Il fiore di Farahnaz




Yaprak Öz


Traduttore: Nicola Verderame

Editore: Edizioni Le Assassine

Collana: Oltreconfine

Genere: thriller

Pagine: 344

Anno edizione: 2023


Sinossi. Siamo alla fine degli anni Settanta e la Turchia attraversa un periodo di instabilità politica ed economica, ma a Kilic, zona residenziale, dove vivono ingegneri e medici in servizio nel complesso minerario adiacente alla città di Zonguldak sulla costa del Mar Nero, la vita scorre tranquilla e spensierata, tra serate al cinema, partite a canasta, balli e cene. La piccola comunità di funzionari è infatti molto unita e i rapporti di vicinato sono improntati alla massima solidarietà fino quando la moglie del direttore degli impianti minerari non viene trovata morta. Questo non sarà che il primo di una serie di eventi inquietanti che culminerà con un altro atroce omicidio. La polizia indaga, ed è pronta ad attribuire i crimini a uno sbandato del posto. Ma Yildiz, moglie di uno degli ingegneri, divoratrice di gialli e sarta per passione, non si accontenta. Da acuta osservatrice, accumula indizi che la portano a conclusioni ben diverse.

 Recensione

di

Giusy Ranzini


Il fiore di Farahnaz, è molto più di un giallo: è un affresco vivido e intimo della Turchia di fine anni Settanta, in bilico tra modernità e tradizione, turbata dalle prime crepe dell’instabilità politica ma ancora aggrappata a un’illusoria quotidianità fatta di cortesia borghese, abitudini rassicuranti e relazioni di vicinato.

Yaprak Öz, poetessa e narratrice raffinata, riesce a intrecciare con sapienza il registro del mistero con quello della memoria e del costume, dando vita a un romanzo profondamente umano e avvincente.

Siamo a Kilic, un quartiere residenziale che sembra sospeso nel tempo. Qui vivono i dipendenti del complesso minerario di Zonguldak: ingegneri, medici, dirigenti con le loro famiglie. La comunità è coesa, affiatata. La quotidianità è punteggiata da partite a carte, proiezioni cinematografiche, balli e cene condivise.

Ma questa apparente serenità viene improvvisamente sconvolta dalla morte sospetta della moglie del direttore minerario. Un evento che segna l’inizio di una catena di inquietudini, culminante in un secondo, efferato omicidio.

La tensione si fa palpabile. La polizia, forse troppo frettolosamente, sembra orientata ad attribuire tutto a un disadattato locale. Ma la vera protagonista del romanzo, Yildiz, moglie di un ingegnere e sarta dilettante, ma soprattutto lettrice accanita di gialli, non si accontenta. È lei il motore silenzioso ma tenace della narrazione.

Armata della sua intelligenza, di uno sguardo acuto e del coraggio di chi non ha nulla da perdere, Yildiz si trasforma in un’investigatrice dilettante degna dei migliori romanzi del genere. Mentre osserva, annota, riflette e cuce insieme i fili del mistero (in tutti i sensi), scopriamo con lei un sottobosco fatto di rancori, segreti e tensioni sommerse che ribollono sotto la superficie apparentemente liscia della comunità.

La scrittura di Yaprak Öz è densa e ricca di sfumature. Alterna la delicatezza dei ritratti psicologici all’incisività della cronaca, passando per momenti di lirismo che fanno emergere tutta la sensibilità dell’autrice.

Non mancano, tra le righe, riflessioni sulla condizione femminile, sul ruolo sociale delle donne, sulla solidarietà femminile che si fa, a tratti, silenziosa ma potentissima forma di resistenza. Il personaggio di Yildiz, in questo senso, incarna perfettamente la forza sommessa ma inarrestabile del pensiero critico in un contesto ancora segnato da gerarchie e silenzi imposti.

Un altro punto di forza del romanzo è la sua ambientazione. Zonguldak, con il suo paesaggio minerario affacciato sul Mar Nero, è molto più che uno sfondo: è un vero e proprio personaggio del racconto. Le miniere, le case ordinate dei funzionari, le cene eleganti, le partite a canasta… ogni dettaglio è restituito con precisione e affetto, ma anche con una certa malinconia per un mondo che sta cambiando, inesorabilmente.

Il fiore di Farahnaz è un romanzo che si legge con il fiato sospeso, ma che lascia anche spazio alla riflessione, al ricordo, alla nostalgia. È un giallo, sì, ma è anche un romanzo di formazione, un ritratto collettivo, una storia di donne, di comunità e di memoria.

Un libro che colpisce per la sua profondità e per la sua capacità di rendere universale una storia radicata in un contesto molto specifico. Yaprak Öz si conferma una voce narrativa potente e originale, capace di rinnovare il genere con eleganza e intelligenza.

Consigliato a chi ama i gialli d’autore, le storie di donne forti e intelligenti, e i romanzi capaci di raccontare un’epoca con precisione storica e cuore.

Acquista su Amazon.it: 

Yaprak Öz


è nata nel 1973. Ha frequentato il Collegio TED di Zonguldak Koleji e la facoltà di Cultura e Letteratura Americana presso l’Università di Istanbul. Ha pubblicato poesie, racconti e saggi su numerose riviste e antologie in Turchia e all’estero. Le sue poesie sono state tradotte in numerose lingue, tra cui inglese, greco e svedese. Fa parte dell’Unione degli Scrittori di Poliziesco di Turchia e del PEN International. Ha pubblicato cinque raccolte di poesia e otto romanzi, quattro dei quali hanno per protagonista Yıldız Alatan.

Nel 2019 Il fiore di Farahnaz è stato insignito del premio “Manette di cristallo” per il migliore romanzo giallo turco dell’anno.