Nunzia Scalzo
Sinossi. “Questa famiglia raggiungerà la pace e la serenità solo quando il diavolo sarà schiacciato. Non fidarti di chi ti è più vicino, non è mai quello che sembra.” A trovare il sinistro messaggio nascosto dietro un quadro è la baronessa Giacinta Luce Di Gregorio. Nell’isolamento della sua villa immersa tra le colline di Caltagirone, la donna sta cercando di superare una serie di lutti che l’hanno colpita di recente, e adesso ecco queste parole velenose. Chi le ha scritte? Chi è il diavolo da eliminare? E cosa significa la sequenza alfanumerica in greco antico che le accompagna? È una minaccia travestita da maledizione? Per venirne a capo, la baronessa si rivolge a Bea Navarra, grafologa forense abituata a leggere la verità nelle tracce lasciate dalla scrittura. Ma l’analisi delle lettere e dei numeri dietro il quadro, e dell’inchiostro molto particolare usato per tracciarli, non basta: bisogna ricostruire l’albero genealogico della baronessa partendo proprio dalle scritture dei suoi membri perché “la carta non dimentica”. Giacinta però sembra restia a concedere documenti e informazioni. Insieme all’amico giornalista Domenico Grimaldi, a Erina, l’amica affilata e irresistibile, e grazie a una dritta di suo figlio Teo, studioso di astrofisica e buon conoscitore del deep web, Bea finisce per trovarsi al centro di una rete di menzogne che intreccia passato e presente, sangue e denaro, amore e vendetta. Analizzando ogni grafia, ogni firma, ogni carta, Bea cerca di ricostruire una sorta di mappa familiare fatta di testamenti falsi, morti sospette e segreti troppo a lungo custoditi.
Autore: Nunzia Scalzo
Editore: Feltrinelli Editore
Genere: Giallo
Pagine: 265
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Gabriele Loddo
Quando Bea Navarra varca la soglia di Villa Vanda prova la sensazione d’essere finita in un’altra epoca, in un museo arredato da orrende statue di bronzo, tappeti persiani consumati, antichi scrittoi e vetrinette decorate da dorati putti alati.
Ogni oggetto racconta di una ricchezza ormai perduta e a Villa Vanda rimane solo una profonda aura di mistero che racconta di peccati passati. A Bea sembra d’essere entrata nella tana del Bianconiglio.
L’edificio è la residenza di campagna dei baroni Di Gregorio Del Val Demone. I vecchi padroni sono ormai morti, rimangono pochi eredi a scannarsi per entrare in possesso del poco rimasto. Ora, è la baronessa Giacinta Luce Di Gregorio a dover amministrare i beni sopravvissuti alla malagestione e ai vizi della famiglia.
Giacinta convoca Bea, abilissima grafologa forense, per risolvere uno strano enigma: dietro alla tela di un quadro che ritrae un individuo nudo affetto da ginandromorfismo, è stata impressa una frase dai contenuti minacciosi. Giacinta deve capire chi l’ha scritta e il reale significato che custodisce tra le sue righe.
Il mistero diviene un’ossessione per Bea e nel suo viaggio attraverso l’analisi dei caratteri, dei tratti e delle grafie, resta irretita in un mondo fatto di complotti e di segreti intrecciati tra di loro.
Il plot è di sicuro interesse, originale nei contenuti e ricco nei tanti intrighi. La famiglia Di Gregorio Del Val Demone nata dall’immaginazione dell’autrice Nunzia Scalzo è una matrice ottimale per erigere cospirazioni, ambiguità e inganni, utili alla creazione di un giallo in grado di mantenere vivo l’interesse della narrazione e lo stato di tensione.
Quello che mi è piaciuto meno è stata la ridondanza di alcuni contenuti che ha rallentato la lettura e spezzato il climax.
Altre citazioni andavano accompagnate graficamente, come l’autrice ha fatto per la scritta sul retro del quadro: il disegno di Cecilia, sebbene sia stato descritto in più punti, necessiterebbe di essere visualizzato per poter capire fino in fondo.
Nel complesso, un giallo dalle tinte thriller di sicuro interesse.
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Nunzia Scalzo
è grafologa forense e giornalista. Nata per caso in Germania da genitori siciliani, dopo i primi anni torna in Sicilia, dove vive e lavora. Si laurea in Filosofia all’università di Catania, poi si perfeziona in Filosofia del linguaggio. La sua prima grande passione è quella per il giornalismo e la scrittura: è direttrice editoriale del settimanale regionale “I Vespri” e collaboratrice delle pagine culturali del quotidiano “la Repubblica”, edizione di Palermo. Contemporaneamente matura l’altra grande passione, quella per la grafologia forense: dal 2003 è iscritta al Tribunale di Catania e ha lavorato a migliaia di casi. Nel 2025 ha pubblicato per Feltrinelli il suo primo romanzo, La regola dell’ortica.