Il negozio fantasma




Un’indagine

di

Gervase Fen


Sinossi. In preda a una crisi di ispirazione, il famoso poeta Richard Cadogan decide di prendersi una vacanza improvvisa a Oxford. Ritrovandosi in una via principale nel cuore della notte, senza un posto dove dormire, incappa in un negozio di giocattoli con la porta aperta. La curiosità lo spinge ad entrare, ma non fa in tempo a scorgere il cadavere assassinato di una donna che un colpo alla testa gli fa perdere i sensi. Si risveglia la mattina seguente in un ripostiglio, ma, dopo essere riuscito a fuggire e ad avvisare la polizia, scopre che il negozio di giocattoli non c’è più – sostituito, a quanto pare, da un negozio di alimentari. Confuso, Cadogan si rivolge a un vecchio amico dell’Università, l’eccentrico professore e detective dilettante Gervase Fen, per risolvere il mistero di questo negozio “fantasma” e del cadavere scomparso.


Autore: Edmund Crispin

Traduttore: Mariapaola Dèttore

Editore: Blackie Edizioni

Genere: Giallo

Pagine: 252

Anno edizione: 2025

 Recensione

di

Salvatore Argiolas


Nel suo saggio “The Story of Classic Crime in 100 Books” che seleziona e analizza quelli che secondo la sua opinione sono i migliori gialli, lo scrittore e critico di romanzi polizieschi Martin Edwards alla voce “Il negozio fantasma” scrive

Pochi romanzi gialli possono eguagliare il più celebre mistery di Edmund Crispin per la sua travolgente vitalità. Una situazione stravagante e apparentemente impossibile, un’ambientazione meravigliosamente evocata tra le guglie sognanti di Oxford e un investigatore dilettante che incarna la più autentica tradizione dei grandi detective, sono gli ingredienti di un classico amatissimo”.

“Il negozio fantasma” è un giallo particolare perché rappresenta bene il concetto di romanzo di genere che Bruce Montgomery, vero nome di Edmund Crispin, amava scrivere e forse leggere; un impasto ben amalgamato di ironia, humour inglese, satira sociale e trama poliziesca complessa ma alla fine logica e coinvolgente.

Questo suo libro, il più noto e citato è stato pubblicato nel 1946 ma è ambientato nel 1938 a Oxford ed è ispirato ai migliori capolavori della cosiddetta “Golden Age of Detection” come fa capire il nome stesso del suo personaggio principale Gervase Fen, che ricorda immediatamente Gideon Fell, il mefistofelico investigatore creato da John Dickson Carr.

Gervase Fen è un professore di lingua e letteratura inglese e membro del St. Christopher’s, immaginario college oxoniano, “uomo sulla quarantina, alto e smilzo, con un volto gioviale, scarno, colorito, accuratamente rasato. (…) Indossava un enorme impermeabile e un cappello fenomenale.

Il professor Fen viene coinvolto in un’incredibile indagine su un negozio scomparso e su un cadavere che appare e poi svanisce nel nulla dal poeta Richard Cadogan, suo vecchio amico che, alticcio e confuso dalle tenebre, entra in un negozio di giocattoli trovando il corpo di una donna strangolata ma quando, risvegliatosi dopo un’aggressione, denuncia il fatto alla polizia, cerca di ritrovare il luogo del delitto si trova davanti una drogheria in piena attività.

Da questo omicidio, forse veramente avvenuto o forse solo immaginato, nasce un’irresistibile avventura dove Crispin si diverte a parodiare il genere giallo, ma così facendo contribuisce a rendere ancora più ricco e variegato il catalogo della detection proposto ai lettori perché aggiunge un tono leggero e spiritoso alla trama poliziesca con una caccia all’uomo sgangherata e folle che ricorda da vicino i film comici della Keystone, con vorticosi inseguimenti e continui equivoci che danno al romanzo una robusta patina comica.

Alfred Hitchcock acquistò i diritti di questa scena per utilizzarla nel film “L’altro uomo” tratto dal thriller di Patricia Highsmith “Sconosciuti in treno”.

Sono tanti i punti di forza di questo romanzo che a distanza di tanti anni ha ancora il suo fascino, derivato anche dalla volontà dell’autore di rompere la quarta parete e coinvolgere il lettore in prima persona:

Ti è mai capitato, indifferente lettore, di tenerti aggrappato al parapetto di una giostra che gira a tutta velocità?”, citandosi anche in un’esilarante scena dove il professor Fen comincia a recitare frasi apparentemente senza senso. “Fen ci mette lo zampino” disse Fen. “Il ritorno di Fen. Sfida alla morte. Un’avventura di Gervase Fen.” (…) “Il delitto si aggira nell’ateneo” continuava Fen. “Il tocco insanguinato. Fen alla riscossa”

“Che stai dicendo?” domandò Cadogan con voce fioca e un po’ gorgogliante.

“Amico mio, ti senti bene? Stavo elaborando dei titoli per Crispin.”

La trama de “Il negozio fantasma” è complessa e apparentemente impossibile, come richiesto dal genere camera chiusa, anche se non è esattamente aderente al canone, e solo una mente analitica e logica come quella del professor Fen può districare un caso dove nessuno potrebbe aver ucciso l’ereditiera di un grande patrimonio e chi si è vantato di aver scoperto l’assassino:

“Rimarrete molto sorpresi quando ve lo dirò! Tutto così’ intricato… inverosimile. Un autentico omicidio nella stanza chiusa: proprio un “delitto impossibile” Ma io l’ho risolto. L’ho proprio risolto.”

Il climax del giallo si raggiunge quando Gervase Fen dopo aver smantellato le ipotesi investigative su un indiziato, in base sulla cronologia dei fatti, poi indica lo stesso individuo come colpevole per altre deduzioni che spiegherà con un vero colpo di scena sorprendente.

Già in precedenza il professore, detective dilettante, aveva già criticato chi non crede alle coincidenza e al caso: “Conosco i tipi come te. Sostenete che un innocentissimo incontro casuale in un libro giallo è cosa sleale, ma poi andate a strepitare ai quattro venti che all’estero vi siete imbattuti in un tale che abita nel quartiere vicino a come è piccolo il mondo.” avallando la “sospensione dell’incredulità”, vero e proprio tessuto connettivo delle detection story.

Uomo di grande cultura Bruce Montgomery, compositore di buona fama, mostra un ambiente universitario variegato e vivacissimo

Oxford, città di guglie sognanti, echeggiante di cuculi, invasa di campane (fino all’esasperazione) deliziata da allodole, tormentata da corvi e circondata da corvi.”

E anche se tanti riferimenti e citazioni che col tempo sono diventati difficilmente riconoscibili e al lettore italiano diranno poco, c’è un caldo charme nella descrizione di questa città protagonista del romanzo al pari di Gervase Fen e Richard Cadogan, poeta che richiama la figura dell’amico fraterno di Crispin Philip Larkin, citato sia nella dedica iniziale sia nel testo come

il più infaticabile ricercatore di futili analogie che il mondo abbia mai conosciuto.”

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Edmund Crispin


era lo pseudonimo di Robert Bruce Montgomery (2 ottobre 1921 – 15 settembre 1978), scrittore di gialli e compositore inglese. Montgomery scrisse nove romanzi polizieschi e due raccolte di racconti sotto lo pseudonimo di Edmund Crispin (preso da un personaggio dell’”Hamlet, Revenge!” di Michael Innes). Le storie hanno come protagonista l’accademico di Oxford Gervase Fen, professore di letteratura inglese all’Università e membro del St Christopher’s College, un’istituzione fittizia che Crispin colloca accanto al St John’s College. I romanzi gialli presentano trame complesse e soluzioni inventive, includendo esempi di “mistero della stanza chiusa”. Sono scritti in uno stile umoristico, letterario e a volte farsesco, e rientrano tra i pochi romanzi polizieschi che occasionalmente infrangono la quarta parete rivolgendosi direttamente al lettore. Crispin è considerato da molti uno degli ultimi grandi esponenti del giallo “classico”.