Philippe Boxho
Traduttore: Rossella Monaco
Editore: Ponte alle Grazie
Genere: Narrativa
Pagine: 191
Anno edizione: 2025

Sinossi. Quella del medico legale è una professione affascinante, che richiede rigore ma anche una sensibilità fuori dal comune, perché spesso un corpo senza vita è l’unico testimone di una verità che non può essere conosciuta altrimenti. Con il bisturi in mano, chi effettua un’autopsia esegue un’indagine vera e propria, portando alla luce i misteri che i morti nascondono. Ogni livido, ogni frattura, ogni segno sulla pelle racconta una storia: un omicidio, un suicidio, una morte naturale. E ogni caso è diverso, ogni corpo è un puzzle da ricomporre, una narrazione da riscrivere. In questo libro, Philippe Boxho, medico legale da oltre trent’anni, ci racconta di un mestiere che richiede pazienza, precisione e determinazione, perché ogni piccolo dettaglio può fare la differenza. Attraverso esempi concreti, tratti dalla sua esperienza tra la scena del crimine e la sala autoptica, l’autore riesce a trasformare ogni storia professionale in un racconto avvincente. Caso editoriale, con un milione di copie vendute in Francia e in Belgio, La parola ai morti ci svela in che modo i cadaveri possano ancora parlarci. Basta solo saperli ascoltare.
Recensione
di
Gabriele Loddo
Nel perderci tra le pagine di un romanzo giallo, di un noir o di un thriller, prendiamo pian piano confidenza con i personaggi classici che sono soliti dare vita alla letteratura del genere. Si tratta di ispettori, di commissari, di killer e di vittime ignare che, figure cardine, spesso si scambiano il ruolo, gli archetipi, se non, addirittura, la parte da protagonista.
Talvolta, facciamo a malapena caso ai personaggi secondari che, sebbene funzionali allo sviluppo della trama, hanno tempi tanto brevi, e così poche righe dedicate, da apparire rapide comete destinate a essere velocemente dimenticate.
La loro orbita incrocia quella della trama principale per poi sparire così come sono comparse, nonostante il loro ruolo, o l’apporto per lo svolgimento dell’indagine, sia di fondamentale importanza. Tra questi, dobbiamo spesso annoverare la figura del medico legale.
“La parola ai morti” è un saggio, un’autobiografia e un romanzo di narrativa, tutto nel medesimo istante. L’autore, Philippe Boxho, è un medico legale di professione. Nel testo, composto da una ventina di capitoli, descrive e riporta la propria esperienza lavorativa, evidenziando quanto sia importante la figura per la risoluzione delle indagini e per gli esiti forensi successivi.
Ogni capitolo inizia con un approccio romanzato, con la descrizione degli eventi e la caratterizzazione puntuale dei personaggi, delle loro storie di vita, e dei moventi che gli hanno spinti a commettere un reato.
La parte autobiografica è insita nelle indagini: lui è il vero protagonista delle storie, lo vediamo tanto nell’intimità di casa e del tempo libero, quanto nel momento in cui apre i corpi quando ricerca risposte, dandoci modo di scoprire fino in fondo la vera vita del medico legale. Infine, il testo ricopre la veste del saggio per via dei numerosi cenni storici, tecnici e scientifici, che completano l’elaborato senza fargli perdere il fascino precedente.
Per quanto mi riguarda, questo testo è stata una bella scoperta. Caratterizzato da un linguaggio scorrevole, mi ha guidato a conoscere il ruolo, le abilità e le competenze di una professione che mi ha sempre suscitato interesse, tanto nel mondo giallo della carta stampata, quanto in quello scenografico della cinematografia.
“Spesso un corpo senza vita è l’unico testimone di una verità che non può essere conosciuta altrimenti”,
recita lo slogan pubblicitario del romanzo. Ebbene, il medico legale è l’unico in grado di recepire tale testimonianza, molte volte appena sussurrata dalle poche cellule che, un tempo, sono appartenute a un essere umano.
Suggerisco la lettura del testo a tutti gli amanti del genere, tanto quanto lettori, che per gli autori.
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Philippe Boxho
è un medico legale e criminologo belga, autore di libri di successo. Professore di Medicina legale, presidente del Centre Hospitalier Universitaire di Liegi, dirige dal 2001 l’Istituto di Medicina legale dell’Università di Liegi. La parola ai morti, il suo libro d’esordio, è stato acquistato da venti editori internazionali e le sue vendite complessive in lingua francese hanno raggiunto un milione di copie.