Il club delle mogli




‎ dei Serial Killer


Sinossi. È un’estate torrida nella California degli anni Sessanta e tre donne hanno stretto un’amicizia improbabile. Beverley, Elsie e Margot sembrano condurre vite idilliache, ma dietro i sorrisi di facciata e le piscine scintillanti si nasconde una cruda verità: i loro mariti sono tra i più famigerati serial killer del Paese. Tra pettegolezzi di vicinato e dita puntate, lottano per costruirsi una nuova esistenza. L’ingenua Beverley cresce due bambini piccoli sotto l’ombra dei crimini del padre. L’ambiziosa Elsie è determinata a farsi un nome in una redazione dominata dagli uomini, mentre Margot, la ragazza delle feste di Hollywood, ha un debole per il margarita al mattino, nella speranza di soffocare la vergogna del tradimento del suo ex marito. Ma quando una serie di omicidi locali finisce sulle prime pagine dei giornali, queste donne, sottovalutate e ignorate, vengono catapultate in un’indagine tutta loro. In fin dei conti, chi meglio di chi ha condiviso la vita con un assassino può riuscire a catturarne uno?


Autore: Elizabeth Arnott

Editore: Newton Compton Editori

Traduzione: Eleonora Motta

Genere: Giallo, Thriller

Pagine: 352

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Giulia Manna


Un giallo al femminile non troppo arzigogolato. E’ la storia di tre donne: Beverley, Elsie e Margot, totalmente diverse tra di loro. C’è solo un elemento che le accomuna, ovvero i loro mariti sono spietati serial killer che hanno ucciso diverse donne.

Beverley è l’unica che ha avuto due figli dal marito. Cerca di andare avanti, ma non è facile. Elsie spera di scrivere un romanzo avvincente per riscattarsi, mentre Margot usa la sua bellezza e le feste per cercare di buttarsi alle spalle il passato.

Le donne sembrano ripartire con calma, ma quando avviene una serie di omicidi con vittime femminili, non riescono a non intromettersi, soprattutto Beverley.

E’ una moglie? Certo. Una donna che vive in una tortuosa dualità? Sicuramente. Una persona così vicina ad un assassino da conoscere l’odore del suo collo, il respiro del suo sonno, il fatto che il suo canino inferiore sinistro sia nero a causa di uno scontro… ma anche così vicina ad un assassino da non riuscire a fare un passo indietro e vedere la propria situazione, così presa nella banalità della propria vita da lasciarsi ingannare con facilità.

Non erano donne sottomesse. Erano donne ignare, che riponevano fiducia nei loro uomini. Donne che hanno scoperto la vera natura del loro marito in un secondo momento e la cui vita è stata ribaltata.

Beverley è la donna che ha collaborato per condannare suo marito di sua spontanea volontà. E’ una donna che non accetta che agli assassini vengano dedicati paragrafi su paragrafi, mentre alle loro vittime fugaci sussulti sulla loro esistenza, sempre che non vengano condannate per “essersela cercata” in qualche modo.

Per lei era stato straziante essere la moglie di un assassino, sperimentare la perdita di controllo della sua identità e per cercare di impedire altri delitti contro donne, arriva addirittura ad affrontare quella parte sconosciuta di suo marito che è arrivato a uccidere e ad avere il piacere di farlo.

Un romanzo al femminile che si legge in un fiato e che scava nell’universo di noi donne, della violenza e dalla dipendenza dai mariti.

Non tutte le donne ingannate sono stupide. Pensa a dieci anni fa. Le donne erano trattate in modo diverso. Viste, ma non ascoltate.

Le tre donne useranno il loro passato per cercare di fermare un serial killer.

Le cose brutte, ora ne è consapevole, non sono il modo in cui l’universo punisce chi ha commesso errori. Gli eventi negativi non accadono perchè pensiamo la cosa sbagliata, perdiamo opportunità o compiamo passi falsi. Non sono situazioni che si possono prevedere, pianificare o affrontare chiudendo a chiave le porte. Cercare di prepararsi non le renderà più facili da affrontare, quando e se si presenteranno.

Buona lettura.

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‎ Elizabeth Arnott


È una scrittrice e giornalista pluripremiata che ha all’attivo numerosi romanzi storici acclamati dalla critica con lo pseudonimo di Lizzie Pook. I suoi lavori sono apparsi su testate come «Sunday Times», «Guardian», «Telegraph» e «National Geographic». Vive a Londra con il marito e la figlia.Il club delle mogli dei serial killer è il suo primo romanzo pubblicato con la Newton Compton.