Il destino di Mary Rose




Caroline Blackwood


Sinossi. Rowan è uno storico londinese che ama starsene nel suo accogliente appartamento, svegliarsi con comodo, farsi un caffè e mettersi subito al lavoro. La vita, insomma, priva di seccature di un uomo preso innanzi tutto dai suoi studi. Di tanto in tanto riceve la visita di Gloria, un’indossatrice con cui ha una relazione. Gloria è bella, linguacciuta e piena di energia. Nutre, però, l’illusione, nefasta per lui, che il matrimonio possa dare uno scopo alla sua vita. Per riparare con un mazzo di rose a un violento litigio con Gloria, Rowan entra un giorno in un negozio di fiori di Notting Hill. Viene accolto da una ragazza, Cressida, di una bellezza incredibile, dai capelli accesi dal sole come quelli di una principessa delle favole e un viso così etereo e vulnerabile da suscitare un fascino arcano. Quasi inavvertitamente, Rowan comincia a flirtare con lei e la sera ci finisce a letto. Il maldestro rapporto che ne segue sembrerebbe porre subito fine alla storia, salvo che, trascorso qualche mese, Cressida annuncia di essere incinta. Una circostanza molesta, che Rowan decide di risolvere sposando la ragazza e allontanandola da sé in un cottage a Beckham, un lindo villaggio addormentato nel Kent. Lì Cressida si dedica interamente a Mary Rose, la piccola di salute cagionevole nata dal fugace incontro. Nei ritagli di tempo, mentre continua la sua relazione con Gloria, Rowan la va a trovare. Benché emotivamente sterile e soffocante, il rapporto con Cressida sembra aver trovato un equilibrio accettabile. Le cose precipitano, però, quando una bambina, Maureen Sutton, scompare nell’agglomerato di case popolari che confinano con Beckham. Terrorizzata per la sicurezza di Mary Rose, Cressida si comporta in una maniera sempre più inquietante, mentre gli orrori nascosti sotto i merletti e le tovaglie di una casa in apparenza perfetta affiorano inesorabilmente.


Traduttore: Isabella Zani

Editore: Gramma Feltrinelli

Genere: Thriller

Pagine: 288

Anno edizione: 2025

 Recensione

di

Katia Montanari


“Il destino di Mary Rose” è un thriller psicologico duro e concreto, che rinuncia, inizialmente, ai classici colpi di scena per concentrarsi sulla terrificante assenza di empatia.

La storia è raccontata in prima persona da Rowan, la cui voce è schietta, genuina e spietatamente cinica. 

Rowan descrive da un lato una vita coniugale vuota, fatta di apparenze e menzogne, un rapporto educato, quasi da “manuale”, privo però di vero amore. Il suo cinismo è brutale: disprezza la moglie e definisce la figlia, Mary Rose, “ottusa e timidissima”, non mostrando alcun affetto per lei.

Se il matrimonio è gelido e basato sull’assenza di sentimento, la relazione extraconiugale è descritta come puramente fisica, conflittuale e litigiosa, al limite della violenza, un continuo e logorante gioco di “tira e molla”.

Attraverso questi due rapporti diametralmente opposti, l’uno fatto di gelo, l’altro di fuoco distruttivo, l’autrice dipinge un ritratto devastante di due tipologie tossiche di relazione. 

Spicca inoltre un paradosso inquietante: la madre è dipinta come una figura interamente dedita alle cure maniacali e ossessive della figlia. Eppure, nonostante questa sovrabbondanza di attenzioni e precauzioni, Mary Rose non riesce mai a fiorire.

Anzi, appare costantemente cagionevole, fragile e quasi condannata.

Questo ossimoro tra l’amore iperprotettivo della madre e la persistente fragilità della figlia suggerisce che la vera malattia potrebbe non essere nel corpo di Mary Rose, ma celata altrove, forse proprio nella natura della loro relazione o nel mistero che circonda la loro esistenza.

La narrazione raggiunge il suo culmine quando un evento di cronaca fa crollare l’intera impalcatura di menzogne di Rowan. È il momento in cui i falsi equilibri che tenevano in piedi sia il matrimonio che la relazione extraconiugale vengono infranti. Le maschere cadono e la situazione precipita velocemente e irrimediabilmente, innescando il vero meccanismo del thriller psicologico.

Caroline Blackwood opta infine per un finale inatteso che costringe il lettore a portare in parte con sé il peso inquietante degli interrogativi sollevati.

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Caroline Blackwood


è stata una scrittrice inglese. Nata in una famiglia aristocratica britannica, era la figlia maggiore del quarto marchese di Dufferin e Ava e di Maureen Constance Guinness. Si ribellò tuttavia alla famiglia per sposare in prime nozze Lucien Freud, all’epoca pittore non ancora celebre né ricco. I suoi romanzi sono stati elogiati per la loro arguzia e intelligenza. Una delle sue opere più importanti è un romanzo-autobiografia, “Mrs Webster” (Elliot, 2014) che descrive in dettaglio la sua infanzia ricca ma infelice. Tra le altre opere, “La duchessa” , “La figliastra”, “Il destino di Mary Rose” (Gramma Feltrinelli, 2025).