza, le dicotomie di un uomo che sta affondando nelle sabbie mobili create dalla sua stessa mente e traslate nella realtà.

Elizabeth Sanxay Holding ha vissuto negli anni d’oro di quello che poi diventerà per noi italiani il “giallo classico”. L’essere Incoronata migliore scrittrice di suspense da Raymond Chandler dà la conferma della sua capacità di trattenere il lettore, imprigionarlo all’interno delle sue storie, fino alla fine.

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Elizabeth Sanxay Holding


è nata nel 1889 a New York, dove ha vissuto e studiato. Nel 1913 sposa George Holding, un diplomatico inglese. Con lui vive in diversi Paesi del Sud America. Inizialmente scrive romanzi rosa, ma con la crisi del ’29 passa alle stori gialle, più remunerative. Tra il 1929 e il 1954 ne scrive 18, più diversi racconti per le varie riviste. Nel 1949, Raymond Chandler acclamato scrittore dell’hard-boiled, la incorona migliore scrittrice di suspense. Muore a New York nel 1955