La levatrice




Bibbiana Cau


Traduttore:

Editore: Nord

Genere: Narrativa

Pagine: 384

Anno edizione: 2025


Sinossi. Custode di un sapere antico, una donna lotta per far nascere il futuro. Non è una di loro, Mallena. Un giorno di sedici anni prima è arrivata a Norolani insieme con Jubanne, cui è bastato un attimo per innamorarsi e che l’ha sposata per proteggerla da un destino che gravava su di lei come una condanna. Eppure, per gli abitanti di quel paese dove il maestrale porta il respiro del mare, ormai è diventata un punto di riferimento. Perché Mallena è unallevadora che, mettendo in pratica il sapere antico tramandatole dalla madre, assiste tutte le partorienti, anche quelle delle famiglie più umili, senza mai pretendere nulla in cambio. Ma tutto precipita nel settembre 1917, quando Jubanne torna dal fronte ferito nel corpo e nell’anima. Per pagargli le cure necessarie, Mallena chiede a gran voce al consiglio comunale di essere remunerata per il suo lavoro e, ancora una volta, quel sussidio le viene negato. Come se non bastasse, in conformità a un decreto regio, viene assunta un’ostetrica diplomata, destinata a sostituirla. Arriva dal continente, Angelica Ferrari: nonostante la giovane età, per essere lì ha combattuto a lungo, sfidando le convenzioni sociali e la disapprovazione del padre, che voleva relegarla tra le mura domestiche, sposata con un buon partito. E adesso deve lottare contro la diffidenza delle donne del paese, che la vedono come un’estranea e rifiutano le sue cure. Dovrebbero essere rivali, Mallena e Angelica, invece sono le due facce della stessa medaglia, entrambe spinte dal desiderio di libertà e indipendenza, entrambe tradite dalle persone che avrebbero dovuto proteggerle e vittime della quotidiana ingiustizia che il mondo sa riservare soprattutto alle donne. Tuttavia, quando la situazione si farà insostenibile e i fantasmi del passato torneranno a bussare alla porta di Mallena, sarà proprio l’intera comunità di Norolani a pretendere che, per una volta, si faccia davvero giustizia. Una grande storia al femminile che, attraverso la lingua, i profumi, la poesia e la ruvidezza della vita quotidiana nella Sardegna d’inizio Novecento, narra di gente umile e schiva, ma unita da un profondo senso di comunità. E di una protagonista che, grazie a una saggezza ancestrale e alla solidarietà delle altre donne, matura in sé una nuova e luminosa consapevolezza.  

 Recensione

di

Paola Iannelli


La voce delle donne si erge forte, potente dalle pagine di questo romanzo corale, dove le sorti di un villaggio sardo, dipendono dalla feconda operosità di coloro che sono rimaste a casa, durante l’epopea bellica della I guerra mondiale.

Ognuna di loro narra e scrive la sua storia, intrisa di dolore, attesa e speranza, dimostrando al mondo che la vita ha un valore di sacralità, che va oltre i confini dei dettami cristiani.

Mallena è una di loro, opera a favore delle puerpere, senza risparmiarsi, lavorando sodo giorno e notte, assorta nel ruolo di levatrice.

Protagonista assoluta è la Sardegna, il piccolo villaggio di Norolani, luogo immaginario che prende spunto dalla realtà storica dei numerosi paesini, che si erano formati all’epoca.

La funzione sociale e medica di Mallena, la quale esercita senza alcun tipo di istruzione, viene messa in discussione quando al paese arriva una giovane ostetrica, laureata e autorizzata a tale funzione.

L’accoglienza che quest’ultima riceve non è delle migliori, arginare le antiche credenze, la sacralità concessa a Mallena, non sarà facile.

La miseria, la mancanza di danaro, la fugacità del tempo perduto offuscano il cielo di Norolani, eppure dalla cenere si erge un lieve crepitio, che trasporta le protagoniste del romanzo verso l’agognata risoluzione.

Esistono frammenti in cui l’azione dell’uomo travalica le legittimità, alcuni passi descrivono scene che vanno oltre, disegnando conclusioni oscure.

Le antiche tradizioni culinarie, riti esoterici, il fascino delle tradizioni bagnano le pagine del racconto che si snoda tra i vicoli ciechi della disperazione, che anima le atmosfere intrise di vita e morte.

La lucida analisi che Mallena compie, corrisponde al senso innato dettato dalla sopravvivenza, la valenza della sua arte medicale, riuscirà a frapporsi al destino avverso.

Nulla appare distante, come le tragiche avversità che le donne hanno dovuto far fronte in epoche simili, dalle borgate romane ai vicoli di Napoli, o lungo le pendici di terre montuose. L’animo che le unisce sorvola le nude creste e valica confini immaginari, dove nasce vita nuova. 

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Bibbiana Cau


è un’autrice italiana. Cresciuta in Sardegna, dopo gli studi di Ostetricia all’Università di Cagliari, nel corso di una lunga carriera lavorativa ha avuto il privilegio di accompagnare alla nascita tantissime nuove vite. Lettrice da sempre, ha scoperto l’interesse per la scrittura durante la stesura della tesi in Storia sociale e, dopo essersi laureata in Educazione degli adulti e in Formazione continua all’Università di Roma Tre, ha frequentato i corsi della Scuola Holden di Torino, di Medicina narrativa presso le Aziende Sanitarie Locali sarde e di Londra Scrive con Marco Mancassola. La levatrice (Nord, 2025) è il suo esordio letterario.Fonte immagine: bandelle libro La levatrice (Nord, 2025).

A cura di Paola Iannelli

https://paolaiannelli.it/