Il segreto dell’alchimista




IL SEGRETO DELL’ALCHIMISTA


Autore: Alfredo Colitto

Editore: Mondadori

Genere: giallo storico

Pagine: 434

Anno di pubblicazione: 2022

 

 

 

Sinossi. È il 10 settembre 1314, e Bologna freme per il passaggio di una cometa – a detta di alcuni preludio di un luminoso domani, secondo altri il presagio dell’imminente apocalisse. Mondino de’ Liuzzi, medico anatomista e accademico, sta per tenere una delicata lezione alla scuola di medicina quando in aula irrompe Rambertuccio, il capitano del popolo: un uomo è stato ucciso, ma prima di morire ha pronunciato il nome del medico, e Rambertuccio è convinto che stesse indicando il suo assassino. Mondino nega ogni coinvolgimento – in passato ha aiutato a risolvere omicidi, non a commetterli – ma Rambertuccio è irremovibile, mosso da un accanimento feroce contro l’accademico, i cui studi sui cadaveri sono ai suoi occhi un abominio. Il mistero è invece molto più fitto, e a Mondino per scioglierlo non basterà l’acume leggendario: sarà indispensabile l’aiuto del figlio Gabardine ma soprattutto di Mina, la giovane moglie che non ci sta a essere solo un bel viso da mostrare ai ricevimenti.

 

Recensione di Agnese Manzo

Medioevo, epoca oscura di speranze e di paure: nel 1314 questa fase della storia umana sta per finire ma, come un ultimo colpo  di coda, l’apparizione di una cometa che ogni sera risplende ben visibile di fianco alla luna riscalda gli animi e offre ai predicatori che si aggirano per le città italiche l’occasione per arringare la folla e istigarla alla rivolta.

A Bologna la dotta il Capitano del popolo Pellaio dei Pellai si ritrova a dover fronteggiare, in aggiunta all’inquietudine diffusa in città, una serie di omicidi rituali compiuti con modalità che fanno pensare a una setta di satanisti, o che persegue chissà quale sogno perverso: disposti a stella intorno al battistero della cattedrale, vengono rinvenuti i cadaveri di cinque uomini e due donne,  di cui nessuno conosce l’identità. Sono stati avvelenati, e appare chiaro che la loro morte è opera di qualcuno esperto di veleni e simbologie chimiche: un alchimista.

Mondino de’Liuzzi, medico e titolare di una propria scuola di medicina, già in passato ha collaborato con la giustizia per risolvere casi analoghi, è un po’ il precursore degli odierni medici legali. Del caso dei “cadaveri del battistero” non vorrebbe occuparsi, almeno così dice a sé stesso, ma con poca convinzione. L’accusa di essere l’assassino, rivoltagli da Pellaio, lo costringe  a immergersi totalmente nella vicenda e a condurre delle indagini parallele in cui, contro la sua volontà (e spesso a sua insaputa), viene affiancato dalla moglie Mina e dal figlio Gabardino,

Mina è una figura modernissima di giovane donna che, sebbene affascinata dallo studio e in particolare dall’alchimia,  non ha potuto dedicarsi a queste passioni a causa del suo sesso. Tutt’altro che rassegnata al ruolo impostole  dalla società, che la vorrebbe sola sposa e madre, Mina si avventura in indagini che richiedono un coraggio che va oltre l’incoscienza, e finisce con il trascinare il marito in situazioni pericolose ma che risultano determinanti per la scoperta dell’assassino.

Gabardino, figlio di Mondino nato da un precedente matrimonio, è un giovane dal pessimo carattere ma devoto al padre, e con mille sotterfugi si impegna a sua volta per risolvere il mistero degli omicidi del battistero.

Il cattivo carattere rappresenta un elemento che accomuna tutti i protagonisti: lo stesso Mondino, costretto a trattenere la sua irruenza per non guastare i rapporti con questo figlio “difficile”, Mina, che prova a interpretare la sua parte di angelo del focolare ma ci riesce solo per poco, dopo di che la sua natura di donna d’azione emerge con prepotenza,  Gabardino, che deve di continuo tenere a freno il suo spirito di ribellione. Queste continue lotte interiori che i personaggi intraprendono allo  scopo di ‘migliorarsi’ li fanno apparire più credibili e più umani, in definitiva più simpatici,  sia quando vincono che quando perdono queste battaglie con sé stessi.

Alle prime sette vittime, nel frattempo, se ne  sono aggiunte altre sette, anche queste segnate da un tatuaggio con un simbolo alchemico, che sembra voglia indicare a chi indaga una traccia da seguire, come in un gioco fatale.

Tra attentati mortali a cui scampa per un pelo, l’odio che gli riserva Pellaio de Pellai, di cui non conosce il motivo, e una famiglia su cui non riesce a esercitare il controllo che richiedono i costumi dell’epoca, Mondino è davvero molto provato, ma la soluzione del caso, come spesso accade, emerge proprio dal mescolarsi di tutti questi elementi.

Come in una formula alchemica.

 

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Alfredo Colitto 


(Campobasso 1958) affianca all’attività di scrittore quella di traduttore (tra gli altri, di Michael Connelly, James Ellroy, Don Winslow, Joe R. Lansdale, Tana French) e insegna scrittura creativa presso la scuola Zanna Bianca di Bologna. È noto al grande pubblico soprattutto per i gialli storici con protagonista Mondino de’ Liuzzi (Cuore di ferroI discepoli del fuocoIl libro dell’AngeloLa porta del paradiso e Il segreto dell’alchimista). Ha pubblicato inoltre Il candidatoAritmia letaleDuri di cuoreCafé NopalBodhi TreeAnno Domini e suoi racconti sono apparsi in numerose antologie. I suoi libri sono tradotti in 7 lingue e oltre 20 Paesi, e hanno ricevuto numerosi premi letterari.