Alberto Beruffi

Sinossi. Venezia, notte di Halloween. Un uomo influente viene trovato morto in circostanze misteriose. Quello che sembra un caso isolato si trasforma presto in un incubo per l’ispettore Marco Pioggia e la collega Greta Vivaldi, quando una nuova scia di sangue riporta alla luce vecchi fantasmi del passato. Tra indizi criptici e omicidi rituali appare sempre più evidente che qualcuno vuole sfidare l’ispettore, imitando il modus operandi dei serial killer sui quali ha indagato. Marco si ritrova così coinvolto in una spirale di eventi che lo toccano nel profondo, costringendolo a confrontarsi con verità che credeva sepolte. Mentre i giorni scorrono, la posta in gioco si fa sempre più personale e la caccia a un nemico invisibile si trasforma in una corsa contro il tempo.
Editore: Newton Compton
Genere: Thriller
Pagine: 285
Anno edizione: 2025
Recensione
di
Marco Lambertini
La bambina nel buio è un thriller che colpisce per il modo in cui scava dentro le paure più intime dei suoi protagonisti. In questo nuovo capitolo, Alberto Beruffi offre una storia più oscura, più emotiva e più personale che mai, portando Marco Pioggia e Greta Vivaldi dentro un abisso che ha radici tanto nel presente quanto nel loro passato.
Marco Pioggia è un personaggio che vive di silenzi, di esitazioni e di quel peso invisibile che solo chi ha indagato troppo può portare. In questo romanzo mostra tutta la sua fragilità, ma anche la sua determinazione: è un uomo che trema, ma che sceglie comunque di andare avanti.
Greta Vivaldi è il suo equilibrio. Non un’ombra e non un riflesso: una presenza solida, intuitiva, capace di vedere ciò che Marco non vuole guardare e di sostenerlo senza mai scavalcarlo. La dinamica tra loro è costruita con una delicatezza rara: c’è fiducia, rispetto, e quella tensione emotiva che rende la coppia investigativa credibile e profonda.
Attorno ed insieme a loro si muovono personaggi di contorno, molti già presenti nei libri precedenti, tutti ben delineati dall’autore.
L’indagine attraversa tre città profondamente diverse e simboliche: Mantova, pacata e sospesa; Venezia, misteriosa e labirintica; e Milano, moderna ma impregnata di antiche leggende legate alla costruzione del Duomo, che qui si intrecciano all’atmosfera del Natale, momento fondamentale del romanzo.
È proprio a Milano che la storia raggiunge il suo punto di massima tensione emotiva: qui si compie il colpo più crudele del killer e l’incubo peggiore di Marco Pioggia torna a vivere.
La parte più potente, devastante e narrativamente significativa del romanzo è il rapimento della figlia di Marco Pioggia.
Un evento che non solo travolge l’ispettore nel presente, ma riapre con violenza una ferita già affrontata in un caso precedente, quando un’altra scomparsa aveva segnato indelebilmente la sua carriera e la sua psiche.
Pioggia ha paura, una paura autentica, viscerale. Sa cosa succede quando un caso comincia a somigliare troppo a un altro, sa quanto velocemente i fantasmi possono tornare a vivere.
Ma non può fermarsi. Non vuole, e non può, lasciare che il buio vinca ancora.
Il killer replica il passato, lo distorce, lo rimette in scena: è un atto di crudeltà raffinata, quasi teatrale, che mostra quanto la mente criminale sia entrata nelle pieghe più segrete della vita di Pioggia.
E non si limita al rapimento: inizia un gioco malato di enigmi, un percorso di indizi, messaggi cifrati, simboli e richiami alle precedenti indagini, che obbliga Pioggia e Greta a muoversi contro il tempo e contro la paura.
Ogni indovinello è una ferita aperta.
Ogni passaggio è pensato per incrinare la lucidità di Pioggia.
Ogni scelta può essere quella sbagliata.
Il killer non vuole solo uccidere: vuole vedere Marco crollare, vuole trascinarlo in un labirinto mentale da cui è quasi impossibile uscire.
Ed è proprio in questo terribile gioco a due o meglio, a tre, con Greta sempre accanto che la storia raggiunge la sua massima intensità emotiva.
«Le coincidenze stanno diventando troppe».
«Lo so, per questo ho chiesto di indagare in parallelo. Se sta succedendo qualcosa, voglio capirlo prima che sia troppo tardi».
Non è solo un’osservazione: è la confessione implicita di un uomo, il suo timore che l’incubo del passato ritorni a reclamare la sua vita.
La prova che Pioggia deve affrontare è la più personale della sua carriera.
È Greta, insieme alla “writer” Marisol, altro personaggio che ritorna, a impedirgli di cedere, a tenerlo in piedi quando il killer tenta di strappargli ogni briciolo di razionalità.
La loro partnership non è mai stata così forte, né così emotivamente carica.
Il rapimento, gli enigmi, i richiami ai casi passati: tutto confluisce nella scelta narrativa più importante del romanzo.
Beruffi intreccia il presente con i tre casi precedenti, chiudendo un cerchio che aveva bisogno proprio di questo momento per essere completo.
Pioggia affronta così il trauma più grande, quello che lo aveva definito.
E lo fa con un’energia nuova, che solo la disperazione può dare.
Il risultato è la sua trasformazione definitiva.
Beruffi costruisce un clima di tensione continua senza perdere eleganza.
Le città diventano specchi delle emozioni dei personaggi, e la scrittura resta precisa, visiva, attenta ai dettagli senza mai indulgere in eccessi.
Forse gli unici piccoli nei,nonostante la potenza emotiva della storia, si ritrovano nella figura del killer, che rimane troppo sfumata, mai completamente definita se non nel finale, comunque ad alto climax.
Anche alcuni passaggi narrativi risultano un po’ compressi, come se avessero avuto bisogno di più spazio.
Nulla che intacchi seriamente la qualità dell’opera, che rimane intensa e sempre coinvolgente.
Un thriller emotivo, a tratti straziante.
Un romanzo che non solo chiude un ciclo narrativo, ma ricompone Marco Pioggia come personaggio.
Un’opera imperfetta ma profondamente umana, e per questo capace di lasciare un segno.
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Alberto Beruffi
Esperto di informatica e appassionato di giochi di ruolo, è nato a Castel Goffredo, in provincia di Mantova. Gandalf, Hari Seldon e Sherlock Holmes gli hanno instillato, fin da ragazzo, la passione per la scrittura; Vasco Rossi e i Depeche Mode quella per la musica. La Newton Compton ha pubblicato Una ragazza cattiva, Prima di morire, Il caso dei tre bambini scomparsi e La bambina nel buio