Il Gioco dell’Assassino




Arturo Del Burgo 


Sinossi. Il corpo senza vita di Daniela viene trovato in un hotel alla periferia di San Sebastián. Aspettava il suo amante nella stanza quando è stata sorpresa da una morte brutale e violenta: ammanettata con gli occhi bendati, per simulare un gioco sessuale, e accoltellata. L’ispettrice Adriana Collante si reca sulla scena del crimine per occuparsi delle indagini. Ma lo fa anche un giornalista che ha ricevuto un’email dall’assassino con l’ora, la data e il luogo dell’omicidio. Quello che a prima vista sembrava un delitto passionale, una vendetta, diventa subito il primo di una macabra serie di omicidi narrati e pubblicati su un sito web pochi minuti prima che si verifichino. Inizia quindi una frenetica corsa contro il tempo per catturare l’assassino prima che ottenga il successo e la fama che persegue con ogni morte annunciata. Tu potresti essere la prossima vittima.

Traduttore: Elisa Leandri, Ersilia Serri, Tiziana Masoch e Monica Magnin-Prino

Editore: Newton Compton

Genere: Thriller

Pagine: 495

Anno edizione: 2025

 Recensione

di

Marco Lambertini


Il gioco dellassassino parte con un delitto inquietante – una donna ritrovata bendata, ammanettata e accoltellata in una stanza d’albergo e mantiene un ritmo serrato e costante.

La storia ruota attorno all’ispettrice Adriana Collante, una donna forte ma al tempo stesso fragile, che si porta dietro un matrimonio di quindici anni e la fatica di tenere insieme lavoro e vita privata. Accanto a lei troviamo personaggi ben caratterizzati, su tutti Igor Velasco: intelligente, brillante, ironico al punto giusto. È uno di quei comprimari che rubano la scena e ti restano impressi.

L’aspetto originale della storia è l’“assassino scrittore”: i delitti vengono raccontati in prima persona, quasi come se stessimo leggendo un libro dentro al libro. Questo espediente aggiunge inquietudine e originalità, perché ci porta dritti nella mente di chi commette i crimini.

La scelta di San Sebastián e della costa Basca fino a Bilbao, non è solo un dettaglio geografico: la città diventa una cornice viva, con le sue vie eleganti e i suoi scorci marini che fanno da contrappunto all’oscurità degli omicidi. È affascinante come Del Burgo riesca a far convivere la bellezza luminosa della costa basca con le ombre di una caccia all’assassino, creando un contrasto che aumenta la suggestione.

 I personaggi, Collante, Velasco in primis sono completi e costruiti con coerenza. Si percepisce che ognuno di loro ha una storia alle spalle, un peso da portare, una verità nascosta. A volte, però, la penna dell’autore li racconta con una certa freddezza, quasi chirurgica: questo toglie un pizzico di calore al coinvolgimento emotivo.

Il lato personale di Adriana emerge anche attraverso il rapporto con il marito, Mario Torres: un compagno presente, affettuoso e rassicurante, ma inevitabilmente in difficoltà davanti alle assenze, ai silenzi e al peso che il lavoro della moglie porta dentro casa. Questo rende la protagonista più umana e tridimensionale, con un equilibrio fragile che rischia di spezzarsi.

Tra i colleghi, spicca anche Bruno Vega, agente della Policía Nacional: determinato, instancabile, un uomo pratico che rappresenta il volto più “operativo” delle indagini. È una figura che bilancia bene il carattere introspettivo di Adriana e l’ironia di Igor, contribuendo a dare al team investigativo quella varietà di voci che rende la lettura più corale.

C’è però un aspetto che, nonostante sia necessario per lo svolgimento della trama a mio parere poi l’appesantisce : l’uso massiccio della tecnologia. Email preannunciate, crimini messi online, un assassino che sembra muoversi in rete con naturalezza assoluta… tutti elementi che aumentano la tensione ma che, a tratti, danno la sensazione di rubare spazio al fascino più “classico” del giallo.

E, in generale, l’impressione è che l’autore voglia inserire tanti, forse troppi spunti narrativi: idee forti e stimolanti, ma che rischiano di affollare la trama e di renderla meno incisiva sul piano emotivo. Ne risulta uno stile a volte un po’ freddo e poco empatico, nonostante i personaggi abbiano basi solide e interessanti.

Il tema dell’infedeltà resta comunque centrale: ogni vittima è legata a un tradimento, e il killer sembra voler “punire” chi cade in questa spirale. Ma non è solo un thriller a base di inseguimenti e colpi di scena – c’è anche un lato umano, fatto di debolezze, paure e ricerca di equilibrio.

Lo stile è scorrevole, i dialoghi sono ben costruiti e realistici. Si legge davvero in fretta, senza mai un calo di tensione.

In sintesi, Il gioco dellassassino è un thriller avvincente e originale, che mescola classico e moderno con risultati convincenti, pur con qualche sbilanciamento sul fronte tecnologico e la tendenza a mettere troppa carne al fuoco. Uno stile un po’ freddo non gli toglie valore, ma lo rende particolare: più cerebrale che emotivo.

Infine quasi all’improvviso arriva una svolta che dà forza alla storia; Del Burgo non fa sconti al lettore: il finale arriva come un pugno nello stomaco.

È duro, lascia smarriti, e proprio per questo rimane inciso dentro. Perché in fondo, come ogni buon gioco, anche questo romanzo ci ricorda che la partita più difficile non è contro un assassino, ma contro le nostre stesse ombre

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Arturo del Burgo


È nato a Pamplona nel 1979. È avvocato, socio di uno studio legale internazionale e specialista in Diritto societario. Direttore di diverse riviste giuridiche, combina la sua professione con l’altra sua grande passione: la scrittura. Il gioco dellassassino è il suo primo noir, un thriller frenetico che ha già conquistato lettori e critica e i cui diritti audiovisivi sono stati acquisiti da Filmax.