Simone Panepuccia
Sinossi. Giacomo è un informatico geniale, solitario e dipendente dagli psicofarmaci: attraverso l’intelligenza artificiale sa “riportare in vita” le persone defunte basandosi sulle tracce che trova di loro (video, foto, messaggi), e ne fa simulazioni digitali in grado di interagire come se fossero ancora vive. Quando il padre di Lisa, una ragazza morta in circostanze mai chiarite, gli chiede di ricostruirla per poterla ascoltare ancora, Giacomo accetta. Ma qualcosa va storto. La “nuova Lisa” non è un semplice avatar: reagisce, prova emozioni e, soprattutto, ricorda dettagli della propria morte che nessuno avrebbe potuto conoscere. Giacomo inizia a indagare, ma forse sta solo combattendo contro i propri sensi di colpa, e non sa distinguere più la realtà dalla proiezione. Lisa, infatti, è figlia di un suo antico amore… Mentre le barriere tra memoria e identità si dissolvono, emergono segreti oscuri e una verità che qualcuno vuole tenere sepolta. Perché a volte riportare in vita i morti significa aprire la porta a qualcosa che non si può più controllare.
Autore: Simone Panepuccia
Editore: Giunti Editore
Genere: Thriller
Pagine: 288
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Marina Toniolo
Giacomo è un tossicodipendente. Le sue giornate sono scandite dalle pastiglie che assume e da quello che fuma. Per lavorare, vivere e pensare deve raggiungere uno stato zen che non venga alterato da situazioni esterne.
Rifugge la vicinanza, il contatto e tutte le questioni personali. Ed è pure un genio dell’informatica avendo messo a punto un nuovissimo sistema di intelligenza artificiale capace di creare ologrammi delle persone defunte che interagiscono con i vivi.
Quando viene contattato da Pietro Giorgi, marito del suo grande amore Samanta, la routine smette di essere un concetto rassicurante. Riportare ‘in vita’ la figlia della coppia, Lisa, conduce Giacomo a percorrere strade inusuali e a imbattersi in uno strano giro di prostituzione minorile e di droga, aiutato dall’investigatrice privata Gioia Sagramonti.
‘La memoria delle ombre‘ è un thriller d’esordio con i controfiocchi: stile asciutto ed essenziale, trama solida senza sbavature lo rendono una vera chicca. Per me è stato anche entusiasmante scoprire il mondo della ricostruzione delle ombre, attualmente solo presente in Cina, un modo nuovo per superare un lutto importante. Interessante il profilo psicologico del protagonista Giacomo e dei flashback che raccontano la sua storia con Samanta, da ragazzini ad adulti.
Penso che possa essere proprio il peso delle responsabilità a incastrare l’uomo in un vortice di pastiglie e fumo, a non fidarsi né di se stesso né degli altri. Sullo sfondo una Roma incolore e insapore: solo le spiagge del Circeo assumono tridimensionalità, ambientazione della rimpianta storia d’amore tra Giacomo e Samanta.
Scritto in prima persona il thriller si legge velocemente senza perdere alcun passaggio e lasciando il lettore stupefatto per il finale.
Una bella scoperta e un autore che merita di essere seguito nei suoi prossimi passi.
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Simone Panepuccia
Vive nella campagna di Canterano, in provincia di Roma. Si occupa di ingegneria informatica ed è responsabile di team di sviluppo software. Come sceneggiatore per il fumetto ha scritto ‘L’Amico di Chisinau’ e ‘Serial Victim’, graphic novel per il mercato americano. È stato creatore e autore del fumetto cult indipendente degli anni duemila ‘PT7′. ‘La Memoria delle ombre’ è il suo romanzo d’esordio.