Amanda Cross

Sinossi. Kate Fansler può essere considerata il prototipo della detective femminista. È la protagonista di una serie molto popolare di quattordici romanzi investigativi iniziata nel 1964 e conclusa nel 2002, professoressa un po’ supponente (non risparmia allusioni contro il maschilismo di Freud), spregiudicata, apertamente indipendente, personalità prorompente, piomba casualmente in questo suo primo caso. Una studentessa le ha chiesto di consigliarle uno psicanalista cui affidarsi. Lei fa il nome di un amico molto stimato, suo ex amante, Emanuel Bauer. Tempo dopo, però, Janet Harrison – questo il nome della studentessa – viene ritrovata uccisa proprio nello studio di Emanuel, distesa sul lettino delle sedute, trafitta da un coltello proveniente dalla cucina della casa-studio. È la moglie Nicola a ritrovare il cadavere. La polizia non può che sospettare dello psicanalista: nessuno, se non lui, avrebbe potuto colpirla mentre Janet era in quella posizione e in quelle circostanze. Ma manca il movente. Kate non riesce a crederci: troppo equilibrato Emanuel, e soprattutto troppo intelligente per un simile crimine. E poi, la vittima si rivela una ragazza circondata di misteri, del resto anche la coppia dei coniugi non manca di stranezze. Kate vi si addentra per risolvere un omicidio misterioso, un enigma che sfida l’apparenza, la logica e la psicologia. Ha un vantaggio investigativo, rispetto alla polizia che ha l’obbligo di mantenersi nei confini del probabile e dell’evidente: lei è una mente aperta, sa come affrontare le più sommerse profondità umane.
Traduttore: Adriana Bottini
Editore: Sellerio
Genere: Giallo
Pagine: 280
Anno edizione: 2025
Recensione
di
Ilaria Bagnati
Kate Fansler è un’insegnante universitaria di letteratura, è una donna libera, emancipata, indipendente e dalla forte personalità. Un giorno Janet, una sua studentessa, le chiede il nome di un bravo psicanalista e lei non esita a darle il nome di Emanuel Bauer, un suo grande amico.
Successivamente la ragazza viene trovata assassinata sul lettino del dottore, trafitta da un coltello appartenente alla cucina di Emanuel. Lo psicanalista è ovviamente il sospettato principale, d’altronde chi può aver ucciso la ragazza nella posizione tipica dell’analisi?
Kate che è molto amica di Emanuel e della moglie Nicola si mette subito al lavoro nel provare l’innocenza dell’amico. La donna si improvvisa detective, assume un ragazzo che la aiuta a indagare, si dedica anima e corpo alla sua personale indagine trascurando anche il suo amato lavoro.
Kate scopre che Janet è una ragazza molto riservata, apparentemente molto sola ma ha anche parecchie ombre e qualche segreto. Kate scopre anche che Janet non è l’unica ad avere dei segreti…
In ultima analisi è il primo libro di una serie che si preannuncia molto interessante. Kate è un personaggio con la P maiuscola, una donna che negli anni ‘60 del Novecento ha una posizione lavorativa e personale invidiabile.
Il romanzo ha un buon ritmo, con lo scorrere delle pagine i dubbi e i misteri aumentano e impariamo a conoscere e apprezzare meglio Kate.
E’ impossibile non rimanere affascinati dalla personalità di Kate che è il perno di questa storia. Io non vedo l’ora di leggere il seguito!
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Amanda Cross
(1926-2003), pseudonimo di Carolyn Gold Heilbrun, è stata la prima donna a ottenere un incarico accademico alla Columbia University. Scrittrice e attivista per i diritti delle donne, ha pubblicato saggi e romanzi tradotti in tutto il mondo. In ultima analisi (1964) è il primo dei 14 romanzi gialli con protagonista Kate Fansler.
A cura di Ilaria Bagnati