Roberta Lucca
Sinossi. Beatrice ha ventinove anni, un sogno da attrice e un cuore spezzato. Dopo la fine della sua relazione con Edoardo, si rifugia nella vecchia casa di famiglia in Toscana, la Casa del Salice, dove il passato sembra non voler restare sepolto. Tra una madre invadente, una sorella perfetta e una zia eccentrica custode di memorie, Beatrice si ritrova immersa in un mondo di visioni, lettere perdute e segreti mai risolti. Chi era davvero la sua bisnonna Ornella? Cosa accadde nella chiesa di San Gaudenzio nel 1944? E perché nessuno vuole parlare della nonna Elsa, scomparsa proprio il giorno in cui nacque Beatrice? In un viaggio che alterna Roma e il Chianti, tra provini teatrali, corsi di scrittura, cartoline misteriose e archivi dimenticati, Beatrice affronta le crepe della sua famiglia e della propria identità. Con ironia, malinconia, qualche nota thriller e una voce intensa e luminosa, La Casa del Salice è un romanzo di formazione e di riscatto femminile, dove il passato sussurra verità che chiedono di essere ascoltate.
Autore: Roberta Lucca
Genere: Narrativa
Editore: Baldini e castoldi
Pagg: 384
Anno di pubblicazione: 2025
Recensione
di
Una crepa nel cuore, è ciò che Beatrice sente di avere.
L’abbandono della casa, che condivideva col suo uomo, la riporta alle origini. La ricerca delle proprie radici annulla il presente, trasportando la giovane donna verso un luogo in cui i ricordi e le malinconie si alternano seguendo un gioco di specchi, in cui la realtà si mescola al sogno e, viceversa.
Le fantasie dei pezzi che assemblano il passato familiare, crea un caleidoscopio attraverso il quale la protagonista dipinge i ricordi, mescolando angoscia e desiderio, fino al giorno in cui ritrova del materiale che spazzerà via la cenere accumulata negli anni di stallo, facendo riemergere la verità.
Il racconto è una narrazione al femminile, si parla di donne e per le donne, scardinando le scomode certezze, insinuando così il verme del dubbio.
Beatrice ci racconta la sua altra vita seguendo il filo dei pensieri, che si rincorrono seguendo un ritmo sincopato, a volte di difficile lettura.
L’illogica sequenza della rapidità con cui formuliamo le nostre riflessioni, i desideri, i percorsi da intraprendere, le decisioni da adottare e, tutto ciò che ci porta a ragionare, nasconde un segreto.
L’illimitata fonte da cui le donne tirano fuori soluzioni, antidoti, magie per arginare i dolori, quelli che si cicatrizzano solo grazie alla straordinaria forza che serbiamo nel profondo della nostra anima.
Le voci lontane sono lì, ci attendono, ognuna di noi ne possiede la radice, è sufficiente scoprire il ventre molle in cui sono custodite per dare ardore e vita al passato.
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Roberta Lucca
è nata a Milano nel 1986, ha studiato teatro alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano e ha lavorato con grandi registi come Geppy Gleijeses, Andrei Konchalovsky e Marco Tullio Giordana, recitando nei più importanti teatri d’Italia. Ha insegnato recitazione e dizione all’Accademia del doppiaggio e ha partecipato a progetti come la riduzione teatrale del romanzo di Enzo Striano Il resto di niente. Dal 2023 si occupa anche di produzione teatrale come amministratrice unica di United Artists, che nel 2025 ha fondato il Teatro della Città di Roma – Teatro d’Italia, a oggi unico «teatro della città» romano riconosciuto dal ministero della Cultura.