Il cielo è immenso




Feurat Alani


Sinossi. Pilota eccezionale, nel 1968 il giovane Adel parte dall’Iraq verso l’Urss per iniziare un addestramento speciale sui MiG. Tornato in patria, continua la sua carriera prestigiosa nell’Aeronautica fino al giorno in cui, durante un’esercitazione pubblica, scompare in volo. Trent’anni dopo, suo nipote Taymour è ossessionato dal mistero che ammanta la figura dello zio, sulla cui scomparsa aleggia l’ipotesi della diserzione e del tradimento. Lottando contro il silenzio dei parenti, Taymour cerca risposte in alcuni taccuini dello zio, tra le foto di Adel a bordo del suo MiG-21 fino al coinvolgimento di un programma televisivo, una sorta di Chi l’ha visto? russo. Ma l’ossessione di Taymour è davvero legittima? E tutti i segreti di famiglia davvero devono essere svelati? Tra le voci più promettenti del panorama francese, autore pluripremiato, Feurat Alani arriva in Italia per la prima volta con un romanzo in cui dialogano in armonioso contrappunto la forza dell’azione e il peso della memoria.


Autore: Feurat Alani

Traduzione: Elisabetta Ragonesi

Editore: elliot

Genere: Narrativa

Pagine: 206

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Laura Bambini


“Avevo capito bene che non si dovevano fare domande scomode.”

Alani, autore tradotto per la prima volta in Italia, scrive un romanzo dalla trama delicata con al centro un grande segreto familiare: la scomparsa di Adel, zio del protagonista.

Quest’ultimo, Taymour, scopre dell’esistenza dello zio per bocca della madre, che da bimbo gli rivela erroneamente che un tempo aveva un fratello. Il bimbo diventa ossessionato da questa figura che da subito gli viene dipinta con un alone di mistero.

Alone che poi diventa una patina e un vero e proprio divieto: su Adel è meglio non fare domande. Tutte le figure familiari che ruotano intorno al bimbo sembrano avercela con lui perché inizia a chiedere, e il ragazzo e l’adulto che diventerà si incaponiranno su questo segreto trasformandone la rivelazione in una ragione di vita.

Molto interessanti i dialoghi con la nonna Bibi Nahda, unica della famiglia che non mostra alcuna ritrosia a raccontare del figlio, anzi, per tutta la vita aggiungerà dettagli su dettagli fino a far vacillare tutte le certezze di Taymour.

La vera domanda che accompagna la storia è se è proprio necessario rivelare i segreti di famiglia, domanda che dal particolare diventa universale e ci permette di identificarsi con il protagonista e la sua ricerca spasmodica.

Il romanzo procede a frammenti che alternano il presente, il passato del protagonista e il passato degli altri personaggi, in una struttura a matrioska che non è affatto casuale, dato che le matrioske sono oggetti importanti nella storia.

Ho trovato lo stile dell’autore molto delicato e molto coinvolgenti le descrizioni, soprattutto di Baghdad, che ho sentito come una presenza “viva”, in qualche modo, una sorta di protagonista parallela e non mera cornice.

Nonostante in alcuni punti la storia sia ripetitiva, comunque l’autore riesce a mandarla avanti attraverso dei micro-colpi di scena disseminati lungo tutto il romanzo. Non me la sento di dire di più altrimenti rivelerei tutto.

Sono rimasta piacevolmente colpita da questa prima traduzione e spero di leggere in futuro altri libri dell’autore.

Feurat Alani


Nato a Parigi nel 1980, è giornalista, scrittore e regista, impegnato da anni in Medio Oriente. Nel 2019 ha vinto il Prix Albert-Londres, il più prestigioso premio di giornalismo francese, con la graphic novel Le parfum d’Irak (Arte Éditions/Éditions Nova, 2018). È autore del romanzo d’esordio Je me souviens de Falloujah, acclamato dalla critica e vincitore di numerosi premi: Prix de la littérature arabe, Prix du Roman Version Femina, Prix Amerigo Vespucci e Prix Senghor. Il cielo è immenso è in via di traduzione in diversi paesi ed è stato finalista al Prix des Deux Magots, Prix Blù Jean-Marc Roberts, Prix Renaudot des Lycéens, Grand Prix du Roman de l’Académie française e ha vinto il Prix Le Mans-Saint-Exupéry.