La colpa di tacere




Daniela Dawan


Sinossi. Jacopo Cardoso, giudice rigoroso e uomo tormentato, si trova davanti a un processo che riapre ferite mai rimarginate: la strage nazifascista di Prati del Vezza. Tra fascicoli ingialliti e testimonianze strazianti, la sua ricerca di giustizia si intreccia con un’indagine personale, dove il confine tra colpa e innocenza si fa sempre più labile. Un passato familiare pieno di ombre, una madre custode di memorie dolorose, un padre eroe o complice: tutto vacilla quando la verità affiora. In un’Italia segnata dall’occupazione, dalla Resistenza e dal peso della memoria storica, Jacopo si misura con domande che non hanno risposta facile: quanto pesa il silenzio? Si può essere giusti in un mondo ingiusto? Il romanzo attraversa generazioni, scavando tra drammi familiari, conflitti interiori, identità nascoste e il desiderio di redenzione. Mentre il processo avanza e i segreti di famiglia si svelano poco a poco, Jacopo dovrà scegliere se restare prigioniero delle menzogne o rischiare tutto per la verità. Ma quale prezzo è disposto a pagare per liberarsi dalla colpa di tacere?


Autrice: Daniela Dawan

Editore: Morellini

Genere: Narrativa contemporanea

Pagine: 160

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Marina Toniolo


A volte le persone, per proteggersi da quelle che avvertono come debolezze, costruiscono una sorta di fortezza intorno alla propria anima, così da nasconderla alla vista degli altri, ma da questa roccaforte l’anima rischia di non uscire più. Insomma, capita che le persone siano diverse da come appaiono, perché il loro vero sé è nascosto”.

‘La colpa di tacere‘ è un breve romanzo, quasi un racconto, sulla rimozione di alcuni episodi accaduti verso la fine della Seconda Guerra Mondiale. Sulla scia delle famose stragi nazifasciste perpetrate in Italia l’autrice ne colloca una fittizia che racchiude tutte le paure e le speranze di chi scappa dai rastrellamenti e ne descrive l’orrore finale quando i soldati tedeschi, complici gli italiani, trovano i fuggitivi.

Rimozione perché immediatamente dopo si pensa di ricominciare ex novo, tant’è che il faldone di Prati del Vezza viene chiuso in un armadio le cui ante sono rivolte verso il muro. Rimozione personale anche per il protagonista Jacopo Cardoso, un uomo di legge che attrae per il suo essere tormentato, cui la propria sessualità non ha trovato modo di svelarsi al mondo.

Rimozione per la madre di Jacopo, che in gioventù aiuta un ragazzo ebreo a nascondersi e che sicuramente sa delle colpe del marito, Bruno Cardosi, che è l’esempio più emblematico di chi compie il suo dovere in tempo di guerra osservando un codice morale e che si stupisce delle azioni dei nazisti.

Uomo a due facce che educa il giovane Jacopo ad un rigore superiore. Proprio questa dualità e lo scoprire la colpevolezza del padre porta Jacopo ad una profonda analisi che lo allontana dalle aule di tribunale.

La scrittura e lo stile della Dawan sono semplici, oserei dire elementari. Le profondità dei personaggi le debbo indovinare in base alle vicende narrate poiché sia le descrizioni sia le riflessioni rimangono ad una sola dimensione. I dialoghi sono scarni e molto compiti, ogni tanto quasi irreali per il lessico usato.

Non c’è un vero coinvolgimento nella lettura, neppure grazie agli sbalzi temporali che mi fanno passare dall’oggi ai tempi della guerra. Trovo molto più proficuo pensare al perché si è sentita la necessità, a distanza di tanti anni, di istituire processi contro esecutori di stragi loro stessi quasi in punto di morte. La risposta è: giustizia. Che non corriponde sempre, come ci insegna Daniela Dawan, alla verità.

Consigliato?

Questa volta lascio pieni poteri a voi senza esprimermi.

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Daniela Dawan


è nata a Tripoli (Libia), dove è vissuta fino all’età di dieci anni. Costretta a fuggire con la famiglia per gli eventi drammatici che avvennero in Libia durante la Guerra dei sei giorni (giugno 1967), approda in Italia. Già avvocato penalista, è ora Consigliere della Suprema Corte di cassazione “per meriti insigni”. È vissuta a Milano, Bruxelles, New York. La sua attività attuale si svolge prevalentemente tra Milano e Roma. Ha esordito nella narrativa con numerosi racconti e con il romanzo ‘Non dite che col tempo si dimentica’ (Marsilio Editori, 2010).