Il sangue degli architetti




Diego Lama


Sinossi. È lunedì mattina – maledetto, pensa Veneruso, come tutti quelli che Dio manda in terra – e il commissario ne ha già le tasche piene della vita e pure della morte quando bussano alla porta del suo ufficio: qualcuno ha ucciso l’architetto Lester Young, rovesciandogli addosso un busto di marmo dal Palazzo delle Belle Arti. Il colpevole si nasconde per forza nell’edificio, e il movente è chiaro: quel giorno si stava per assegnare l’appalto di un importante progetto cittadino, e Young era il vincitore annunciato. Veneruso concentra quindi le attenzioni sugli avversari della vittima… ma il quadro si complica in fretta, tra donne misteriose, faccendieri pieni di segreti e altri, pirotecnici assassinii. Chi c’è dietro al mistero? E qual è il movente? Veneruso scopre che la sua Napoli sta per scomparire, travolta da una trasformazione che prevede l’annullamento di interi quartieri e la costruzione di nuove aree, un orizzonte che per lui, allergico al cambiamento, equivale a un terremoto. Man mano che l’indagine proseguirà, sul palcoscenico si alterneranno amori infranti, rimpianti mai sopiti, eterni sogni di futuri più o meno possibili e tanta dolente tenerezza, tutti a consumarsi all’altare del Grande Nemico, il Tempo, che gira, gira, gira e gira, e forse, questa volta, presenterà il conto più temuto.


Autore: Diego Lama

Genere: Giallo

Editore: Mondadori

Pagg: 408

Data di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Paola Iannelli


La trasformazione urbana di Napoli raggiunge alla fine dell’800 un punto culmine, gli interessi in gioco sono molteplici, così come i progetti realizzati per iniziare a mettere le mani sulla città.

La creatività degli architetti, che sperano di veder realizzato un loro progetto, raggiunge vette altissime. Colui che però risulta il prescelto è il visionario Lester Young.

La morte di quest’ultimo, avvenuta per la caduta di una testa di marmo da un davanzale di un palazzo storico, dove di lì a poco si sarebbe declamato il progetto vincente, apre una nuova indagine per il commissario Veneruso.

Il profilo dell’investigatore, creato da Diego Lama, non aderisce a modelli ben confezionati, rappresenta invece una personalità ben lontana dall’immaginario comune. Lui è un uomo non più giovane, decisamente brutto, dal carattere borioso, dotato di un insipido cinismo, col quale condisce e dissacra tutto ciò che lo circonda.

Gli uomini che lo affiancano nelle investigazioni non sono meno brillanti, ognuno di loro ha delle peculiarità negativa che spaziano dall’aspetto fisico alle abitudini quotidiane.

Lester non è l’unico architetto ad essere ucciso, lo seguono ben altri tre, tutti morti di morte violenta. Ciò che rende la storia intrigante è l’invio periodico che il commissario riceve di alcuni pezzi appartenenti a un corpo umano.

Napoli di fine ottocento è una città che trema sotto la scure del cambiamento, capitali economici di ampio respiro sono fattore di fermento, ma anche il principio di una lotta all’ultima goccia di sangue.

Il tema ricorrente nella trama sta nella costruzione, o meglio nell’ossessiva ricerca della progettazione, la folle corsa verso un sistema che restituisca vita a progetti che altrimenti esisterebbero solo sulla carta.

C’è, all’interno del romanzo, una vena di malinconia, la consapevolezza dello scorrere inesorabile del tempo, oltre al desiderio spasmodico di essere amati. Lo testimoniano i monologhi del commissario che pur di ricevere un pizzico di amore, si rifugia nei bordelli urbani, dove si concilia con la sua desolata esistenza, per un attimo di oblio dei sensi.

Veneruso è uno dei pochi abitanti di Napoli che odia il progresso, non vede di buon occhio la trasformazione della sua città, in cambio di strutture insensate e anonime.

Lo sfregio causato da tali opere crea spazi della non inclusione, tutto è edificato a beneficio dei ricchi e, non delle persone che non assurgono ai livelli sociali alti.

L’ordine estetico o la propensione al commercio che vede il sacrificio delle comunità, proprio come è avvenuto a Napoli, che ad eccezione della strada che costeggia il lungomare, ha assistito alla conversione di ampie zone, con il conseguente spopolamento delle comunità locali.

Ogni progetto serba un meccanismo interiore, una logica che permette la corretta funzione, sarà questa la chiave di lettura che l’irascibile, quanto inconsueto Veneruso adotterà per risolvere la morte dei quattro architetti.

Amore, passione, gelosia, invidia sono il sale di questo giallo partenopeo, dove trionfano i colori, gli odori dell’ampia scelta culinaria, che definisce i contorni di una città unica la mondo, per la superba bellezza oltre agli stravaganti e originali costumi di un popolo straordinario.

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Diego Lama


(Napoli, 1964) è un architetto, giornalista e scrittore italiano, noto per i suoi romanzi gialli ambientati nella Napoli di fine Ottocento con protagonista il commissario Veneruso. Vincitore del Premio Tedeschi nel 2015 con La collera di Napoli, alterna l’attività professionale di architetto e direttore di riviste di settore alla narrativa, pubblicando con Mondadori e altre case editrici.