Intervista a Emilio Martini




A tu per tu con l’autore


Come è nata lidea di scrivere sotto lo pseudonimo di Emilio Martini?

All’inizio dell’avventura commissario Berté abbiamo deciso di separare i percorsi delle nostre pubblicazioni: da una parte i gialli storici (Borgia e Montefeltro) e i tanti racconti di generi diversi, dall’altra i polizieschi. Abbiamo così scelto di usare per questi ultimi lo pseudonimo Emilio – nome di famiglia e doveroso omaggio alla pirotecnica fantasia di Salgari – Martini perché ricorda il nostro cognome ed evoca un marchio italiano alcoolicamente fortunato.

Come riuscite a conciliare le vostre idee e stili di scrittura per creare ununica voce narrativa?

Lo facciamo da tanti anni e quindi ormai per noi è naturale. Il rispetto delle congenite diversità è alla base del nostro lavoro in coppia, ma ciò non toglie che discutiamo parecchio – anche briosamente – sia sulle trame sia sulla lingua, ma, alla fine, il testo risultante è frutto della approvazione e soddisfazione di entrambe.

Qual è stata lispirazione dietro la trama di Aspettando Cosetta”?

Volevamo allontanare da Lungariva il nostro commissario lungocrinito e abbiamo pensato di mandarlo in quel paradiso in terra chiamato Val d’Orcia… da lì pian piano è nata la trama o forse… sono nati prima i personaggi?  Il dubbio resta, ma non ha importanza: ogni romanzo ha una propria genesi e l’ispirazione nasce da contingenze, incontri, letture, situazioni personali. Questo in particolare è una miscellanea di diversi spunti.

Neri Guerrini è un personaggio molto complesso. Come avete sviluppato la sua personalità e il suo passato?

Dare vita ai personaggi è un po’ come manipolare l’argilla: crei una forma grezza, la modifichi, la arricchisci, a volte la trasformi finché la creta prende la forma che ti soddisfa e allora non resta che cuocerla! Neri Guerrini, ma anche gli altri coinvolti nella vicenda li abbiamo studiati a lungo dal punto di vista psicologico, così come la realizzazione dell’intreccio ci ha impegnate per alcuni mesi.

Qual è il processo creativo dietro le vostre indagini poliziesche? Consultate esperti o vi basate su ricerche personali?

Ci muoviamo con grande cautela nel mondo delle indagini. Non abbiamo competenze specifiche in campo giuridico e investigativo e quindi per noi è fondamentale il sostegno di consulenti. Ci affiancano professionisti competenti e soprattutto pazienti: si ritrovano, a ogni nuovo libro, sotto il costante fuoco di fila delle nostre domande e perplessità! Cerchiamo, nel limite del possibile e del genere ‘romanzo poliziesco’, di rispettare le procedure senza però imbrigliare troppo la fantasia con i cappi del pedantesco realismo.

Potreste darci unanticipazione sui vostri prossimi progetti o libri in cantiere?

La trama del prossimo (il sedicesimo) sta prendendo forma, ma per ora è ancora un magma primordiale, mentre i progetti a latere sono vari, soprattutto legati al mondo dei fumetti. Questa volta, infatti, in Aspettando Cosetta, il racconto finale del commissario Berté, di solito presentato in forma scritta, è stato invece illustrato da Lido Contemori e sceneggiato da Giuseppe Ciarallo, due grandi artisti del fumetto italiano. Una novità che ci ha entusiasmate e un’esperienza che vorremmo ripetere.

C’è qualcosa che vorreste dire ai vostri lettori e fan che vi seguono con passione?

Fan di Berté: finché ci seguirete… noi ci saremo! Il commissario con la coda ha ancora molte storie da raccontare… sempre che nel prossimo episodio se la cavi… visto che si troverà in grave pericolo… ma non riveliamo altro!

A cura di Giusy Ranzini

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