Elena Stancanelli

Sinossi. Siamo davvero sicuri che la gioia di ieri sia l’unica possibile? Dopo la fine della storia con Davide, Anna vuole cambiare tutto. Odia le coppie, la monogamia, i tradimenti, la gelosia. Giura che non ci cascherà piú. Ma non sa bene con cosa sostituire il modello sentimentale dentro il quale è cresciuta. L’amore potrebbe non riguardare due persone ma una piccola comunità, in cui si è liberi di entrare e uscire senza scacciare gli altri? E questo basterebbe a far sparire il dolore delle separazioni? Un raffinato romanzo in tre atti, sensuale e divertito, che racconta il cammino di una donna alla ricerca di una nuova felicità. La solitudine di Anna è una casa sempre aperta e piuttosto affollata. C’è la coinquilina Micol, vent’anni piú giovane di lei, irresistibile, votata all’artificio, dotata di un’intelligenza da volpe e di una fiducia entusiasta nella monogamia. E poi gli amanti e le amanti, gli indispensabili amici, una specie di foresta che resiste a tutte le tempeste. Ma soprattutto i cani: la sua adorata Mina, sdegnosa e vibrante, sette cuccioli rosa, i cani incontrati per strada e nei parchi, e un certo Frodo, dallo sguardo troppo umano, che un giorno d’inverno si lancia da una terrazza. È un prodigio? Un messaggio? Forse è solo il modo in cui un tempo nuovo si manifesta. Un tempo sfocato nel quale regna l’irrazionale, e le regole del desiderio, che hanno sempre salvato Anna dalla tristezza, non valgono piú. Proprio quando gli eventi del mondo impongono l’isolamento, a cinquant’anni Anna si trasforma. E si inoltra in questa sua nuova condizione, passeggiando con Mina nella città semideserta, schivando gli agguati della nostalgia, salutando chi ci lascia e aspettando chi torna sempre. Perché anche quando la vita sembra secca e immobile, è ancora possibile che qualcosa, qualcuno, accada. Con La gioia di ieri, Elena Stancanelli dà voce a una donna irriverente, autoironica, che si sforza di accogliere tutto quello che c’è. E racconta dell’età adulta una versione affettuosa e strampalata.
Editore: Einaudi
Genere: Narrativa
Pagine: 184
Anno edizione: 2025
Recensione
di
Paola Iannelli
Siamo davvero convinti che la pandemia non abbia lasciato tracce?
Ora che siamo sopravvissuti alla più grande pandemia, ci poniamo molteplici interrogativi, senza dimenticare che la speranza di una nuova vita sia la prova più grande da sostenere.
Questo lungo monologo, la voce narrante interpretata dalla protagonista: Anna, ci riporta indietro di cinque anni, sollevando la coltre di polvere che nel frattempo si è depositata sul ricordo di quei giorni. Il senso di angoscia pervade ogni riga, ci trasporta nell’atmosfera di sospensione che regnava in un lasso di tempo che decretò la fallibilità della specie umana, travolta suo malgrado da un evento dalle proporzioni tragiche.
La solitudine che ne deriva proietta i protagonisti del racconto, nello spazio occupato dalla consapevolezza che l’umanità potesse essere sterminata da un essere minuscolo, invisibile a occhio nudo, eppure letale.
Anna ritrova sé stessa, scava nel fondo della sua anima, senza perdere la voglia di immergersi nel flusso perpetuo della quotidianità, priva degli impedimenti che celebrano la forzata reclusione.
Il punto di osservazione di Anna cambia, persino il rapporto col suo amato cane, diventa un gancio solido, per reinventarsi e dipingere nuovi equilibri.
Non mancano momenti di legittimo sconforto, fonti di scompiglio esistenziale, legati al riscontro oggettivo che delimita la libertà dell’uomo.
Le amicizie, le presunte relazioni amorose, le cure mediche, il lavoro, tutto cambia, tranne la capacità di sostenere i sentimenti veri, quelli che emergono dal fango della crudeltà, per ricomporsi con forza e audacia.
Elena Stancanelli riscrive un capitolo doloroso per tutti noi, lanciando un messaggio di speranza, nel segno di una parte di mondo che non cede alla sordità dei bruti.
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Elena Stancanelli
è nata a Firenze. È autrice di romanzi e racconti. Presso Einaudi ha pubblicato Benzina (1998), che è diventato un film, Le attrici (2001), il racconto Il giorno del mio compleanno nell’antologia Ragazze che dovresti conoscere (2004) e Un uomo giusto (2011). È fra gli autori di Figuracce (Einaudi Stile Libero 2014). Nel 2016 pubblica con La nave di Teseo, La femmina nuda, candidato al Premio Strega 2016.Tra gli altri titoli, Il tuffatore (La nave di Teseo, 2022), Mamma o non mamma (Marsilio, 2025), La gioia di ieri (Einaudi, 2025).
A cura di Paola Iannelli