Matteo Strukul

Sinossi. All’inizio del Seicento, la Serenissima sembra avere i giorni contati: gli Uscocchi, i feroci pirati dell’Adriatico tagliatori di teste, saccheggiano e predano le galee veneziane, protetti dalla longa manus dell’arciduca d’Austria, mentre in città un fosco personaggio – che si fa chiamare lo Spettro di Venezia – agisce indisturbato per riparare i torti, distribuendo la morte con stoccate di spada e avvelenamenti improvvisi. A nulla sembrano condurre le indagini del Capo degli Sbirri e degli Inquisitori di Stato, mentre serpeggia l’inquietudine e un gruppo di avventurieri senza scrupoli e tagliagole, approfittando della confusione, cospira nell’ombra. Nel frattempo, Rea, una giovane prostituta fuggita da un postribolo, viene salvata dallo Spettro di Venezia e – affidata a un muschier – impara a dominare fragranze e aromi, divenendo in breve tempo la profumiera più richiesta di Venezia. Mentre scoppia la Guerra di Gradisca, un’altra donna – che è in qualche modo legata a Rea – ha giurato il proprio odio alla Serenissima a causa di quanto subito in passato. La chiamano l’Invelenada e trama con il marchese di Bedmar, ambasciatore spagnolo a Venezia, e con un manipolo di “vipere” per architettare una congiura interna in grado di rovesciare il doge. Fra profumi e veleni, nebbie e misteri, chi si nasconde dietro la maschera nera?
Editore: Newton Compton Editori
Genere: Thriller storici
Pagine: 455
Anno edizione: 2025
Recensione
di
Agnese Manzo
La congiura delle vipere, con la sua narrazione nel complesso semplice, ci conferma un antico adagio che difficilmente troverà qualcuno in disaccordo: la vita è una lotta.
In una Venezia tormentata, esposta all’attacco di pirati sanguinari e lacerata da inquietudini e malumori interni, sarebbe necessario l’arrivo di una guida che unisca, che accolga in sé le aspirazioni di tutte le varie anime della città, che pacifichi e porti positività.
Naturalmente, questo non accade. Al contrario, si muovono nelle strade della Serenissima figure oscure, spinte da motivazioni abiette, e, per giunta, altre ne arrivano, anche da molto lontano.
Chi per una sete di vendetta che non si riesce a placare in nessun modo, chi per smodata avidità, chi solo per quel “maledetto gusto del soqquadro” di cui parlava Alessandro Manzoni, in tanti sembrano non avere altro scopo che ordire una congiura per destituire il Doge e prendere possesso del potere, a qualunque prezzo.
Strukul ci conduce nella psicologia dei personaggi più estremi di questa storia: l’Invelenada, donna dalle capacità straordinarie che purtroppo utilizza sempre e solo al servizio del male, Diego Montoja, un essere come privo di coscienza, Jacques Pierre, che, al contrario, sembra consapevole dell’assurdità del proprio comportamento, e infine il terribile mangia-cuori Ivo Stojan, dalla crudeltà animalesca.
Ascoltando i loro pensieri, si comprende come, in ultima analisi, per costoro lottare sino all’ultimo sangue sia l’unico modo per sentirsi vivi, e per questo scellerato scopo sono disposti a uccidere, corrompere, distruggere. Ecco la genesi della congiura.
Ma per le strade di Venezia, bersagliata anche dall’interno a causa della dilagante corruzione, non si muovono solo i congiurati. Anche sul fronte opposto ci sono molti protagonisti.
El Caigo, il leggendario Spettro di Venezia, rappresenta il più importante tra questi: difensore della giustizia, dei reietti e dei più deboli, vive nell’ombra ancora più dei suoi avversari. È una forza benefica ma, all’occorrenza, si trasforma in un’inesorabile macchina da guerra, capace di azioni spietate, se sono inevitabili.
Tutt’intorno, in questa ennesima rappresentazione dell’eterna lotta tra il bene e il male, si muovono gli altri personaggi: il muschier Marco Barbaran, profumiere geniale, la giovane Rea, scampata alla triste sorte del postribolo, la talentuosa pittrice Chiara e la sua ricca e illuminata mecenate Cornelia.
Tutti sono intenti, in qualche modo, a rincorrere i propri obiettivi perché, ci ricorda l’autore, la nostra esistenza non può essere fatta solo di sangue e battaglie. Ci sono molte altre pulsioni, che la animano: la passione per il proprio mestiere, il desiderio di riscatto, la sfida con se stessi di chi ha consacrato la sua vita all’arte, e, non ultimo, l’amore.
Sentimento contro il quale non si può combattere, l’amore è un “conquistatore” che arriva quando capita, e non sempre è il momento opportuno.
I protagonisti di questa storia ne saranno investiti senza preavviso e, tra tanti inganni, congiure, insidie e tradimenti, per una volta potranno cedere senza opporsi a questa forza da cui, invece, sarà bello farsi dominare.
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Matteo Strukul
Matteo Strukul è nato a Padova nel 1973. È l’autore di romanzi storici che ha raggiunto il primo posto della classifica italiana. Laureato in Giurisprudenza, dottore di ricerca in Diritto europeo e membro della Historical Novel Society, le sue opere sono in corso di pubblicazione in quaranta Paesi e opzionate per il cinema. È l’autore della saga bestseller dedicata ai Medici di Firenze, che comprende “Una dinastia al potere” (vincitore del Premio Bancarella 2017), “Un uomo al potere”, “Una regina al potere” e “Decadenza di una famiglia”. Successivamente ha pubblicato “Inquisizione Michelangelo”, “Le sette dinastie”, “La corona del potere”, “Dante Enigma”, “Il cimitero di Venezia”, tutti bestseller internazionali. Il suo nuovo romanzo è “Paolo e Francesca”.